Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Rumors del 10 maggio

GO INTERNETRumors del 10 maggio

Go internet

La società ha lanciato a Bologna il servizio in banda ultra larga in modalità Fiber To The Home fino a 1 Gbps, che sarà attivo da lunedì 14 maggio.A Bologna la società opera già da tempo con il servizio wireless LTE; qui ha anche costruito una solida rete commerciale, che sarà in grado di presentare ai ai clienti il nuovo servizio.Il capoluogo emiliano presenta inoltre una crescente richiesta di internet a banda ultra larga FTTH.
Grazie all’estensione dell’accordo con Open Fiber, Go Internet attiverà il servizio anche in altre 22 città, tra cui Modena,Parma, Cesena, Ravenna e Ferrara.Il servizio è rivolto a due profili: consumer e partita iva.
Si ricorda che per la società di ricerca Edison Research, il titolo vale 2,2 euro, +63% rispetto all’attuale prezzo di mercato (1,34 euro).Secondo gli analisti il titolo tratta a sconto del 25% rispetto a competitor come Retelit e Tiscali, nonostante il più alto Ebitda margin e le previsioni di una crescita dei ricavi più veloce.

UNICREDIT

Unicredit potrebbe intraprendere un’azione legale nei confronti di Caius, l’hedge fund che nei giorni scorsi aveva avanzato dubbi sulle modalita’ con cui la banca ha messo a bilancio i cashes emessi nel 2008. E’ quanto ha dichiarato l’a.d. Jean Pierre Mustier nel corso di una conference call di commento ai risultati del primo trimestre, parlando di “valutazioni in corso” su questo fronte. Il banchiere ha inoltre ribadito di non vedere alcun tipo di criticita’ o di possibile impatto sugli indici patrimoniali della banca dalla questione Cashes e ha confermato come Unicredit – su questo fronte – si sia comportata in modo del tutto conforme alla normativa vigente.-I risultati riportati da Unicredit nei primi tre mesi dell’esercizio rappresentano “il miglior primo trimestre in piu’ di un decennio” e sono stati guidati “da una forte dinamica commerciale in tutto il gruppo, sostenuta da una rinnovata e positiva attenzione nei confronti del cliente, che si e’ tradotta in quasi mezzo milione lordo di nuovi clienti”. E’ quanto ha dichiarato in una nota l’a.d. Jean Pierre Mustier, commentando l’andamento registrato nella prima parte dell’anno dalla banca. In particolare, ha sottolineato il banchiere nella nota, la Core Bank ha realizzato “una solida performance con un utile netto di 1,2 miliardi di euro e un Rote del 10,4%, in rialzo di 1,1 punti percentuali su base annua”. Mustier ha inoltre posto l’accento sul fatto che il rapporto tra crediti deteriorati lordi e il totale crediti della Core Bank “e’ pari al 4,7%, in miglioramento di 0,9 punti percentuali su base annua”. Grazie alla posizione patrimoniale che viene definita “solida”, inoltre, Unicredit ha “intrapreso ulteriori decisive azioni per accelerare il rundown del portafoglio Non Core al 2021. Cio’ avverra’ attraverso una combinazione di cessioni e svalutazioni”, ha detto il group Ceo. All’inizio del secondo anno d’esecuzione del Piano Transform 2019, il banchiere riscontra come il progetto strategico sia “in anticipo rispetto ai tempi previsti” e come stia producendo “risultati tangibili”. Tra questi, dice Mustier, “abbiamo gia’ realizzato il 78% delle chiusure di filiali in programma e il 75% delle riduzioni di personale previste, con una diminuzione dei costi cosi’ come pianificato”. “Tutti gli obiettivi di Transform 2019 sono confermati e continuiamo la rigorosa implementazione del piano, lavorando insieme con tutta la squadra per fare di Unicredit una banca paneuropea vincente”, ha concluso il banchiere

