Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RUMORS E NEWS DEL 20 DICEMBRE

FCARUMORS  E NEWS DEL 20 DICEMBRE

FCA

Fiat Chrysler Automobiles NV (Fca)  e i proprietari dei veicoli diesel hanno in corso colloqui per arrivare a un accordo sulla vertenza legata alle accuse di emissioni eccessive dei motori, dice un consulente nominato dal tribunale.A maggio il dipartimento della Giustizia ha accusato la società di usare illegalmente un software, che facilita un eccesso di emissioni in quasi 104.000 veicoli venduti dal 2014. Di conseguenza diversi proprietari hannofatto causa a Fca.Il mediatore incaricato dal tribunale, Ken Feinberg, ha detto durante un’udienza a San Francisco che Fca e i proprietari dei veicoli si sono scambiati i documenti relativi a una proposta di intesa.In parallelo ci sonocolloqui tra Fca e il dipartimento della Giustizia.”Stiamo guardando a diversi modi per garantire un accordo anticipato omnicomprensivo”, ha detto Feinberg, aggiungendo che ci si potrebbe arrivare a marzo, prima che i test sui veicoli sianoterminati.

AMPLIFON

Asset Italia, societa’ promossa da Tamburi Investment Partners insieme a 30 Family Offices italiani, ha perfezionato l’ingresso nel capitale di Ampliter, societa’ controllante Amplifon.
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BAMI

Il cda del gruppo ha dato il via libera alla vendita pro-soluto di due portafogli di crediti in sofferenza di natura chirografaria: un portafoglio denominato Large, composto da circa 370 debitori in superiore a 1 milione di euro, e uno denominato Mid, composto da circa 16.400 debitori inferiore a 1 milione. L’ammontare nominale complessivo è pari a circa 1,8 miliardi lordi di euro al 30 settembre 2017. L’operazione, si spiega in un comunicato, giunge al termine di due distinti processi competitivi condotti parallelamente che hanno visto il coinvolgimento di oltre 50 investitori, nazionali e internazionali.
Alla fine del processo competitivo, l’offerta migliore per il Portafoglio Large è stata presentata da J Invest Spa, società di investimento italiana specializzata nell’acquisto di NPL unsecured, mentre Hoist Finance, uno dei principali investitori finanziari in NPL, quotato al Nasdaq di Stoccolma, si è aggiudicato il Portafoglio Mid. Le cessioni verranno perfezionate entro il 31 dicembre 2017. Al perfezionamento di questa operazione, il totale delle cessioni di sofferenze realizzate a partire dal 2016 a valere sul programma di de-risking incluso nel piano strategico 2016-19, che prevede la cessione di 8 miliardi di Npl entro il 2019, supererà 4,5 miliardi, con risultati superiori in termini di ammontare e prezzo a quelli previsti nel piano.

TELECOM

Nuovo slittamento in vista per lo sbarco in Italia di Iliad, l’operatore di telefonia mobile francese che punta a ritagliarsi una fetta importante del mercato italiano con le sue offerte low cost.
Ieri il Corriere Comunicazioni ha scritto che l’arrivo di Iliad, inizialmente previsto per la seconda metà del 2017, potrebbe slittare a primavera. Anche perché mancano alcune figure chiave nell’organigramma della società, a partire dall’amministratore delegato. E oggi Bloomberg ritorna sulla notizia parlando di debutto rinviato al secondo trimestre del 2018 per garantire il successo dell’iniziativa e massimizzare l’impatto sul mercato. Iliad, la società di Xavier Niel celebre per aver scompaginato il mercato delle tlc francese con offerte che partivano dai 2 euro, entrerà nel nostro Paese dopo aver rilevato alcuni asset posti in vendita nell’ambito della fusione che ha dato vita a Wind Tre Novità anche sul fronte del debito, Telecom Italia (Tim) ha deciso di aumentare il programma di emissioni di obbligazioni non convertibili in euro a massimi 4 miliardi, dai 3 miliardi precedenti, la nuova scadenza è a fine febbraio 2019. Il programma di emissioni in dollari viene invece confermato a massimi 3 miliardi ma prorogato di un anno a fine febbraio 2019.
Per quanto riguarda i bond in euro, in forza della precedente delibera approvata il 16 dicembre 2016, sono stati emessi nel 2017 bond per 2,25 miliardi.I quotidiani riportano indiscrezioni su un riassetto in Brasile, con il rientro in Italia di Stefano De Angelis, che diventerebbe direttore operativo.

l Sole 24Ore scrive che sta trattando la cessione a Tim di contenuti per 460 milioni.
Il giudice del tribunale civile di Milano, Vincenzo Perozziello, ha rinviato al 27 febbraio l’udienza sul contenzioso con Vivendi su Premium. Diversi quotidiani rilanciano l’indiscrezione che il Biscione si sia aggiudicato i diritti sui mondiali di calcio in Russia. Il Fatto Quotidiano riporta anche la cifra: 78 milioni di euro.

ITALGAS

Ieri, Italgas  ha sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisizione di un portafoglio di 7 concessioni gas del Sud Italia per un enterprise value di 13 milioni di euro.
Le 7 concessioni sono in costruzione e l’investimento complessivo atteso è di 95 milioni di euro in parte finanziati da contributi pubblici (ad oggi risultano già realizzati lavori per circa 28 milioni di euro al lordo dei contributi). Una volta ultimate, le infrastrutture avranno un’estensione complessiva di oltre 400 chilometri e serviranno un bacino potenziale di circa 32.000 nuovi clienti. Perfezionamento dell’operazione atteso entro il mese di marzo 2018.

Indennità di licenziamento, salta l’aumento
Dopo la stretta sui contratti a termine salta anche quella sui licenziamenti. Su indicazione del governo e del relatore alla manovra, il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, ha ritirato l’emendamento che portava da 4 a 8 le mensilità minime da pagare al lavoratore in caso di licenziamento senza giusta causa. “L’esecutivo sta compiendo un errore che non è di poco conto. – ha detto Damiano – La prossima legislatura dovrà affrontare questo problema perché in Italia licenziare costa troppo poco ed è diventato troppo facile”
Editoria, in cinque anni bruciati un quarto dei ricavi
L’industria editoriale italiana è ancora in affanno, ma riesce a contenere nel 2016 la flessione generale che ha colpito i ricavi già da alcuni anni. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto realizzato da di R&S Mediobanca sul settore. Nel periodo 2012-16 i ricavi aggregati dei nove maggiori gruppi editoriali italiani hanno segnato una flessione del 25,7%, scendendo dai 5 mld del 2012 ai 3,7 mld del 2016. In totale si sono persi 1,3 miliardi di ricavi, pari a circa un quarto del fatturato 2012. Se si guarda però al confronto 2016 sul 2015 il calo si riduce sensibilmente, allo 0,3%

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