Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

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Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

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GOLDMAN SACHS,ITALIA PIU’ OPPORTUNITA’ CHE IRLANDA E SPAGNA

goldmanGOLDMAN SACHS,ITALIA PIU’ OPPORTUNITA’ CHE IRLANDA E SPAGNA

Lo spread attuale tra i rendimenti di Btp e Bund, intorno ai 200 punti, riflette i fondamentali dell’Italia che dal punto di vista dei mercati presenta per il 2014 più opportunità rispetto a Spagna o Irlanda i cui prezzi già incorporano i recenti progressi fatti.

Lo ha detto Francesco Garzarelli capo della ricerca economica in Europa per Goldman Sachs a margine di un convegno a Milano.

“L’Italia scambia sui fondamentali relativi e 200 punti base sono più o meno dove dovrebbe girare il Paese. La Spagna, il Portogallo o l’Irlanda sono molto al di sotto dei loro fondamentali e quindi si avvantaggiano di questa grossa liquidità che cerca rendimenti e che finora non ha toccato l’Italia appieno”, ha spiegato Garzarelli.

Lo spread tra i decennali spagnoli e quelli tedeschi si muove nell’intorno di 195 punti base.

“Per le scadenze inferiori ai 5 anni – ha aggiunto – ci sarà una maggiore ridistribuzione di ricchezza all’interno della zona euro, mentre se si guarda al di là dei 5 anni uno si fa due conti su quanto debito pubblico c’è che vuol dire tasse o meno servizi rispetto alla crescita”.

“L’Italia non ha ancora un quadro chiaro su questo, mentre in termini relativi in Spagnalo è di più”, ha sottolineato.

“Il 2014 dovrebbe essere l’anno dell’Italia – ha proseguito Garzarelli – che ha una variazione della crescita maggiore rispetto agli altri paesi passando da -2% allo 0,5/0,6%”.

L’economista individua due nodi fondamentali il superamento dei quali consentirebbe all’Italia di capitalizzare questo balzo nella crescita atteso nel 2014: da un lato le liberalizzazioni intese come possibilità di fare impresa nel paese e dall’altro la ristrutturazione del settore bancario che è ancora in corso. Su quest’ultimo punto il tema riguarda i legami tra banche e politica: “Le banche che hanno fatto peggio sono quelle più vicine alla politica, da noi quelle più territoriali e legate alle amministrazioni pubbliche”, ha detto.

Garzarelli non si esprime sulle proposte di riforma della legge elettorale e del sistema bicamerale formulate da Matteo Renzi, leader del Pd, e oggetto di un’intesa con Silvio Berlusconi, numero uno di Forza Italia. “Servono dei cambiamenti istituzionali ma servono anche delle opportune liberalizzazioni non tanto di asset ma di servizi”, ha spiegato.

E sul governo Letta, l’economista riconosce che ha avuto “una mano difficile” cercando di stabilizzare l’economia e all’interno dei vincoli di bilancio “far girare un po’ di soldi e da lì costruire”.

 

FONTE REUTERS

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