Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RUMORS E NEWS PRIMA DI APERTURA MERCATI

CREDITO VALTELLINESERUMORS E NEWS PRIMA DI APERTURA MERCATI

CREVAL

Fitch ha abbassato i rating di Creval a lungo termine ‘issuer default’ a ‘B-‘ da ‘BB-‘ e quello ‘viability’ a ‘b-‘ da ‘bb-‘ ponendoli a “watch evolving”.Il taglio dei rating segue l’annunciodell’istituto di un piano industriale che include un aumento di capitale da 700 milioni di euro finalizzato ad accelerare la pulizia di bilancio attraverso cessioni di 2,1 miliardi di crediti deteriorati, spiega l’agenzia di rating.Per Fitch ildowngrade riflette l’indebolimento delle condizioni della banca alla luce delle perdite attese con le vendite dei deteriorati e che l’istituto conta di coprire con la ricapitalizzazione e altre iniziative di rafforzamento patrimoniale.Il ‘rating watch evolving” riflette una possibile revisione al rialzo dei rating se “le annunciate operazioni verranno concluse con successo, il che si tradurrebbe in una migliore qualità degli asset e migliori prospettive di redditività”, si legge una nota.
Per contro, se le operazioni non andranno in porto, questo “aumenterebbe, a nostro avviso il rischio di fallimento della banca data la sua più limitata flessibilità finanziaria”.

CARIGE

L’aumento di capitale da 560 milioni di Carige  ha avuto un’ottima risposta e si è chiuso in modo molto positivo.Lo dicono alcune fonti vicine all’operazione nell’ultimo giorno di esercizio del diritto di opzione.”E’ andato molto bene”, dice una fonte, aggiungendo che “l’inoptato sarà bassissimo”.
Le fonti sottolineano che oltre agli impegni presi dai soci stabili e da altri soggetti in base ad accordi di garanzia di prima allocazione percomplessivi 300 milioni circa, l’operazione ha avuto anche una grossa sottoscrizione sul mercato, che a ieri superava i 100 milioni di euro.
“Ma la gran parte delle sottoscrizioni è avvenuta oggi”, aggiunge una fonte.

UPS

Gli analisti di Seaport Global hanno rilevato un ritardo nelle consegne da parte di Ups e FedEx negli Stati Uniti. Tuttavia, mentre la seconda societa’ consegna il 20% dei propri prodotti in America, Ups raggiunge la quota del 50%. Gli analisti di Seaport Global hanno notato che Ups, nelle ultime due settimane, ha abbassato i costi di spedizione. Tale manovra potrebbe aver aumentato la domanda e rallentato i tempi di consegna previsti. Come riferito dalla societa’, i consumatori dovrebbero essere piu’ tolleranti in caso di ritardo delle consegne durante il periodo natalizio

BIESSE

Annuncio dell’accordo preventivo con l’Agenzia delle Entrate italiana per l’accesso all’agevolazione fiscale del Patent Box, con un impatto sul bilancio consolidato 2017 stimato in una riduzione del tax rate del 4-5%

ORO COSA PENSANO I BROKER?

1) Ubs. Il prezzo dell’oro risentirà nel prossimo anno di una serie di fattori che propendono nè per un aggressivo selloff nè per un forte rally. La previsione 2018 degli specialisti di Ubs è una quotazione media del metallo giallo di 1.285 dollari l’oncia, che nell’ipotesi più ottimista sale a 1.385 dollari.

2) Société Gènérale. Il prezzo dell’oro, secondo gli specialisti dell’investment bank francese, risentirà negativamente nei prossimi trimestri del rafforzamento della valuta Usa e del tendenziale aumento dei rendimenti dei bond. La loro proiezioni a 6-12 mesi oscilla fra 1.175 e 1.350 dollari l’oncia, a seconda che prevalgano i primi aspetti citati oppure un clima di crescente incertezza geopolica.

3) Bank of America-Merrill Lynch. L’aumento dei tassi Usa e il rafforzamento del dollaro sono due aspetti che peseranno negativamente sulla quotazione del metallo giallo, ma le tensioni geopolitiche agiscono in senso opposto. La stima 2018 e 2019 per il prezzo dell’oro è rispettivamente 1.326 e 1.300 dollari l’oncia. Quella dell’argento è invece 17,41 e 17,11 dollari l’oncia.

