Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

NEWS SU MERCATI ,INTESA E BPER,TELECOM,PETROLIO

BPENEWS  SU MERCATI ,INTESA E BPER,TELECOM,PETROLIO

Indice che trova la resistenza a 24500 ,C.V.D.che resta un forte ostacolo da superare ;con il pretesto delle prese di profitto ieri ha lasciato sul campo 1,7%.Un pull back dignitoso ,dovrebbe trovare il suo appoggio sui 23100 ,non dimenticando un gap aperto a 22450 ,che andra’ chiuso ;prima della vera ripartenza.Solo una perforazione violenta con volumi sostenuti ,sopra 24550 aprirebbe scenari da strong buy;ma francamente non vedo le condizioni favorevoli.Poi come spesso accade i MERCATI ,SONO INGANNEVOLI ,MA LA LOGICA PRIMA O POI VIENE PREMIATA.

In attesa della trimestrale di Unicredit ,in agenda per oggi.Le prime due Banche che hanno presentato i loro risultati ,hanno superato le aspettative .Nella fattispecie Bper ed Intesa.

Borse

L’arrivo delle sanzioni contro l’Iran, il terzo produttore di petrolio dell’Opec, sta spingendo all’insù il prezzo del greggio, il future del Brent tratta stamattina sui mercati dell’Asia a 76,7 dollari il barile, in rialzo del 2,5%. Prezzi sui massimi dal 2014.

La borsa giapponese ha chiuso oggi in ribasso dopo la decisione del presidente Donald Trump di ritirare gli Usa dall’accordo sul nucleare con l’Iran.L’indice Nikkei ha chiuso con un decremento dello 0,44%,a 22.408,88 punti; il più ampio Topix ha registrato -0,39% a 1.772,91 punti.
A livello locale, gli occhi del mercato sono tutti sulle trimestrali, con molti big che rilasceranno oggi i loro update sui conti.
Toyota, che perla prima volta ha reso noto i suoi numeri a mercati aperti, ha messo a segno un rialzo superiore al 2%. Sono attesi subito dopo la chiusura i risultati di Softbank e Mitsubishi.
La decisione di Trump – che gli alleati europei non hanno apprezzato – aumenta il rischio di un conflitto in Medioriente e getta incertezza sul mercato del petrolio.

La Borsa di Hong Kong + 0,4%. L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen – 0,1%.
In calo dello 0,2% i mercati azionari della Corea del Sud e dell’India. Si indeboliscono sia la valuta coreana (lo won) che la rupia indiana. Stanotte il peso argentino ha chiuso a 22,5 su dollaro, dopo essere sceso fino a 23. Nel pomeriggio, il ministro delle Finanze argentino, Nicolas Dujovne, incontra i vertici del Fondo Monetario Internazionale. Secondo indiscrezioni, l’Argentina chiederà un prestito da 30 miliardi di dollari.
Ieri sera, l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo con l’Iran, non ha avuto, tutto sommato, un impatto notevole su Wall Street, anche perché non è chiaro quando le sanzioni scatteranno. L’indice S&P500 – 0,1%.
L’euro stamattina è sui minimi da dicembre rispetto al dollaro, a 1,186.

TELECOM

Alla fine la multa a Telecom per violazione del golden power e’ arrivata. Il presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, su proposta del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha infatti adottato il dpcm per irrogare la sanzione nei confronti di Tim, pari a 74,3 milioni. La sanzione, “prevista ai sensi dell’articolo 2 comma 4 del DL 15/3/2012 n. 21, e’ corrispondente all’1% del fatturato cumulato di Tim e Vivendi in relazione agli asset rilevanti nel settore telecomunicazioni”. La societa’, scrive MF, aveva gia’ chiesto di prorogare la decisione e l’ultima scadenza era stata fissata il 12 maggio, ma ormai la procedura sanzionatoria era stata avviata e nonostante nel frattempo sia entrato in scena il fondo Elliott che ha portato a un nuovo cda, il rischio per il governo era di incappare nell’accusa di danno erariale, nel caso avesse optato per procrastinare ancora la multa, il cuiammontare (74 milioni), secondo quanto risulta sarebbe superiore a quanto nelle ultime settimane si attendevano in Telecom, dove avevano previsto sanzione intorno ai 50 milioni. Va detto che questa e’ relativa alla “gestione” che faceva capo a Vivendi. Secondo il governo infatti (che aveva emesso il suo primo verdetto nel settembre del 2017) i cambiamenti intervenuti nella governance di Tim , che avevano determinato il controllo e la disponibilita’ in capo a Vivendi degli attivi strategici di Tim , avrebbero potuto “in ragione della differente mission industriale di quest’ultima, determinare mutamenti nelle scelte organizzative e strategiche di Tim , rilevanti per il funzionamento, la sicurezza e l’integrita’ delle reti, con conseguente minaccia di grave pregiudizio degli interessi pubblici

