Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Titoli interessanti per il 2018 ,tra acquisizioni e spin -off eventuali

considerazioi.jpg5Titoli interessanti per il 2018 ,tra acquisizioni e spin -off eventuali

AUTOGRILL

In un report dal titolo “Un regalo di Natale dal Presidente” gli esperti evidenziano l’impatto della riforma fiscale Usa sui conti del gruppo. Nel dettaglio, Imi si aspetta un “aumento significativo dell’Eps (in media del 15%) nel 2018-2019 se la riforma diventera’ legge nelle prossime settimane, con il tax rate del gruppo che dovrebbe scendere dal 34% atteso per il 2017 al 21,5% nel 2018 e al 22,4% nel 2019”.

Mediobanca Securities conferma sul titolo la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 12,2 euro dopo l’ok del Senato alla riforma fiscale Usa. Un taglio del tax rate dal 33% al 20% potrebbe avere un impatto positivo del 16% sulle stime di Eps degli analisti e di circa il 20% sul prezzo obiettivo di Autogrill.

Citigroup conferma la raccomandazione buy sul titolo dopo un roadshow con la societa’, che ha avuto una “buona affluenza”. La tempistica, poi, spiegano gli analisti, “non poteva essere migliore dati i recenti annunci nel settore”, con “l’intenzione di Dufry di quotare il suo business Usa che potrebbe fornire un benchmark molto interessante per prezzare le attivita’ americane di Autogrill”. Il profit warning di Elior, invece, conclude Citigroup, “potrebbe sostenere la nostra visione in merito al fatto che un tanto atteso processo di consolidamento nel comparto potrebbe iniziare a breve”.

SPIN-OFF,Autogrill  potenziale separazione delle attività nord americane e quelle europee.

ENI

Stamattina Goldman Sachs ha confermato il giudizio Buy, alzando il target price a 17,80 euro da 17,0 euro.Più da vicino, Eni ha comunicato di aver completato la vendita, già definita lo scorso marzo, del 25% di area 4 in Mozambico a ExxonMobil Development Africa per 2,8 miliardi di dollari più alcuni adeguamenti. Si tratta di una plusvalenza di circa 2,3 miliardi che abbassa il debito sulla parte bassa delle previsioni del gruppo.

In scia alla notizia che il gruppo ha completato la vendita ad ExxonMobil Development Africa B.V. di un interesse indiretto pari al 25% di Area 4, il blocco a gas nel Bacino del Rovuma. I termini della cessione, definita lo scorso marzo, prevedono un pagamento di 2,8 mld di usd, piu’ gli aggiustamenti contrattuali fino alla data del closing. Ubs resta positiva dopo la notizia e conferma sul titolo la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 17 euro. Dal punto di vista della valutazione gli analisti evidenziano che Eni scambia a sconto del 13% rispetto al settore europeo.

Societe Generale conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 16 euro su Eni. “Il successo esplorativo in Messico dimostra la sostenibilita’ del modello di Eni”, che, nota SG, “e’ il miglior esploratore tra gli integrated oil globali”. Ieri l’a.d. di Eni, Claudio Descalzi, aveva definito l’incremento della produzione nell’offshore del Messico ‘cruciale, importante, sbalorditivo. Si tratta di una sequenza veramente straordinaria’.

SPIN-OFF,Eni  potenziale separazione delle attività nel Gas&Power e Versalis.

TELECOM

Equita Sim, che conferma sul titolo la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 1,06 euro, dichiara che Telecom I. “su richiesta Consob, ha pubblicato un documento relativo alla Jv Tim-Canal+ che contiene una serie di informazioni addizionali sugli obiettivi, governance ed economics dell’iniziativa. Segnaliamo in particolare che la Jv ha un capitale iniziale di 50 mln e un fabbisogno di finanziamento massimo di 185 mln (110 mln in capo a Tim). Il break-even e’ atteso dopo 4 anni e il differenziale di costi medio, rispetto alla struttura attuale di costi di Tim per l’offerta di contenuti media, e’ di 55 mln, un valore molto contenuto rispetto alla struttura di costi del gruppo. L’accordo prevede che Tim riconosca alla Jv un minimo garantito fisso e una componente variabile funzione dei clienti di Tim in fibra e dei clienti del pacchetto media paganti. Il minimo garantito varra’ fino al raggiungimento di 5 mln di clienti in fibra, previsti nel 2021, e al 2020 e’ previsto valere a piano 95 mln. I numeri in gioco non evidenziano un rischio per Tim particolarmente elevato per lo sviluppo di una strategia media. La stima di 5 mln di clienti in fibra al 2021 e’ coerente con le nostre ipotesi (4,8 mln al 2020)”

