Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

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Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

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Conti teme la Spagna, ma non esclude aumento dividendo Enel

Nei Paesi di principale presenza di Enel è infatti previsto un calo del Pil in Italia e Spagna e una crescita contenuta in Slovacchia, con una riduzione generalizzata della domanda d’energia. Un calo della domanda di elettricità che sembra ormai un fenomeno strutturale, almeno nel medio periodo. Solo nel mese di marzo la riduzione è stata del 5% rispetto allo scorso anno. 
Una contrazione a cui peraltro si somma l’eccesso di offerta determinato dal boom del fotovoltaico. A questo punto Conti prevede un ritorno ai livelli pre-crisi non prima del 2014. Anche per il gas il quadro non è roseo: nel 2011 si è registrato un significativo calo dei consumi, con una riduzione del 10% rispetto ai picchi del 2008.
Il gruppo punterà quindi sulla stabilità finanziaria, sul consolidamento della leadership nei mercati maturi, sulla crescita nei Paesi emergenti in America Latina e in Est Europa e sullo sviluppo delle rinnovabili. E solo se le condizioni a contorno dovessero migliorare, la politica dei dividendi del gruppo “potrebbe essere rivista al rialzo”, ha sottolineato ancora Conti, ricordando che, come già deciso, dal 2012 il payout passerà dal 60% ad almeno il 40% dell’utile netto ordinario, un valore minimo dal quale ripartire. 
Il management ha poi confermato gli obiettivi 2012 illustrati a marzo “e l’andamento del primo trimestre dimostrerà questa affermazione”, ha assicurato l’Ad. L’8 marzo Enel ha comunicato che nell’arco di piano 2012-2016, l’Ebitda è visto a 16,5 miliardi di euro nel 2012, 17,0 miliardi nel 2014 e 19 miliardi nel 2016. 
Nel vecchio piano era stimato a 20 miliardi già nel 2015. L’utile netto ordinario del gruppo, su cui si calcolano i dividendi, è stimato a 3,4 miliardi nel 2012, 3,8 miliardi nel 2014 e 5,0 miliardi nel 2016. L’indebitamento finanziario netto dovrebbe avere una robusta flessione nel periodo da 43 miliardi nel 2012 a 39 miliardi nel 2014 perarrivare a 30 miliardi nel 2016 con un multiplo fra margine lordo e indebitamento pari a 1,6, quasi la metà di oggi. 
Tuttavia l’aumento delle tariffe, gli interventi di carattere fiscale e regolatorio, che vanno a ridurre la remunerazione per gli operatori del settore elettrico, decisi dal Governo spagnolo unitamente ad alcune decisioni già prese dalla Corte Suprema di Spagna a favore degli operatori elettrici, comporteranno una riduzione netta del margine operativo lordo di Enel per circa 120 milioni di euro.In Spagna il Governo fino all’anno scorso ha imposto agli operatori tariffe amministrate basse, il cosiddetto deficit tariffario, che poi compensava con pagamenti successivi, ma che hanno dato origine a un debito miliardario con le compagnie elettriche. Il Governo spagnolo ha annunciato il prossimo varo di ulteriori misure finalizzate ad evitare la formazione futura del tariff deficit. 
Il tutto per Conti rende ancora lo scenario incerto e instabile con un potenziale incremento del rischio Paese. Ma non dica che la controllata spagnola Endesa è costata troppo. “Nonostante i gufi, è una società che ha un valore molto alto. Il valore di Endesa è pienamente centrato al costo di acquisto” ed è legato ai flussi di cassa in grado di produrre.

 

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