4) UBP. Nel breve termine, secondo Névine Pollini, analista di Union Bancaire Privée (UBP), l’oro resterà sotto controllo, oscillando tra i 1.260 e i 1.300 dollari, a causa dei forti trend macroeconomici e l’incertezza dello scenario politico. L’indagine su Michael Flynn, l’ex consulente per la sicurezza nazionale di Trump che ha mentito all’Fbi sui suoi contatti con la Russia, così come le tensioni geopolitiche recentemente aumentate in seguito agli ultimi lanci missilistici della Corea del Nord, potrebbero aggiungere un certo grado di incertezza al mercato e creare un supporto per i prezzi del metallo giallo.

5) VanEck. Nel lungo termine Joe Foster, portfolio manager di VanEck, prevede quotazioni dell’oro in rialzo, a causa dello stato d’avanzamento del ciclo economico e dei rischi finanziari a ciò connessi, e dell’impatto della stretta monetaria sulla produzione su scala mondiale. “Le compagnie minerarie aurifere sono riuscite per decenni ad incrementare ogni anno del 2,5% la produzione media. Ma la maggior parte dei giacimenti negli strati auriferi più alti, che per le aziende minerarie sono più facili da estrarre, sono già stati sfruttati. Da un lato quindi la produzione ristagna, mentre dall’altra si registra un sensibile incremento dei costi di esplorazione” spiega lo specialista. Il rallentamento della produzione avrà quindi un effetto positivo sul prezzo del metallo prezioso, se la domanda resterà stabile o aumenterà.

 

BOMI

l leader nel settore della logistica biomedicale e della gestione di prodotti ad alta tecnologia ha reso noto di avere sottoscritto l’accordo vincolante finalizzato all’acquisizione del 100% del capitale sociale di De Salute S.r.l., società attiva nel settore della logistica e dei servizi per il settore farmaceutico (biotech e generici) sita a Soresina (Cremona).

De Salute, fondata nel 1999, è specializzata nella logistica di prodotti biotech, farmaceutici e di tecnologie per la Salute, con anche la presenza di 2 locali autorizzati ad Officina Farmaceutica per la lavorazione del confezionamento secondario, compreso stupefacenti, collegati ad un vasto deposito certificato Good Manufacturing Practice (GMP).

Nel 2016 ha realizzato un fatturato pari a circa 9,3 milioni con un Ebitda (secondo i principi di Gruppo IAS) pari a circa 1,2 milioni ed una Posizione Finanziaria Netta (rettificata secondo i principi di Gruppo IAS) pari a circa 3,1 milioni di euro.Con questa operazione il Gruppo Bomi prosegue la propria strategia di consolidamento in Europa, espandendo l’offerta dei propri servizi in un mercato con prospettive di aumento di valore aggiunto e che permette al Gruppo interessanti sinergie nel trasporto.L’operazione prevede il pagamento di un corrispettivo al closing di circa Euro 2.450.000 oltre ad una componente in earn-out (fino a massimi ulteriori Euro 1.600.000) legata al raggiungimento di alcuni parametri di performance inserendosi pertanto a pieno titolo nella strategia di espansione e crescita per linee esterne perseguita dal Gruppo Bomi.Ricordiamo che la società ha chiuso i primi mesi del 2017 con un valore della produzione consolidata pari a 58 milioni di euro, +25% rispetto ai 46,7 milioni di euro realizzati nello stesso periodo del 2016. Circa metà della crescita è dovuta all’espansione per linee interne. L’Ebitda è stato di 5,5 milioni di euro, segnando un +48% sui 3,8 milioni di un anno prima. In miglioramento i margini, che passano dall’8% al 9,5% dei ricavi. Utile netto consolidato a 1,5 milioni di euro, in crescita del 134%. La posizione finanziaria netta consolidata è pari a circa 17,8 milioni di euro contro 15,9 milioni di euro di sei mesi prima, in crescita per gli investimenti sul mercato brasiliano.

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