Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

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Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

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PUBBLICATE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DI ASSOLUZIONE CONTRO MANAGER DI GOOGLE

 

GOOGLE PUBBLICATE MOTIVAZIONI  DELLA SENTENZA  DI ASSOLUZIONE  CONTRO MANAGER DI GOOGLE 

OSPITIAMO UN POST DI CLAUDIO TAMBURRINO

PUNTO INFORMATICO

Google non può rispondere della violazione di privacy avvenuta attraverso un contenuto caricato da un suo utente: a determinare la decisione è il tipo di reato
Roma – Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza con cui la Terza sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato l’assoluzione dei tre (allora) manager di Google accusati nel 2006 di essere penalmente responsabili per la violazione della privacy del minorenne disabile maltrattato in un video caricato su Google Video.

Secondo quanto deciso nella sentenza 5107/2014 non è configurabile una responsabilità penale da parte dell’Internet Host Provider: “I reati di cui all’articolo 167 del codice privacy, per i quali qui si procede devono essere intesi come reati propri, trattandosi di condotte che si concretizzano in violazioni di obblighi dei quali è destinatario in modo specifico il solo titolare del trattamento e non ogni altro soggetto che si trovi ad avere a che fare con i dati oggetto di trattamento senza essere dotato dei relativi poteri decisionali”.

Oltre a questa considerazione legata al tipo di reato contestato, la Corte afferma che il servizio di hosting “non ha alcun controllo sui dati memorizzati né contribuisce in alcun modo alla loro scelta, alla loro ricerca o alla formazione del file che li contiene, essendo tali dati interamente ascrivibili all’utente destinatario del servizio che li carica sulla piattaforma messa a sua disposizione”.
Pur rifacendosi alla base della Dottrina europea in materia di intermediari, il giudice italiano sembra fare un passo oltre e afferma che Google Italia ed i suoi manager si sono limitati “a fornire una piattaforma sulla quale gli utenti possono liberamente caricare i loro video” del cui contenuto restano gli “esclusivi responsabili”. La normativa comunitaria specifica poi che un qualche tipo di responsabilità ex post si configura nel momento in cui – una volta informati del contenuto illecito presente sulla propria piattaforma – non intervengano tempestivamente per rimuoverlo.

Claudio Tamburrino

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