Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

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Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

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Italia, produzione industria frana ad aprile ombre su trim2

“E’ ancora presto per fare stime, ma a questo punto c’è il serio rischio che il secondo trimestre possa risultare ancora peggiore del primo”, osserva Mameli. Appena più ottimistica la visione di Federico, secondo cui tra aprile e giugno “il passo di contrazione sarà, sebbene di poco, lievemente più contenuto rispetto al primo trimestre”,in cui la produzione industriale è scivolata del 2,3%, mentre il Pil si è contratto dello 0,8%.Per il Centro Europa Ricerche (Cer), alla luce dei dati odierni, risulta ormai elevata la probabilità che la recessione nel 2012 superi il 2%, risultando dunque ben superiore alla stima del ufficiale del governo a -1,2% 

TENSIONI MERCATI E RISCHIO CALO EXPORT PESANO SU PROSPETTIVE
L’Italia, finita nel vortice della crisi dei debiti sovrani della zona euro, deve confrontarsi con una decisa debolezza della domanda interna, penalizzata dalle misure di austerità varate dal governo per mettere in sicurezza i conti pubblici.Ma dopo una parziale rasserenamento nei primi mesi dell’anno, le tensioni sui mercati finanziari sono tornate a farsi sentire con forza.”Se questo quadro dovesse persistere, è chiaro che potrebbe deteriorarsi ulteriormente il circuito del credito, e di conseguenza l’attività industriale”, spiega Mameli.Il rischio ora è che anche le aziende più votate all’export, che fino ad ora ha rappresentato una sorta di ciambella di salvataggio per l’industria italiana, non riescano più a reggere il passo.”L’export italiano rispetto alla domanda mondiale non sta andando bene”, ha sottolineato oggi l’economista di Prometeia Alessandro Lanzetta, parlando al convegno dei Giovani Industriali a Santa Margherita Ligure.
E a guardare il dettaglio dei dati diffusi oggi dall’Istat, lo sconforto aumenta. A subire le contrazioni più marcate sono infatti i beni intermedi e quelli strumentali, che misurano la propensione delle aziende all’investimento.   “Un brutto segnale. Potrebbe indicare che anche le aziende più votate all’export stanno mostrando segni di cedimento” conclude Mameli.  Fonte REUTERS

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