Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RATING DEL 14 FEBBRAIO

RATINGRATING DEL 14 FEBBRAIO
ENI
In un report intitolato “adattarsi a combattere i venti contrari persistenti” Exane Bnp Paribas ha ridotto le stime sull’Eps 2015 del 5% ma ha comunque confermato sul titolo il rating neutral e il target price a 18,5 euro. Gli analisti ritengono che “considerando le sfide affrontate, il profilo di rischio/rendimento sia abbastanza equilibrato” ed evidenziano inoltre che ora Eni scambia in linea ai concorrenti. Per quanto riguarda i risultati del 4* trimestre 2013, l’Ebit adjusted “e’ stato di circa il 2% superiore alle nostre attese”, il dividendo 2013 e’ stato in linea con le nostre aspettative e per il 2014 e’ stato proposto un dividendo di 1,12 euro per azione, sottolineano gli esperti.

SocGen ha alzato le stime di Eps 2014-2015 di Eni rispettivamente del 12% e dell’11% alla luce di un breakeven atteso per le attivita’ Midstream e Downstream in anticipo nel piano industriale presentato ieri. Tale variazione si riflette anche nel target price che passa a 17 euro da 16 euro. Confermato invece a hold il rating
INDESIT
Gli esperti di Banca Imi hanno ridotto lievemente il target price sul titolo a 12,5 euro da 12,7 euro, confermando comunque la raccomandazione a buy. “I risultati del 4* trimestre 2013 hanno trasformato i nostri sospetti su un progressivo rallentamento della domanda russa in realta’. Di contro, sono arrivate buone notizie dal positivo mix dei prezzi, che con un risparmio sui costi di produzione e sulle spese generali, permette a Indesit di neutralizzare parzialmente il forte impatto del cambio e dei minori volumi e di avere un soddisfacente livello di redditivita’”. Il tono della conference call “e’ stato sostanzialmente positivo dal momento che il gruppo si aspetta un recupero del fatturato perso in Francia e crede che il trend positivo visto nel 2* trimestre del 2013 in Italia dovrebbe continuare anche nel 2014. Inoltre, la solida economia in Gran Bretagna dovrebbe aiutare Indesit a crescere nei mercati principali. L’unica eccezione e’ in Russia, dove sia la debole domanda che la forte svalutazione della moneta dovrebbero ridurre la visibilita’ per quest’anno”, spiegano gli analisti. “Mentre dalla conference non sono emerse novita’ sul fronte dell’M&A, la stampa” ieri riportava un’estensione della lista dei contendenti interessati ad Indesit, che ora sono arrivati a 9, concludono gli analisti.
MEDIOLANUM
Kepler Cheuvreux conferma il rating buy su Mediolanm, riducendo pero’ le attese di Eps 2014-2015 rispettivamente del 2% e 3% alla luce di un incremento delle stime relative alle spese generali e amministrative. Il giudizio positivo, comunque, riflette l’attraente valutazione per un titolo caratterizzato da crescita di lungo termine. Mediolanum, concludono gli esperti, tratta a multipli inferiori rispetto a Azimut H. e B.Generali. Tp invariato a 7,8 euro per azione
UBI B.
Nomura ha confermato il rating buy su Ubi B. e il prezzo obiettivo a 5,8 euro. La banca pubblichera’ i risultati 2013 l’11 marzo e in vista di tale data la casa d’affari prevede nel quarto trimestre un utile netto di 2 mln euro e una lieve progressione del net interest income con dinamiche di costo di finanziamento ancora favorevoli. “Non ci aspettiamo nessun segno visibile di una crescita dei prestiti”, aggiungono gli analisti.
MEDIOBANCA

Secondo la stampa Vincent Bollore’, avendo rinunciato alla ricerca di un nuovo socio per sostituire Groupama nel patto di Mediobanca, potrebbe chiedere alla riunione dei soci prevista per mercoledi’ di essere autorizzato a salire dal 6% attuale fino all’8%. Gli analisti di Banca Imi hanno confermato su Mediobanca la raccomandazione add e il target price a 7,6 euro. “Abbiamo una visione positiva sull’azione per motivi legati alla valutazione: crediamo che Mediobanca sia ben posizionata per trarre beneficio dalle opportunita’ che si presenteranno sul mercato nel 2014 anche dopo i risultati del test sulla qualita’ degli attivi bancari”, spiegano gli esperti. La potenziale cessione “della restante partecipazione di Groupama del 3% potrebbe generare un limitato overhang”, concludono gli analisti.
ESPRINET

-Banca Imi conferma il rating hold su Esprinet dopo conti oltre le attese. I dati, in particolare, mostrano un incoraggiante trend nel quarto trimestre con l’azienda che e’ stata in grado di confermare la sua flessibiilita’ nel mix di marchio e di prodotto. Target price confermato a 5,65 euro.
BENI STABILI
Banca Akros ha alzato il target price di B.Stabili a 0,7 euro da 0,6 euro, confermando il rating accumulate, in attesa della pubblicazione dei conti. Gli esperti si attendono risultati solidi e rivedono il prezzo obiettivo alla luce del minore costo medio ponderato del capitale visto il miglioramento del rendimento dei governativi e le positive conseguenze sul costo dei finanziamenti
CAMPARI

Gli analisti di Banca Akros hanno alzato sul titolo il rating ad accumulate da hold e il target price a 6,85 euro da 6,3 euro. Gli esperti hanno aggiornato le stime sul 2013 e sul 2014 e ora prevedono per il 2014 un Ebit di circa 326,8 mln euro, con un Ebit margin del 21% rispetto al livello del 2013 pari al 19,2%. Gli analisti si aspettano inoltre per il 2013 vendite di circa 1,532 mld euro, con una crescita organica del 2,7% a/a (con un effetto negativo del cambio del 4,5% a/a) e vedono una stabilizzazione in Italia e in Germania e una solida crescita negli Stati Uniti. “Campari ha uno dei portafogli meglio bilanciati e con una migliore qualita’ nel settore degli industriali”, commentano gli analisti. Inoltre, “stimiamo che il gruppo ha un’esposizione ai mercati emergenti di circa il 20%” (livello inferiore rispetto ai competitor), qualcosa che “apprezziamo particolarmente in questo periodo in cui ci sono molte turbolenze macroeconomiche a livello globale”, proseguono gli esperti. In teoria Campari “potrebbe spendere circa 400-500 mln euro per le acquisizioni nel 2014”, senza aumentare il rapporto debito netto/Ebitda, che ora e’ pari a circa 3,5 volte, concludono gli analisti.

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