ENI

Eni si prepara a staccare un altro maxi-assegno a Cassa Depositi e Prestiti e Ministero dell’Economia, che mettono insieme il 30,1% del capitale. Il 23 maggio, infatti, andra’ in pagamento il saldo del dividendo sul 2017, altri 40 centesimi che si aggiungono ai 40 gia’ versati come anticipo a settembre. A Cdp e Mef andranno cosi’ altri 437,5 milioni di euro. Complessivamente, sull’esercizio 2017 i due azionisti pubblici si sono assicurati dall’Eni un cedolone di 875 milioni di euro: circa 749 milioni di euro per Cdp (25,76% del capitale) e gli altri 126 milioni di euro circa per il Tesoro (4,34%). La proposta del cda sulla destinazione degli utili, scrive MF, verra’ votata oggi dall’assemblea degli azionisti. Il consiglio d’amministrazione ha deliberato che dei 3,586 miliardi di euro di utile dello scorso esercizio, circa 2,9 miliardi di euro siano destinati al dividendo, cifra coperta gia’ per l’80% dal surplus di cassa di 2,4 miliardi di euro. I primi 1,440 miliardi di euro sono stati gia’ utilizzati per l’acconto. Restano percio’ 2,145 miliardi di euro ai quali Eni attingera’ per il saldo, accantonando i circa 700 milioni di euro residui alla voce riserve. Dall’ esercizio in corso, il dividendo tornera’ a salire. L’ad Claudio Descalzi, infatti, ha gia’ comunicato al mercato di voler portare la prossima cedola in distribuzione ai circa 300 mila azionisti del gruppo a 83 centesimi per azione, il 3,75% in piu’ dell’attuale.

TELECOM

-Il giorno dopo la multa da 74 milioni inflitta da palazzo Chigi a Tim per la mancata notifica del controllo di Vivendi ai sensi del golden power, il neo-presidente Fulvio Conti ha avviato le verifiche con i legali interni ed esterni su quale sia stato il percorso che ha portato alla decisione di Tim, ad agosto, di non notificare la direzione e coordinamento da parte di Vivendi avvenuta il 27 luglio. Lo scrive il Messaggero, spiegando che a quel tempo il dibattito interno sarebbe stato acceso e Conti starebbe cercando di appurare se vi siano state delle responsabilita’ specifiche. Se da un lato e’ certo, come annunciato da Tim in una nota, il ricorso contro la multa, non e’ da escludere una possibile azione per recuperare il danno. Conti, spiega il quotidiano, fara’ valere presso le istituzioni il fatto che la governance e’ sostanzialmente mutata: Vivendi stessa avrebbe gia’ inoltrato a Tim la revoca dell’attivita’ di direzione e coordinamento, che dovrebbe essere ratificata proprio dal Cda mercoledi’ 16. L”altro fronte che ha visto Conti impegnato e’ stato l’avvio dei contatti con tutti i membri del Cda per definire i comitati endoconsiliari e la loro composizione. Appare ormai definita l’abolizione del comitato strategico, mentre sarebbero in corso le valutazioni per separare le funzioni di verifica sulle operazioni tra parti correlate e quelle del comitato controllo e rischi. Conti vuole soppesare attentamente sia i ruoli che la composizione e l’intento sarebbe quello di far nominare il presidente dei comitati direttamente dai partecipanti stessi. Inoltre, spiega il quotidiano, il Cda avvalendosi del comitato nomine e remunerazioni affidera’ nelle prossime settimane l’incarico a un head hunter per effettuare una valutazione dell’adeguatezza dell’organizzazione aziendale e, in seconda battuta, dell’intera prima linea di management. Sara’ poi il Cda a trarre le conseguenze, insieme all’amministratore delegato.

ieri TIM Brazil è scesa del 6% post risultati sull`inattesa introduzione di una royalty per l`uso del brand TIM, di proprietà di Telecom Italia. La fee, pari allo 0.5-0.7% dei ricavi di TIM Brazil, sarà introdotta dal 2Q18 e in call è stata giustificata da motivazioni fiscali (le autorità brasiliane contestano a TIM il mancato pagamento di imposte su un provento per l`uso del brand fino a oggi figurativo) e quantificata su base di benchmark di mercato. TIM Brazil ieri in call ha confermato la guidance includendo anche questo costo aggiuntivo. Su base consolidata, nulla cambia per TIM se non a livello di utile netto, che ha un beneficio del tutto trascurabile. Attualizzando il valore della royalty, calcoliamo effettivamente un impatto negativo per TIM Brazil intorno al 5% della market cap e un impatto positivo di circa l`1% per TIM.

 

ASTALDI

Astaldi  ha confermato l`esistenza di trattative per l`ingresso di un nuovo socio in sede di aumento di capitale. Secondo le varie indiscrezioni riportate dai quotidiani, l`operazione prevedrebbe la sottoscrizione da parte dei giapponesi di IHI di una parte della quota di aumento di competenza della famiglia AST.
La famiglia scenderebbe al 35% circa del capitale mantenendo il controllo della stessa grazie alla presenza del voto maggiorato. I giapponesi salirebbero a circa il 20%. La parte destinata al mercato dovrebbe essere garantita dalle banche.
L`ingresso di un partner e la chiusura del consorzio sarebbero una notizia positiva perché fugherebbero i timori emersi in passato sulla necessità di procedere ad una ristrutturazione del debito.

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