Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Bca Mps: mani sulle tastiere.

Bca Mps: mani sulle tastiere.

I risultati preliminari al 31 dicembre 2017 hanno spinto nuovamente il titolo bancario al centro del ciclone. I corsi stanno avvicinandosi ai minimi storici ed ora dovranno affidarsi all’ultima ancora di salvezza (il supporto in area 3.35 euro) per risalire la china ed allentare, almeno per il momento, le tensioni. Chiusure di seduta al di sotto di 3.27 euro (min. storico) faranno scattare ulteriori preoccupazioni e a quel punto sarà difficile evitare un ulteriore approfondimento in area 3.02 euro in prima battuta. Come già accennato in precedenza, il sostegno in area 3.35 euro potrebbe probabilmente dar vita ad un rimbalzo tecnico ma siamo ancora lontani per una reale ripresa e probabilmente ci vorrà del tempo. Nel breve periodo, a livello grafico, qualche lieve segnale di ripresa giungerà oltre quota 3.85 euro (in chiusura e con tenuta settimanale).

Indicatori tecnici (sett.):

RSI(14) Vendere
STOCH (9,6) Vendere
STOCHRSI (14) Vendere
MACD(12,26) Vendere
ATR(14) meno volatilità
CCI(14) Ipervenduto
ADX(14) Ipervenduto
ROC Vendere
UO Vendere

Williams R: ipdervenduto.

 Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA). Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

RISULTATI PRELIMINARI AL 31 DICEMBRE 2017
 Perdita del trimestre pari a 502 milioni di euro, influenzata da 170 milioni di euro di costi di recupero connessi all’accordo di servicing pluriennale relativo alla cessione della piattaforma per la gestione dei crediti in sofferenza e 166 milioni di euro di accantonamenti per rischi diversi
 Margine di interesse a 415 milioni di euro, che risente della riduzione degli interessi sui crediti deteriorati e di volumi e tassi sugli attivi, in parte compensati dalla riduzione del costo del funding; commissioni pari a 363 milioni di euro, in crescita di circa il 2% t/t grazie al comparto wealth management
 Costi operativi a 651 milioni di euro influenzati da componenti stagionali. Continuo avanzamento nella realizzazione del Piano di Ristrutturazione: già realizzate 1.800 uscite di personale attraverso il Fondo di Solidarietà (38% del target al 2021) di cui 1.200 avvenute il 1° novembre e chiuse complessivamente 435 filiali da gennaio 2017 a
gennaio 2018 (ca. 70% del target al 2021) con sino ad ora limitato attrition rate (ca. 5% della raccolta complessiva relativamente alle filiali chiuse a Marzo 2017) e benefici economici attesi nei prossimi trimestri
 Conti correnti e depositi stabili nel trimestre a circa 62 miliardi di euro (+11 miliardi da fine 2016); raggiunto l’obiettivo al 2019 di incremento della raccolta. In atto la riduzione del costo del funding (tassi medi sui depositi ridotti di 12 punti base nel trimestre)  Stabili i principali indicatori di asset quality (pro forma per il portafoglio in via di dismissione di 24,2 miliardi di euro): gross NPE ratio al 21,4%, net NPE ratio al 12,0%.
Prosegue secondo la tempistica prevista il processo di cartolarizzazione: effettuata a gennaio 2018 la cessione del 95% dei titoli mezzanine ad Atlante II ed è in corso l’analisi
del portafoglio da parte delle agenzie di rating, a cui seguirà la richiesta della garanzia statale (GACS)
 Common Equity Tier 1 transitional al 14,8%, pari a circa 9 miliardi di euro. Completata con successo, a gennaio 2018, l’emissione di un prestito subordinato Tier 2 di 750 milioni di euro, con richieste che hanno ecceduto l’offerta di 3,6 volte
 Counterbalancing capacity stabile nel trimestre (21 miliardi di euro), 15,2% del totale attivo

L’esposizione dei crediti deteriorati lordi del Gruppo al 31 dicembre 2017 è risultata pari a 45,1 mld di euro, in flessione rispetto a fine dicembre 2016 (-0,7 mld di euro) e sostanzialmente stabile rispetto al 30 settembre 2017. Per quanto riguarda la dinamica trimestrale degli aggregati del comparto deteriorato lordo, si evidenzia la crescita nel 4Q17 di 1,1 mld di euro delle sofferenze ed una riduzione di -0,8 mld di euro delle inadempienze probabili e di -0,3 mld di euro delle esposizioni scadute deteriorate. Al netto dei crediti deteriorati lordi “in via di dismissione”, l’esposizione lorda passerebbe da 45,1 mld di euro a 20,9 mld di euro.
Al 31 dicembre 2017 l’esposizione netta in termini di crediti deteriorati del Gruppo si è attestata a 14,8 mld di euro registrando una flessione di 5,5 mld di euro da inizio anno, principalmente ascrivibile alle rettifiche nette registrate sul perimetro oggetto di cessione a seguito dell’adeguamento al loro valore di realizzo e un calo di 0,3 mld di euro rispetto al 30 settembre 2017. Tale esposizione netta include 4,4 mld di euro relativi alle attività deteriorate in via di
dismissione, al netto delle quali il valore si posizionerebbe a 10,4 mld di euro, con un sensibile
miglioramento del rapporto tra crediti deteriorati netti e crediti clientela netti, che passa da 16,3% a
12,0%. All’interno dell’aggregato, nel quarto trimestre 2017 rimane sostanzialmente stabile
l’incidenza delle inadempienze probabili e delle esposizioni scadute, mentre cresce quella delle
sofferenze nette (che passa dal 7,6% di settembre al 8,3% di dicembre).
Al 31 dicembre 2017, la percentuale di copertura dei crediti deteriorati si è attestata al 67,2% in
aumento rispetto al 31 dicembre 2016 (pari a 55,6%) e rispetto al 30 settembre 2017 (pari a
66,4%).

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