Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Draghi: misure da Bce ma non ora Le borse in rosso, vola lo spread

Non c’è “nessun passo indietro” rispetto al discorso di Londra della scorsa settimana, ha chiarito il presidente della Bce, ricordando come nel suo intervento “non c’era alcun riferimento ad un programma di acquisto titoli”, ma l’affermazione che quella dell’euro “è un’area forte” e che la moneta unica “è irreversibile”.L’euro “è irreversibile” ha scandito anche oggi in conferenza stampa il presidente della Bce, e gli spread così alti “sono inaccettabili”. ”L’euro irreversibile significa che non si potrà tornare alla dracma o alle altre monete. L’euro resta e resterà. Non serve a nulla scommettere contro la moneta unica. L’euro è qui per durare” e l’intenzione di “fare di tutto” per preservare l’euro “è unanime”. E’ anche noto che la Bundesbank “ha delle riserve sull’acquisto di bond”, ha puntualizzato, aggiungendo poi che la “decisione finale” sugli interventi sarà presa nelle prossime settimane.Il Consiglio direttivo della Bce, ha detto Draghi, “ha discusso in modo esteso le opzioni per rispondere al serio malfunzionamento del processo di formazione dei tassi nel mercato dei bond nei Paesi dell’area euro”. Secondo il presidente dell’Eurotower, “gli spread eccezionalmente alti osservati in alcuni Paesi e la frammentazione finanziaria frenano” un’efficace trasmissione della politica monetaria.Ciò premesso, il presidente ha evidenziato che gli spread “collegati a timori sulla reversibilità dell’euro sono inaccettabili e devono essere affrontati in modo essenziale: l’euro è irreversibile”. Ma perché si possano creare “le condizioni fondamentali” perché “spariscano” le disparità fra i titoli di Stato di vari Paesi, “le autorità politiche dell’area euro – ha ammonito ancora – devono proseguire con il consolidamento fiscale, le riforme strutturali e il processo di costruzione delle istituzioni europee con grande determinazione”.Da Draghi è arrivata anche l’indicazione ai governi di essere ”pronti a chiedere l’intervento” dei fondi Efsf e Esm “qualora fosse necessario”, precisando che l’attuale versione dell’Esm non può accedere ai fondi della Bce.Dal momento che l’attuazione delle riforme strutturali e del consolidamento di bilancio e il processo di ‘institution building’ “richiedono tempo – ha spiegato nella conferenza stampa a Francoforte – e i mercati finanziari spesso si adeguano solo quando il successo diventa chiaramente visibile, i governi devono essere pronti ad attivare l’Efsf/Esm nel mercato dei titoli di Stato quando esistano circostanze eccezionali sui mercati e rischi alla stabilità finanziaria”. E questi, ha sottolineato, devono intervenire sulla base della “stretta ed efficace condizionalità” prevista dalle linee guida dei due fondi salva-stati. In particolare, ha detto ancora il presidente della Bce, “il rispetto da parte dei governi dei loro impegni e l’adempimento da parte dell’Efsf/Esm del loro ruolo sono condizioni necessarie”.Poi, rispondendo a una domanda, ha spiegato che come per tutti gli altri Paesi, una eventuale attivazione dello scudo anti-spread per l’Italia “sarebbe su richiesta” e a determinate condizioni.
Dopo le parole di Draghi, resta pesante piazza Affari, tra le peggiori Borse europee. A Milano Ftse Mib 13.498 punti (-3,09%), All Share 14.421 (-2,82%). Spread Btp-Bund a 493 punti, in netta risalita dai 456 punti della chiusura di ieri.
Calano anche le altre Borse europee, a partire da Madrid (Ibex -4,6%); Lisbona (Psi 20 -1,4%); a Francoforte Dax -1,58%; a Parigi Cac -1,84%; a Bruxelles Bel 20 2.248 (-1,8%); ad Amsterdam Aex -1,06%; a Londra Ftse -0,66%). A Zurigo Smi +0,08%.
La Bce oggi ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,75%. Anche il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale resta all’1,50% e quello sui depositi allo 0,00%. Lo scorso 5 luglio la Bce aveva deciso di tagliare dello 0,25% il tasso di riferimento che era rimasto fermo all’1% dallo scorso 8 dicembre 2011.Fonte ADKRONOS

Comments are closed.