BPER

Bper Banca ha gia’ programmato due cartolarizzazioni relative agli stock di crediti sia del gruppo sia del Banco di Sardegna. Nell’arco della strategia al 2020 contiamo di fare altre operazioni di cartolarizzaizone e non escludiamo, in quest’ambito, di fare ricorso alla garanzia pubblica (Gacs ndr)”. Lo ha detto l’a.d. di Bper Banca Alessandro Vandelli parlando in conference call con gli analisti a commento dei risultati trimestrali. In una nota la banca ha fatto sapere di aver rivisto e aggiornato le azioni e i target contenuti all’interno della NPE Strategy 2018-2020 relativa alla gestione dei crediti deteriorati. In relazione a cio’, nel corso del primo trimestre dell’anno, con l’obiettivo di accelerare il processo di miglioramento dell’asset quality e in coerenza con l’azione strategica comunicata al mercato nel novembre scorso, e’ stato selezionato un portafoglio di crediti deteriorati lordi potenzialmente cedibile di circa 6,4 miliardi, pari a circa i due terzi dei crediti dubbi lordi totali. I valori netti di questo portafoglio sono stati allineati a quelli realizzabili in un probabile scenario di cessione come previsto dal nuovo principio contabile IFRS9 introdotto dal 1 gennaio 2018. Tale azione ha comportato ulteriori accantonamenti per un importo complessivo superiore a 1,1 miliardi favorendo un allineamento delle coperture ai massimi livelli del settore bancario italiano. Infatti, al 31 marzo 2018, il coverage sugli NPE risulta pari al 57,4%, quelli sulle sofferenze e unlikely to pay sono pari rispettivamente al 66,5% e al 39,9%. Tale azione ha favorito, in prima istanza, l’immediata diminuzione dell’Npe ratio netto sceso al 9,3% dall’11,3% di fine 2017 e contribuira’ alla riduzione anche del ratio lordo principalmente attraverso operazioni di cartolarizzazione e cessione, gia’ a partire dall’anno in corso. In particolare, le linee strategiche prevedono la cessione di sofferenze a livello di Gruppo per un ammontare lordo complessivo compreso tra i 3,5 e i 4 miliardi nei 3 anni, di cui circa 3 miliardi attraverso due operazioni di cartolarizzazione: la prima operazione, gia’ in fase avanzata di realizzazione, riguarda una larga parte del portafoglio di sofferenze del Banco di Sardegna per un ammontare di quasi 1 miliardo da concludersi entro primo semestre 2018; successivamente, si prevede di concludere un’altra operazione di cartolarizzazione su sofferenze della Capogruppo per un ammontare lordo di circa 2 miliardi da completarsi presumibilmente entro la fine del 2018. L’effetto combinato delle operazioni di cessione, del significativo miglioramento dello scenario e dei trend della qualita’ del credito, per altro gia’ ampiamente riscontrabile negli ultimi 18/24 mesi, e dei risultati attesi dalla gestione ordinaria dei crediti deteriorati operata dalle strutture interne al Gruppo, contribuiranno a ridurre lo stock di crediti deteriorati, nell’arco del triennio, di oltre il 40% rispetto ai livelli registrati a fine 2017, raggiungendo un ratio lordo e netto stimati rispettivamente in area 11,5% e 5,5% al 2020 con la previsione di scendere sotto la soglia del 10% e 5% nel 2021. cce

INTESA

-Dal punto di vista delle commissioni (+4,5% a/a a 2,008 miliardi di euro), quello che si e’ appena concluso e’ stato per Intesa Sanpaolo “il miglior trimestre di sempre”. E’ quanto ha dichiarato il Group Ceo, Carlo Messina, nel corso di una conference call.

“Siamo molto fiduciosi che l’utile netto dell’intero esercizio 2018 sara’ piu’ alto di quello dello scorso anno”, e grazie anche alla plusvalenza prodotta dall’operazione con Intrum annunciata nelle scorse settimane “siamo sulla strada giusta per consegnare un dividendo molto generoso”. Con queste parole il group Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha aperto la conference call di commento ai risultati del primo trimestre.
 “Oggi sono ancora concentrati sui non performing loan, ma a lungo andare, i supervisori europei dovranno iniziare a guardare con la stessa attenzione anche altri business model. Dovranno iniziare a guardare anche i derivati” in pancia alle banche e “gli asset di terzo livello”. E’ quanto ha dichiarato il Group Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso di una conference call di commento ai risultati conseguiti dall’istituto nel primo trimestre. “I regolatori non potranno sottostimare questi aspetti”, ha aggiunto il banchiere.

ARGENTINA

L’Argentina sta cercando di concludere un accordo di finanziamento col Fondo Monetario Internazionale per far fronte alla recente volatilità del mercato caratterizzata dallo sprofondare della valuta locale, il peso, a nuovi minimi e dalla banca centrale che ha alzato i tassi di interesse fino al 40%. Lo ha detto oggi il presidente argentino.”Ho parlato pochi minuti fa col direttore (del Fmi) Christine Lagarde, e lei ha confermato che cominceremo a lavorare a un accordo oggi”, ha detto Macri in un discorso alla nazione.La mossa è sorprendente perché molta gente nel Paese ancora accusa il Fmi per le politiche che nel 2001-2002 hanno condotto al disastro finanziario ed economico che fece precipitare milioni di argentini della classe media nella povertà.
“Questo ci consentirà di rafforzare il nostro programma di crescita e sviluppo, fornendoci un maggiore supporto per affrontare questo nuovo scenario globale ed evitarci crisi come quelle che abbiamo già avuto nella nostra storia”.
La borsa locale ha reagito positivamente alle parole di Macri. L’indice Merval, che aveva aperto in ribasso del 5,3%, ha ridotto le perdite all’1,6%.

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