Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RUMORS DEL 14 MAGGIO

MEDIASETRUMORS DEL 14 MAGGIO

FCA

La Casa Bianca vuole imporre dei dazi del 20% sulle importazioni di automobili, lo ha scritto sabato il Wall Street Journal. Venerdì Donald Trump ha detto ai principali boss dell’industria dell’auto che rivedrà le norme relative all’efficienza energetica del parco circolante auto degli Stati Uniti. Potrebbero essere rivisti gli aspetti riguardanti le emissioni in atmosfera, introdotti dall’amministrazione Obama .

DIRITTI TV

L’avvio del prossimo campionato di calcio di Serie A? Potremmo ascoltarlo “alla radio”, come ha ironizzato Giovanni Malago’, presidente del Coni, commissario straordinario della Lega e attore principale di questa commedia, tipicamente all’italiana, che sta andando in scena da un anno e mezzo attorno al business del pallone. Quella dell’auricolare, o dell’orecchio incollato alla radiolina, scrive Milano Finanza, sarebbe una soluzione estrema nell’era della digitalizzazione estrema, del real time piu’ sfrenato, in un mercato invaso da telefonini, tablet e qualsivoglia device. Ma le parole di Malago’, il cui scranno oggi non e’ piu’ cosi’ solido come qualche mese fa, non sono da prendere sottogamba, come fosse un match di fine stagione. “Se c’e’ il rischio che almeno la prima giornata del prossimo campionato si debba seguire alla radio come un tempo? Sinceramente no, non penso ci sia questo rischio, pero’ credo che nell’assemblea del 22 maggio si debba prendere con coraggio una decisione. Che io mi auguro sia all’unanimita’ o la piu’ ampia possibile”, ha dichiarato ieri il massimo esponente dello sport italiano. “Stamattina (venerdi’ 11 maggio, ndr) ho sentito Micciche’ (presidente di Lega) e gli avvocati. Ogni giorno che passa faremo di tutto per richiamare Mediapro alle adempienze, con garbo ma ovviamente con rispetto di quelli che sono i dettagli contrattuali”, continua Malago’. “La verita’ e’ che se il 22 maggio non avremo elementi certi e’ non potremo non tenerne conto per le strategie future della Lega. Andare avanti senza risposte oltre il 22, secondo me, sarebbe da incoscienti”

BCE

La Banca centrale europea potrebbe aggiornare le linee guida sulla tempistica del primo rialzo del costo del denaro con l’avvicinarsi della conclusione del programma di acquisto bond. Lo ha detto il consigliere Bce Francois Villeroy de Galhau.
Il banchiere centrale francese ha definito una questione non esistenziale se la chiusura del quantitative easing avverrà a settembre o a dicembre, ma con l’approssimarsi della decisione, la Bce potrebbe adattare laguidance sui tassi d’interesse.
Al momento, quest’ultima prevede che il costo del denaro resti all’attuale livello per un “prolungato periodo di tempo, e comunque ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di asset”.
“Per quel che riguarda il primo rialzo dei tassi, potremmo dare indicazioni aggiuntive sulla tempistica — ‘ben oltre’ significa almeno qualche trimestre ma non anni — e una linea guida aggiuntiva sulla sua contingenza alle prospettive d’inflazione”, ha affermato Villeroy.

DEA CAPITAL

DeA Capital Alternative Funds Sgr, controllata di DeA Capital, intende acquisire il pacchetto di controllo di Snaidero, azienda che produce cucine, con l’intenzione di rilanciarla.
Il fondo IDeA Corporate Credit Recovery II ha depositato presso il Tribunale di Udine l’accordo con i creditori e la famiglia Snaidero per l’acquisto della quota di controllo, e una decisione e’ attesa nei prossimi giorni.
L’operazione, secondo quanto riporta la stampa, punta a ‘rilanciare un marchio del Made in Italy con un grande potenziale e prevede l’immissione di 13 milioni per il consolidamento del mercato italiano e il rafforzamento sui mercati esteri, una struttura finanziaria piu’ snella e patrimonialmente piu’ solida, grazie alla conversione in capitale di parte dell’indebitamento esistente’.

