Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

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Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

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Record per l’azionario Usa. Wall Street guarda all’Ucraina

wallstreetRecord per l’azionario Usa. Wall Street guarda all’Ucraina

OSPITIAMO UN POST DI LINA CAGOSSI (corrispondente da wall street)

La settimana si e’ conclusa con un bilancio positivo per la Borsa americana e con un altro massimo di sempre per lo S&P 500. Nel corso della seduta di venerdì i dati economici positivi sull’occupazione hanno, almeno in parte, contrastato l’effetto dei timori legati alla crisi in Ucraina. L’economia americana ha creato più posti di lavoro de previsto in febbraio, 175 mila, contro i 140 mila previsti in meda i dagli economisti e 165 mila, calcolati da Peter Cardillo, Chief Market Economist per Rockwell Global Capital. Peter nota che la creazione di occupazione ha riguardato un po’ tutti i settori dell’economia e meno il Governo, fattore positivo perché mostra un settore privato in rafforzamento. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro e’ poi rimasto piuttosto stabile, in parte per via della perdita del sussidio di disoccupazione che ha riportato i senza lavoro a cercare un’occupazione.
L’azionario americano aveva reagito immediatamente ai dati con un buon rialzo, seguito poi da un ritracciamento. Tre i motivi principali secondo Peter: le vendite automatiche innescate da algoritmi, i timori legati alla crisi in Ucraina e l’aumento dei rendimenti dell’obbligazionario, con il decennale che in mattinata aveva superato i 280 punti base.
La prossima settimana la crisi in Ucraina continuera’ ad influenzare le contrattazioni, insieme ad alcuni dati importanti. Peter aspetta quelli sulle vendite al dettaglio (che potrebbero mostrare un aumento in febbraio dopo le flessioni di gennaio) e poi l’indice relativo alla fiducia dei consumatori.
Dati che quindi, secondo Peter, potrebbero confermare che l’effetto maltempo sta diminuendo gradualmente. Effetto innegabile sull’economia in gennaio, e in parte in febbraio, e citato anche dalla Federal Reserve, sottolinea Peter. Che si aspetta un Pil nel primo trimestre al 2,75% e nel secondo e terzo trimestre al di sopra del 3%.

 

 

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