Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RUMORS DEL 22 FEBBRAIO

news5RUMORS DEL 22 FEBBRAIO

MONDADORI

Come già in passato, il quotidiano MF – Milano Finanza riporta indiscrezioni sull’ipotesi di un accordo in Francia tra Mondadori Lagardère e Marie Claire.
Il piano sarebbe quello di creare un polo editoriale sui periodici per far fronte comune di fronte alla crisi che investe il settore, creando importanti sinergie sui costi. Un accordo preliminare non vincolante dovrebbe arrivare in primavera. Sarebbe necessario, prima di un accordo definitivo, ottenere l’approvazione dell’Antitrust perché la quota di mercato complessiva sarebbe intorno al 40%.Il fatturato combinato sarebbe di oltre un miliardo di euro (Mondadori 330 milioni, Lagardère 380-400 milioni, il resto Marie Claire).
L’ambizione sarebbe poi quella di quotare la nuova società alla borsa di Parigi entro il primo semestre 2019, offrendo così a Mondadori la possibilità di valorizzare il suo asset.
Sempre MF scrive che in Italia Mondadori ha intenzione di avviare un nuovo processo di riorganizzazione della sezioneperiodici.

TELECOM

Con riferimento alla decisione dell’Antitrust di avviare un’ispezione relativa a Cassiopea – progetto finalizzato alla realizzazione di una rete a banda ultra larga nelle aree a fallimento di mercato – Telecom Italia ha ribadito la correttezza del proprio operato e l’intenzione di continuare a collaborare con l’Autorita’ in modo da dimostrare la propria estraneita’ ad ogni presunto fatto illecito.

DE LONGHI

De’Longhi ha reso noto che la controllata De’Longhi Appliances ha siglato un accordo di partnership industriale con H&T Intelligent Control International, societa’ cinese specializzata nell’elettronica, per la cessione del 55% del capitale di NPE, oggi detenuta al 100%.
Le due societa’ procederanno successivamente ad un aumento di capitale di 7,7 milioni circa pro quota, in un ottica di rafforzamento patrimoniale di NPE, dove collaboreranno per sostenere lo sviluppo futuro della societa’, che rimarra’ fornitore del gruppo italiano.
Il closing dell’operazione e’ previsto per la fine del prossimo mese di marzo.
Inoltre, l’accordo prevede che nel primo semestre del 2020 De’Longhi Appliances ceda un’ulteriore quota del 25% per un importo legato al conseguimento di determinati target economici di NPE.

ATLANTIA

Secondo alcune fonti riportate da MF, l’offerta di Atlantia su Abertis potrebbe arrivare a superare 20 euro mentre sarebbe ancora da valutare se a quel valore si arriverebbe in più riprese o con un’unica offerta a ridosso della scadenza del periodo di offerta. Atlantia non modificherà comunque la sua offerta prima che venga autorizzata quella di Hotchief -ACS (il via libera della CNMV, authority spagnola, potrebbe arrivare già oggi o al più tardi settimana prossima). MF segnala anche come in Germania stia per partire la gara per la gestione del sistema del pagamento dei pedaggi autostradali dal valore tra 1 – 1,5 miliardi di euro. Atlantia dovrebbe essere tra i principali concorrenti anche se i favoriti parrebbero essere i tedeschi di Deutsche Telekom. Infine, sempre secondo MF, Atlantia potrebbe nei prossimi mesi guardare all’attesa privatizzazione di Aeroporti di Parigi. Ieri l’assemblea degli azionisti di Atlantia ha approvato l’estensione del termine per l’esecuzione dell’aumento di capitale al 30 novembre ed approvato l’intrasferibilità delle azioni speciali a 90 giorni dall’emissione. A margine dell’assemblea, l’a.d. Giovanni Castellucci, ha commentato i dati di traffico da inizio anno fino al 18 febbraio (dati preliminari): complessivamente i volumi sono in crescita del 5,1%; con mezzi pesanti in aumento del 6,1% e leggero del 4,9%.

TELECOMUNICAZIONI

Altroconsumo ha portato a termine un’inchiesta su 5 operatori in 50 punti vendita in 5 citta’ (Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli) e ha messo in luce la poca trasparenza di Tim, Vodafone, Wind, Tre e Fastweb su servizi aggiuntivi non richiesti, tutti nascosti nei contratti.
Il catalogo di questi costi aggiuntivi e’ ampio e tutti gia’ attivati sulla sim al momento della sottoscrizione del contratto. Nel caso in cui questi servizi non siano disattivati dal consumatore, il prezzo dell’offerta sottoscritta potrebbe anche raddoppiare. I negozi che non menzionano i costi aggiuntivi, neanche quando si fa riferimento a possibili spese extra, sono quasi tutti: 48 su 50.
I risultati dell’inchiesta sono stati gia’ inoltrati ad Agcom e Antitrust, con la richiesta di attivarsi affinche’ le societa’ di telefonia inseriscano nella comunicazione al pubblico delle offerte commerciali il prezzo finale pagato dal consumatore, comprensivo di tutte le sue componenti.
Dal canto suo, Fastweb ha inviato una nota ufficiale in cui spiega che accoglie ‘con estremo favore’ l’inchiesta pubblicata da Altroconsumo che fa definitivamente luce sul problema dei costi nascosti nella telefonia mobile.
La societa’ apprezza in modo particolare che il lavoro di approfondita analisi sulle politiche di prezzo dei vari operatori condotto da Altroconsumo riconosca a Fastweb di aver ‘meritoriamente reso gratuiti servizi che gli altri operatori fanno pagare’  e di ‘aver dato un taglio netto al sottobosco dei costi nascosti’.
Fastweb infine rileva che, in merito ai costi di attivazione, gli viene erroneamente attribuito un costo di attivazione pari a 5 euro. Si tratta in realta’ del costo fisico della Sim dichiarato in tutta la comunicazione commerciale e che viene applicato da tutti gli operatori. A differenza degli altri Fastweb non applica alcun costo addizionale per l’attivazione di suddetta Sim

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