BUFFETTI

 

GENERALI

Sono stati messi a frutto i 300 milioni che a fine 2016 Generali Italia ha puntato sull’innovazione e la semplificazione. Oggi quasi il 70% dell’offerta della compagnia e’ in formato digitale, che richiede una sola firma e pochi documenti cartacei. Tutte le 1.500 agenzie nazionali hanno a disposizione i nuovi processi di prevendita e vendita in digitale e in mobilita’. Le battute finali di un cambiamento profondo che ha reso necessario rivedere tutti i processi, dice l’amministratore delegato di Generali Italia, Marco Sesana: “Abbiamo ripensato il modo di stare sul mercato, la relazione con il cliente e l’offerta assicurativa. Proprio in questi giorni abbiamo lanciato Immagina, una nuova linea di soluzioni assicurative che offrono servizi, prevenzione e tecnologia”. Domanda. Qual e’ la novita’? Risposta. Abbiamo accelerato la nostra trasformazione in partner del cliente. Oltre a protezione e sicurezza intendiamo offrire servizi di prevenzione e assistenza e, assieme ai nostri agenti, una nuova modalita’ di interazione immediata e semplice. In Immagina Benessere, per esempio, c’e’ la possibilita’ di chiedere un consulto medico video giorno e notte. Abbiamo previsto anche un servizio di baby sitting per i figli piccoli in caso d’infortunio del genitore. E nel piano di risparmio Immagina Futuro includiamo servizi, come consulenze mediche specialistiche per aiutare i clienti ad arrivare a fine piano in salute. D. Quanti clienti hanno scelto il digitale? R. Il 35-40% della nostra offerta Vita e’ gia’ online ed entro il 2019 prevediamo che su 10 milioni di nostri clienti piu’ di 2 saranno connessi. D. Quali sono le ricadute sul business? Nel 2017 Generali Italia e’ rimasta il pilastro del gruppo. Il risultato operativo Vita con 1,2 miliardi ha rappresenta piu’ di un terzo del totale. Tuttavia la redditivita’ ha rallentato, cosi’ come nel Danni. R. Il 2017 e’ stato un anno di profondi cambiamenti. Nel Vita, per far fronte ai bassi tassi d’interesse, abbiamo rivisto l’offerta inglobando le gestioni tradizionali in prodotti che contengono anche unit linked. Un processo tutt’ora in corso. Nel primo trimestre 2018 la componente ibrida ha superato il 65%. Abbiamo avuto un risultato operativo stabile e sono aumentate le masse in gestione di 1,5 miliardi arrivando a 120 miliardi. Anche nel Danni abbiamo migliorato il combined ratio di quasi 2,5 punti percentuali. Sono ottimista sui risultati di fine anno nonostante le condizioni di mercato nell’Rc Auto restino impegnative. D. Nuove possibilita’ di sviluppo per Generali in Italia potrebbero essere offerte anche da Poste Italiane , che sta cercando dei partner per debuttare nel Danni. Siete interessati? R. Non commento rumor di mercato. Come in tutte le partnership guardiamo a business case interessanti. Dipende da come si potrebbe configurare un accordo, questo non vale solo per Poste Italiane. D. Potreste pensare ad altre acquisizioni? R. Non escludiamo nulla che possa essere interessante ma ora la priorita’ e’ il percorso di evoluzione che stiamo facendo. In questo senso potrebbe essere utile rilevare startup innovative che migliorino ulteriormente i servizi. Nel settore assicurativo vincera’ chi sapra’ rapportarsi in modo piu’ moderno agli assicurati.

