Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

NEWS E RUMORS DEL 10 APRILE

NEWSNEWS E RUMORS DEL 10 APRILE

SAIPEM

Il gruppo di San Donato ha comunicato di aver depositato le due liste di candidati per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, in vista dell’Assemblea dei soci che si terra’ il prossimo 3 maggio.
Alla lista di maggioranza stilata congiuntamente da CDP ed Eni, che puntano a confermare l’Ad Stefano Cao e a nominare Presidente Francesco Caio, si aggiungono dunque i nomi indicati da alcuni fondi, che detengono congiuntamente l’1,9% del capitale: Federico Ferro – Luzzi, Ines Maria Lina Mazzilli e Paul Simon Schapira.Dalle sale operative segnalano le indiscrezioni di stampa secondo cui il gruppo starebbe per aggiudicarsi una commessa nello stato africano dell’Uganda. Il Presidente dell’Uganda dovrebbe infatti firmare oggi l’accordo con un consorzio di cui fa parte Saipem, e guidato da General Electric, per lo sviluppo di una nuova raffineria nel Paese del valore di 4 miliardi di dollari. La nuova raffineria dovrebbe produrre nella prima fase 30.000 barili al giorno, per poi raggiungere i 60 mila a piena capacita’.

FCA

Secondo indiscrezioni di stampa, sale la tensione tra i top-manager di Fiat Chrysler  in preparazione del business plan che sarà presentato il primo giugno. Le personalità coinvolte sarebbero i papabili al ruolo di a.d. dopo Sergio Marchionne: Altavilla, Manley e Palmer. L’articolo riporta che visto il clima emerso, la nomina di un manager esterno da parte della famiglia Agnelli non sarebbe da escludere a priori. Per quel che concerne la Cina, il presidente Xi Jinping ha fatto una chiara apertura sul fronte dazi sulle importazioni e sulle limitazioni attualmente implementate sulla proprietà dei siti produttivi in territorio cinese.

FINCANTIERI

Vard si è aggiudicata il contratto per la realizzazione di un peschereggio d`altura del valore di circa NOK 400 mn.

BAMI

Banco BPM, la banca nata dalla fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, non entrerà a far parte di eventuali operazioni di M&A con altre banche italiane. A precisarlo è stato l’amministratore delegato di Banco BPM Giuseppe Castagna nel corso dell’assemblea degli azionisti dell’istituto che si è tenuta lo scorso fine settimana. In mezzo ad un mare di indiscrezioni ed ipotesi sulle possibili fusioni tra banche Italiane, Banco BPM sembra quindi preferire la chiarezza. Castata lo ha detto a chiare lettere agli azionisti della sua banca affermando che l’istituto “non prenderà parte attiva al consolidamento in corso nel settore finanziario italiano“. Una formula molto sintetica e al tempo stessa significativa, quella a cui ha fatto ricorso l’amministratore delegato di Banco BPM. Una formula che si traduce grossomodo in una conclusione di questo tipo: se ci saranno fusioni tra banche italiane di media dimensione, essere non vedranno coinvolta la banca nata dall’integrazione tra Banco Popolare e la Popolare di Milano. Ma perchè il management dell’unico istituto nato dalla realizzazione dell’unica operazione di M&A tra banche negli ultimi anni, ha preferito prendere preventivamente le distanze da eventuali ulteriori altre aggregazioni.

BOFA 

Secondo Bank of America Merrill Lynch gli asset rischiosi soffrono da inizio anno perchè gli investitori ormai sanno che è iniziato un nuovo ciclo di politica monetaria più restrittiva, guidato dalla Fed, e hanno iniziato ad adeguare i portafogli. Si stanno spostando dai favoriti del Qe verso gli asset che invece hanno patito negli scorsi anni. I tempi della rotazione dipenderanno dal ritmo di rallentamento della crescita dei profitti, ma il fenomeno è iniziato. Parola del capo investment strategist di BofA, Michael Hartnett.”Crediamo che la ragione per cui da inizio anno gli asset rischiosi siano in difficoltà sia la Fed. Gli investitori hanno dovuto aprire gli occhi e realizzare che è iniziato un nuovo ciclo restrittivo. Da ottobre dello scorso anno la Fed ha iniziato a ridurre il suo bilancio, entro la fine di quest’ano avrà alzato i tassi 8 volte, se non addirittura 9. E la storia ci dice che quando la Fed inizia una politica restrittiva, solo un vero shock la potrebbe fermare”, scrive Hartnett. Senza dimenticare che dopo la Fed potrebbero seguire Bce e BoJ e così, dopo 9 anni di eccezionale allentamento monetario e apprezzamento degli asset finanziari, inizia una nuova fase.BofA ricorda che i vincitori del qQe in questi nove anni sono stati le azioni Usa, quelle tecnologiche, i bond high yield sia europei sia Usa e i mercati emergenti. Mentre i “perdenti” del qQe sono stati cash, commodities, bond governativi e volatilità. “Crediamo che gli investitori ruoteranno lentamente i portafogli dai vincitori del Qe ai perdenti, ma i tempi in cui questo accadrà dipenderà da quanto velomente si arriverà a un rallentamento della crescita dei profitti. Ma la rotazione è già iniziata, come dimostrano le performance degli asset nel primo trimestre”, dice BofA. Quindi se il tema del primo trimestre è stata la volatilità, quello del secondo sarà la rotazione dai titoli ciclici a quelli più difensivi.E se è troppo presto per evocare una fine del toro azionario e un sovrappeso di cash e bond, la situazione va monitorata con atenzione. Un altro rischio da monitorare resta quello del Occupy Silicon Valley. “La crescita del settore, il suo potere e la sua visibilità lo rende sempre più vulnerabile in termini di possibile maggiore regolamentazione e tassazione, soprattutto se le casse degli Stati ne avessero la necessità”, avverte BofA.

BCE

La Banca centrale europea non ha bisogno di modificare la propria politica monetaria alla luce della recente debolezza di alcuni indicatori economici della zona euro.A dirlo Benoit Coeure, uno degli esponenti del comitato esecutivo della Bce.Parlando a radio ‘France Info’, Coeure ha detto che l’economia non sta vedendo un rallentamento ma una flessione, come ampiamento anticipato, dopo aver toccato massimi pluriennali.”Questa correzione non ci spinge oggi a rivedere le nostre stime”, ha spiegato Coeure.L’esponente Bce ha aggiunto che sebbene la futura politica monetaria dipenderà dagli indicatori economici, essa si trova su un percorso di lungo termine e resterà molto accomodante per lungo tempo.L’inflazione della zona euro sembra essersi disconnessa dalla crescita e resta sottotono malgrado la rapida espansione dell’economia del blocco.”In ogni caso, ci si aspetta che l’espansione economica in corso contribuisca a restringere il gap tra produzione e disoccupazione, qualunque sia il loro livello”, ha detto Praet ad un forum a Francoforte.”Una volta che il consiglio direttivo dellaBce riterrà che i tre criteri per un aggiustamento – convergenza, fiducia e risilienza – saranno soddisfatti, gli acquisti netti di asset termineranno, in linea con la nostra guidance”, ha detto Praet, ribadendo il messaggio della politica a lungotermine della Bce.Fino ad allora, un ampio grado di stimoli monetari resta necessario per spingere l’inflazione, ha aggiunto Praet.

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