Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

La spinta Americana e il peso dell’Europa sui conti del lingotto

Partendo da tali previsioni e dai multipli dei concorrenti, l’analista Massimo Vecchio attribuisce all’Europa (Fiat) un valore negativo per 3,4 miliardi,mentre ne assegna di positivi al Nord America (Chrysler) per 16 miliardi, all’America Latina (Fiat) per 10,8, al resto del mondo (Fiat e Chrysler) per 2,4, alla Ferrari per 4 miliardi e così via fino a maturare un valore teorico lordo di 31,6 miliardi che, al netto dei debiti e degli interessi di minoranza (i sindacati Usa in Chrysler),scende a 16 miliardi.La somma delle parti tradizionale, fatta dallo stesso analista, porta a un valore assai diverso, 7,4 miliardi,sempre ottimistico ma molto più vicino alla reale capitalizzazione di Borsa, che corre sui 5 miliardi.Il quadro disegnato da Mediobanca, più che per i numeri ipotizzati, vale per le differenze che disvela: fino a ieri si supponevano, adesso cominciamo a misurarle.Emerge così in Fiat il peso reale, seppur nascosto, del Brasile in contrapposizione alle tristezze del Vecchio continente.E allora che cosa si attende l’analista? Posto che Fiat Chrysler non ha i mezzi per impostare una strategia industriale paragonabile a quella di Volkswagen, il termine di paragone degli anni d’oro, Mediobanca prospetta il ritorno alla condivisione delle piattaforme tra produttori diversi, il taglio della capacità produttiva e due operazioni speciali: lo spin off della Ferrari e la fusione Fiat-Chrysler. In entrambi i casi, secondo lo schema Fiat Industrial-Cnh. Che funziona come segue. Si costituiscono due società ad hoc in Olanda (fisco comodo, leggi anche).All’una va la Ferrari, all’altra Fiat e Chrysler. In cambio i soci delle tre aziende conferite riceveranno  pro quota azioni delle due «olandesi» e quanti si registreranno per la prima assemblea avranno poi voto doppio. In tal modo, l’Exor degli Agnelli, pur subendo una certa diluizione della quota di partecipazione, aumenterebbe di molto i diritti di voto senza dover sobbarcarsi un’Opa. Ma per arrivarci servirà il consenso dei creditori finanziari di Chrysler che, come sottolinea Arndt Ellinghorst del Credit Suisse, hanno diritto a non veder toccata la cassa della casa americana che costituisce la loro miglior garanzia.

Di Massimo Mucchetti CORRIERE DELLA SERA

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