Mediobanca Securities conferma sul titolo la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 1,3 euro dopo i dettagli relativi alla Jv Tim-Canal+. Gli analisti notano che la “Jv e’ chiaramente aperta a potenziali nuovi soci attivi nel business media. Mediaset si adatterebbe molto bene a questa descrizione”

La stampa sottolinea che l’a.d. di Telecom I., Amos Genish, e’ stato male interpretato sulla rete. Il manager sta studiando le varie opzioni sull’infrastruttura in parallelo all’apertura di un tavolo tecnico con Agcom e Antitrust. La stampa riporta che nello studio e’ coinvolta McKinsey, che ha l’incarico di predisporre il piano industriale. Presto verra’ dato mandato a un paio di banche (in pole Credit Suisse e Goldman Sachs). “Serve un modello italiano”, e’ la posizione di Genish. Il percorso intrapreso e’ condiviso dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che il manager ha incontrato ieri: “e’ un procedimento razionale e condivisibile”, ha detto il ministro. Banca Imi, che conferma su Telecom I. la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 1,11 euro pensa che gli incontri di ieri tra Genish Agcom e Calenda “siano passi interlocutori all’interno di un approccio piu’ costruttivo recentemente avviato tra Telecom I. e il Governo/regolatori”. Gli analisti pensano che il dibattito sul network continuera’.

SPIN-OFF,Telecom Italia  focus rimane su potenziale spin-off della reta in Italia

SMALL CUP

GPI

la controllata Argentea e inbitcoin, startup di Trento leader nei bitcoin POS (full bitcoin), i dispositivi che permettono di accettare la criptovaluta, lanciano per la prima volta a livello nazionale un servizio di pagamento con bitcoin attraverso i terminali telematici (POS). Il progetto punta ad allargare l’utilizzo dei sistemi di pagamento in bitcoin anche alla grande distribuzione organizzata, rendendo possibile ai suoi clienti di pagare in bitcoin con il proprio smartphone direttamente sul terminale del supermercato. Il Ceo di Argentea, Federico Hornbostel, ha sottolineato che “Argentea e’ una societa’ dalla grande tradizione che vuole stare al fianco dei propri Clienti stando al passo coi tempi e offrendo sempre soluzioni di pagamento innovative e futuristiche. L’opportunita’ che ci e’ stata data da inbitcoin di approcciare il mondo del Bitcoin non poteva essere persa ed e’ la giusta concretizzazione di un Progetto di Ricerca portato avanti negli ultimi 2 anni con la Facolta’ di Matematica di Trento Corso di Laurea in Crittografia, proprio nel settore delle crittovalute. Essere riusciti ad abbinare il futuro del bitcoin con il pagamento tradizionale per noi e’ motivo di grande orgoglio”.

GO INTERNET

Nel corso del mese di novembre 2017 la Societa’ attiva nell’Internet Mobile ha acquisito 339 nuovi clienti all’interno del segmento 4G Lte e 239 clienti nel 4G Wimax, entrambi attivi nelle Marche e in Emilia Romagna, oltre a 53 nuovi clienti nel segmento Fiber To The Home attivo a Perugia. Su base annua i clienti sono in aumento di circa il 13 per cento.
Per quanto riguarda l’attivita’ di customer retention, i rinnovi dei contratti, con cadenza biennale, si sono attestati complessivamente su 32 unita’ nel 4G Lte e 391 unita’ nel 4G Wimax.
‘Stiamo acquisendo in modo costante nuovi clienti in tutti i tre segmenti attivi’, ha commentato Flavio Ubaldi, Chief Operating Officer e Responsabile Commerciale di GO internet. ‘In particolare il Fiber To The Home, pur essendo il nostro segmento di mercato piu’ recente, sta diventando un fattore sempre piu’ determinante per la crescita’.

Comments are closed.