SALINI

-Il gruppo Salini Impregilo valuta il delisting da Piazza Affari e la quotazione a New York. Lo scrive L’Economia del Corriere della Sera aggiungendo che il gruppo ha affidato un mandato a Goldman Sachs per cedere attivita’ non strategiche negli Usa, dove comprera’ ancora altre societa’. In particolare, il nuovo piano industriale che proiettera’ il gruppo delle costruzioni Salini Impregilo nel futuro e’ atteso tra un anno. Ma tra dodici mesi Pietro Salini potrebbe raccontare le sue strategie dei prossimi tre anni a New York davanti alla platea di Wall Street, convinto che il listino Usa restituirebbe un’immagine piu’ fedele del colosso delle costruzioni con 6,5 miliardi di fatturato che ha fatto degli Stati Uniti il perno delle sue attivita’. Il punto di partenza e’ che ormai il 26% dei ricavi viene da Usa e Nord America che ormai hanno assunto il ruolo di mercato domestico. Ma non solo: l’area euro pesa solo per il 26% del fatturato mentre il 53% e’ raccolto nell’area dollaro e la quota del biglietto verde potrebbe arrivare a breve sopra il 70%. Se fosse gia’ trattata a Wall Street, Salini Impregilo sarebbe nel plotone di testa dei gruppi americani delle costruzioni, alle spalle di nomi come Bechtel, Granite e Fluor. Questo, anche grazie all’acquisizione tre anni fa di Lane construction che ha proiettato il gruppo negli Usa. Una realta’ che nel primo trimestre di quest’anno pesa per il 60% degli ordini del gruppo. cosi’ partito il lavoro di analisi nella cabina di regia del general contractor. Ma la decisione e’ presa. Piuttosto, manca solo una scelta definitiva su quale sia la rotta piu’ opportuna per traghettare la societa’ verso il listino d’Oltreoceano. Sara’ piu’ difficile che Salini, amministratore delegato, terza generazione degli imprenditori delle costruzioni, opti per un double listing perche’ “e’ un’opzione complessa, esige procedure impegnative”. Nel delisting la dinastia dovrebbe investire circa 450 milioni per arrivare al 100% del capitale dell’azienda di cui gia’ possiede il 67% sulla carta, perche’ in realta’ l’operazione sarebbe sostenuta da molti degli investitori istituzionali che da anni accompagnano il percorso di crescita dell’azienda. In attesa delle decisioni, prosegue il cantiere aperto in America. Con un mandato a Goldman Sachs, Salini ha impostato la cessione delle attivita’ Plants e Paving di Lane, che permetterebbe di liberare risorse per finanziare la crescita del core business negli Stati Uniti, riducendo allo stesso tempo il debito lordo di gruppo, pari a 2,3 miliardi a fine 2017. E’ un’operazione che e’ in linea con il piano di creazione di valore per gli stakeholder varato da Salini perche’ l’incasso varrebbe come l’intero investimento effettuato nella controllata statunitense, pari a 400 milioni di dollari nel 2015. Plants e Paving produce cassa ma non e’ strategica, e’ gia’ nel radar di gruppi Usa attivi nella produzione di materiali per le costruzioni. La liquidita’ incassata verrebbe reinvestita per fare altre acquisizioni di aziende statunitensi e alimentare la crescita di Lane che l’anno scorso ha registrato ricavi in aumento del 16,1% e un portafoglio ordini in rialzo del 19% a quota 3 miliardi di euro. E ora e’ impegnata nel megaprogetto della linea ad alta velocita’ Texas Bullet Train che dovrebbe collegare la citta’ da Houston a Dallas su un tratto di 390 chilometri in 90 minuti. gia’ iniziato lo scouting di imprese per ampliare l’orizzonte ad altri Stati in cui Lane lavora: 30 in tutto, inclusi Texas e California che da soli hanno stanziato un budget di 5o miliardi per il 2018. Florida, Virgina e New York hanno puntato 83 miliardi. L’obiettivo di Salini e’ afferrare le opportunita’ del mercato delle costruzioni Oltreoceano il cui fabbisogno di infrastrutture entro il 2025 e’ stimato in 4.600 miliardi. E per riflettere anche nei conti il cambiamento, la societa’ e’ al lavoro per redigere nel 2018 il primo bilancio in dollari. Avra’ circa 10 miliardi di ricavi che, secondo il gruppo, sono gia’ a portata di mano perche’ 1’80% di quel volume d’affari e’ di fatto gia’ in casa grazie al portafoglio ordini. Poi ci sono i nuovi contratti firmati in questi mesi. Come quello perla costruzione di una nuova linea metropolitana a Parigi, che ha segnato il ritorno in Francia dopo vent’anni. Poi c’e’ la corsa per aggiudicarsi le gare a Riyadh e Doha per circa 3 miliardi di dollari. In gioco c’e’ la costruzione della nuova citta’ di Neom, sulla costa vicino all’Egitto per un valore di 50o miliardi di dollari. La gara scattera’ entro l’anno. E per quella data Salini potrebbe gia’ avere indossato i colori americani.

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