Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

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Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

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Conti deposito: dal 2013 l’imposta di bollo aumenta del 50%

contoonlineI conti deposito on line, prodotti ormai da tempo considerati una delle migliori fonti di risparmio dagli italiani, saranno a breve soggetti ad un importante cambiamento. dal 1° gennaio 2013 infatti l’imposta di bollo sui depositi passerà dallo 0,10% allo 0,15% annuo sulle somme depositate, con un minimo di 34,2 euro e senza alcun tetto massimo (a differenza di quest’anno, in cui esiste un tetto massimo 1.200 euro).
Siamo di fronte ad un aumento, determinato dal decreto fiscale approvato dal governo il 24 febbraio scorso, che raggiungerebbe anzi quota 50%. i risparmiatori lo sapevano già, ma ora che la scadenza si avvicina è bene valutare con attenzione la convenienza dei proprio conti bancari.Con l’aumento dell’imposta di bollo prevista sui conti deposito potremmo assistere forse ad un’inversione di rotta su questi prodotti “salvadanaio”. le cose infatti sono molto cambiate in questi mesi e sono ormai rimaste pochissime le banche che si fanno carico del bollo per i propri  clienti: le principali sono banca ifis con il suo conto rendimax, banca sistema, bcc for web, il banco popolare, iw bank, carige.
Questa inversione di rotta è dovuta al fatto che prima l’onere era pari a soli 1,81 euro per ogni comunicazione alla clientela, motivo per cui la grande maggioranza delle banche era ben disposta ad accollarselo. ora non più.
Ma cosa avverrà per i conti deposito già aperti? in questo caso è bene prestare grande attenzione alle condizioni contrattuali: se in molti casi, infatti, i contratti già sottoscritti resteranno invariati, nei mesi scorsi diversi istituti di credito hanno modificato le condizioni contrattuali in modo unilaterale, informando i loro clienti che la banca non si sarebbe più accollata l’imposta di bollo, come invece pattuito al momento della stipula del contratto.In questo caso il cliente ha 60 giorni di tempo per recedere dal contratto. il testo unico bancario peraltro specifica che le modifiche si intendono approvate solo «ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione. in tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate».
Fonte idealista

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