Modus Operandi

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Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

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Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

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USA mostra segni di espansione anche per il 2014

wall street 2USA mostra segni di  espansione anche per il 2014

Washington più stabile e meno stimoli Fed – 

ospitiamo un post di lina cagossi (corrispondente  da wall street)

Dopo il raggiungimento di un accordo in Congresso sul budget e con l’inizio della diminuzione degli stimoli da parte della Federal Reserve da gennaio, le prospettive per l’economia americana appaiono più rosee. E’ quello che pensa Christine Lagarde, Direttore del Fondo Monetario Internazionale, che ha indicato che ci sarà una revisione al rialzo delle stime di crescita per il 2014 anche se per adesso non fornisce dei numeri precisi. Il FMI pubblicherà le stime sulla crescita economica globale per il 2014 a metà gennaio e lo scorso ottobre aveva calcolato un Pil Usa al 2,5%. I dati pubblicati solo qualche giorno fa avevano mostrato che l’economia americana è cresciuta nel terzo trimestre del 2013 al 4,1%, un ritmo maggiore rispetto a quello calcolato in precedenza dal Governo e a quello stimato in media dagli economisti. Hanno contribuito all’espansione economica l’aumento delle spese per consumo e soprattutto la crescita della produzione da parte delle aziende per incrementare il livello delle scorte in vista della stagione natalizia.  Un fattore quest’ultimo che, secondo gli economisti, non inciderà sui dati del quarto trimestre che quindi mostreranno una crescita più ridimensionata e lontana dal livello del terzo trimestre.

Il Congresso ha raggiunto un accordo sul budget che stabilisce i livelli di spesa per i prossimi due anni ed evita quindi la possibilità di una nuova chiusura del Governo. La Federal Reserve nel corso della sua ultima riunione in dicembre ha deciso che da gennaio inizierà a ridurre il ritmo degli acquisti di bond dal mercato che passerà quindi da $85 miliardi a $75 miliardi mensili. Notizie in grado di riportare fiducia sui mercati e tra le aziende che adesso potrebbero tornare ad assumere perché più ottimiste sul futuro dell’economia. Il ritmo di crescita economica non aumenterà soltanto negli Stati Uniti, il 2014 sarà un anno positivo anche per altre aree del mondo. L’ONU si aspetta una crescita mondiale media del 3% per i prossimi due anni dopo un 2013 di espansione ancora lenta, che stima al 2,1%.

Nel World Economic Situation and Prospect 2014 dell’ONU si legge che l’organizzazione calcola un Pil globale al 3% nel 2014 e al 3,3% nel 2015, grazie alla fine della recessione nella zona Euro, al rafforzamento dell’espansione economica USA e alla crescita moderata delle economie cinese e indiana dopo due anni contrastati. Negli Stati Uniti l’economia crescerà al 2,5% e in Europa all’1,5%. Tuttavia l’ONU avverte che permangono dei fattori di rischio per la congiuntura globale come l’effetto della riduzione degli stimoli della Federal Reserve sulle economie in via di sviluppo, la fragilità del sistema bancario e dell’economia in Europa, le tensioni geopolitiche in diverse aree del mondo e i dubbi sulle future decisioni del Congresso americano. Un riferimento, quest’ultimo, al prossimo dibattito sul tetto del debito in Congresso per trovare una soluzione entro febbraio. Il rapporto dell’ONU prevede poi un’inflazione contenuta in gran parte del mondo, forti difficoltà’ per il mercato del lavoro e prezzi ancora bassi delle materie prime nonostante una crescita moderata degli scambi commerciali.

Per gli Stati Uniti sarà un anno positivo, la crescita economica continuerà ad aumentare. Secondo Peter Cardillo, Chief Market Economist per Rockwell Global Capital, «l’economia americana crescerà tra il 3% e il 3,5% nel 2014 con un tasso di disoccupazione in continuo calo e una creazione media di 250 mila nuovi posti di lavoro mensili». La stessa Federal Reserve è più ottimista sul mercato del lavoro ed ha recentemente ridotto le stime sul tasso di disoccupazione per il 2014 al 6,3% contro un 6,4%-6,8% calcolato in precedenza. Peter Cardillo non crede che sia possibile un Pil superiore al 4%, come quello riscontrato nel terzo trimestre del 2013, perché non sostenibile con un tasso di disoccupazione al 7% e spese per consumo ancora non abbastanza solide.

A trainare l’economia saranno soprattutto il mercato immobiliare, il settore auto e l’attività’ industriale, secondo gli economisti. Il mercato immobiliare continuerà la sua fase di recupero con i prezzi delle case e il totale delle vendite vicino ai livelli pre-crisi anche se i tassi per i mutui continuano ad aumentare. Secondo le stime elaborate da Zillow.com, un’agenzia immobiliare Internet, il tasso per un mutuo a trent’anni potrebbe superare il 5% per la prima volta dal 2010. Il recupero del mercato immobiliare contribuisce anche all’espansione dell’attività’ manifatturiera in parte grazie alla maggiore domanda per materiali da costruzione ed elettrodomestici. La produzione industriale è cresciuta in novembre al ritmo maggiore in un anno e fino a livelli pre-recessione grazie all’aumento della domanda interna ma anche dall’estero. Le esportazioni sono aumentate a ottobre fino a livelli record dopo che l’Europa è uscita da una lunga recessione e grazie all’espansione di altre economie.

Il mercato delle auto sarà molto forte a livello globale nel 2014 e non solo negli Stati Uniti. IHS Automotive calcola vendite a livello globale di 85 milioni di veicoli, dagli 82 milioni del 2013, grazie al ritorno della crescita in Europa e la continua forte domanda negli Stati Uniti e in Cina. Negli Stati Uniti le vendite aumenteranno del 2,4% a oltre 16 milioni di unità (dai 15,65 milioni del 2013) e raggiungeranno i 17 milioni del 2017 secondo IHS Automotive. Anche gli analisti di Deutsche Bank si aspettano vendite superiori ai 16 milioni di veicoli grazie soprattutto al miglioramento delle condizioni economiche. La banca stima un Pil al 3% nel 2014 che vuol dire per gli americani in totale extra $319 miliardi di dollari da spendere, $13 miliardi dei quali saranno destinati all’acquisto di automobili, ancora secondo Deutsche Bank.

Nonostante le stime e i segnali incoraggianti alcuni analisti invitano alla cautela. Da una parte le famiglie americane sono riuscite a pagare gran parte dei propri debiti negli ultimi anni e sono pronti a tornare a spendere, dall’altra le incertezze legate all’occupazione spingono a rinviare spese importanti e portano alcuni giovani a decidere di vivere con i propri genitori in attesa di momenti migliori. Il mercato azionario ha quest’anno contribuito al miglioramento della situazione finanziaria di tante famiglie ma il boom non continuerà a lungo. «Il 2014 sarà ancora un anno positivo per l’azionario americano ma non vedremo dei guadagni in linea con quelli registrati nel 2013» dice Peter Cardillo, che si aspetta un primo trimestre positivo grazie ai risultati trimestrali delle aziende ancora in miglioramento, e poi una fase di ribassi con una flessione totale dell’8%, cui seguirà poi un netto recupero che porterà alla fine dell’anno ad un guadagno totale tra il 10% e il 15%.

 

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