Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RUMORS DEL 9 MAGGIO

telecomRUMORS DEL 9 MAGGIO

TELECOM

Vivendi ha gia’ inoltrato la richiesta di revoca dell’attivita’ di direzione e coordinamento su Telecom Italia, che finira’ sul tavolo del Consiglio di amministrazione probabilmente il 16 maggio quando si esaminera’ la trimestrale. Lo scrive Il Sole 24 Ore aggiungendo che nella stessa occasione dovranno essere costituiti i comitati. La peculiarita’ della situazione trovera’ un primo banco di prova in particolare nella composizione del comitato parti correlate, visto che i consiglieri di maggioranza sono tutti non correlati con il primo azionista.

CARIGE

Il legali del gruppo Carige stanno valutando un ricorso alla Corte di Appello di Milano per la sentenza arbitrale che ha stabilito la validita’ degli accordi sottoscritti tra la banca genovese e il gruppo Apollo per la distribuzione delle polizze assicurative Amissima vita.
Dopo la decisione del collegio arbitrale una nota del gruppo Amissima dai toni distensivi e positiva sull’andamento della raccolta lasciava pensare alla possibilita’ che i due partner riuscissero a trovare una nuova intesa extra giudiziale.

BPVI

Banca Popolare di Vicenza rimette in vendita la propria quota in Farbanca. Dallo scorso 4 maggio, si legge in una nota diffusa nella serata di ieri, sono venuti definitivamente meno i diritti ed obblighi derivanti dal contratto di cessione stipulato lo scorso 19-20 dicembre da Bpvi in liquidazione coatta amministrativa con la societa’ New Seres Apennines per la vendita della partecipazione in Farbanca. I commissari liquidatori di Banca Popolare di Vicenza hanno quindi deliberato di “riavviare le attivita’ per la cessione della partecipazione di Bpvi in Lca in Farbanca”

INTESA

-La wealth management company si conferma un modello efficace per Intesa Sanpaolo . Il gruppo guidato da Carlo Messina ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 1,25 miliardi, in crescita del 39% rispetto allo stesso periodo del 2017. La forte crescita della redditivita’ e’ legata soprattutto alle commissioni nette, che sono salite del 4,5% a oltre 2 miliardi, mentre il margine di interesse si e’ contratto dell’1,3% a 1,9 miliardi. Nel dettaglio, le commissioni da attivita’ bancaria commerciale sono cresciute del 3,5%, mentre quelle da attivita’ di gestione, intermediazione e consulenza sono salite del 6,2%. Per quanto riguarda le previsioni per fine anno, scrive MF, oltre a confermare l’obiettivo di un utile in crescita rispetto al 2017, Intesa ribadisce la volonta’ di pagare un dividendo cash pari all’85% del risultato netto. “Considerato che il payout ratio previsto nel 2018 e’ pari all’85%”, ha spiegato Messina, “confermiamo come priorita’ la capacita’ di remunerare in maniera significativa i nostri azionisti, come dimostrato dai 10 miliardi di dividendi erogati nel corso del precedente piano d’impresa”

MILANO

Sono allo studio due nuovi grattacieli che modificheranno ulteriormente lo skyline di Milano Citylife. Gli edifici, due nuovi grattacieli direzionali, sorgeranno su 70mila metri quadrati tra via Gattamelata e piazza Sei febbraio, dove oggi ci sono campi da tennis e uffici.

SCIOPERO CONTROLLORI DI VOLO

Oltre 700 cancellazioni di voli, tra arrivi e partenze, su tutto il territorio nazionale oggi a causa degli scioperi dei controllori di volo dell’Enav. In vista della protesta, le compagnie aeree hanno già programmato numerose cancellazioni preventive, grazie alle quali si dovrebbero evitare disagi negli aeroporti.

CREVAL

Lo scorso 30 aprile, Blackrock ha limato al 4,983% la posizione lunga accesa sul Creval, dal 5,136% del 24 aprile 2018. E’ quanto si legge negli aggiornamenti odierni di Consob relativi alle variazioni delle quote rilevanti, da cui si apprende anche che il gigante statunitense del risparmio gestito detiene indirettamente – attraverso sette sgr controllate – una quota del 4,983% nel capitale dell’istituto lombardo. L’esposizione comprende poi una partecipazione potenziale dello 0,115% costituita da un pacchetto di azioni che sono oggetto di alcuni contratti di prestito titoli con possibilita’ di rientro prestabilita e discrezionale. Il restante 0,001% della quota e’ infine costituto da alcuni ‘contract for differences’ che non prevedono data di scadenza.

PIRELLI

Pirelli accelera sul mercato cinese e asiatico. E per farlo il gruppo della Bicocca intende partecipare al piano Made in China 2025, lanciato dalla dirigenza di Pechino per modernizzare, rinnovare e automatizzare l’industria d’oltre Muraglia, facendo leva sul sostegno di ChemChina, il colosso della chimica cinese, suo azionista di maggioranza. A rimarcare la volonta’ di una “visione e di un approccio comuni” per crescere nel mercato locale di prodotti a maggior valore aggiunto, consolidando la propria posizione e i legami con Pechino, e’ arrivata la nomina di Filippo Maria Grasso a ceo di China National Tire&Rubber Corporation, la controllata di ChemChina cui fanno capo le attivita’ del gigante pubblico orientale negli pneumatici, presente in 140 Paesi e regioni. La scelta del vicepresidente Pirelli per le relazioni istituzionali, scrive MF, catapulta un italiano al vertice di una societa’ statale cinese, rimarcando il sostegno che la casa madre intende dare a Pirelli sia nella Repubblica popolare sia in altri mercati. “Avere una persona di Pirelli a capo di una holding nella Repubblica popolare puo’ aiutare nell’utilizzare tutto la capacita’ di ChemChina nel portare i problemi sui tavoli giusti e allineare il mercato cinese alle best practice internazionali”, ha sottolineato l’amministratore delegato di Pirelli , Marco Tronchetti Provera nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente di ChemChina e della Bicocca. L’incontro nella cornice di Diaoyutai, la residenza pechinese destinata di solito all’accoglienza dei dignitari stranieri, capi di governo e di Stato, e’ stata l’occasione per esporre la nuova strategia di crescita nella regione Asia-Pacifico.

ENEL

Stretta finale sulla cessione di alcuni immobili da parte di Enel. Lo scrive Il Sole 24 ore spiegando che ieri sono arrivate le offerte non vincolanti sul tavolo dell’advisor Lazard per lo spin off di alcuni immobili del gruppo. Il trophy asset del portafoglio e’ l’immobile di via Regina Margherita a Roma, la sede dove sicuramente Enel intende restare in affitto e per la quale il gruppo richiede a chi la comprera’ diversi investimenti di riqualificazione. Nel complesso il valore del portafoglio -totalmente direzionale e che comprende oltre a Regina Margherita anche diversi uffici a Roma e sedi decentrate a Palermo- vale circa 250-260 milioni di euro, ma Enel chiede all’acquirente di spendere circa 150 milioni di euro in capex per rendere moderni ed efficienti gli spazi. Sul totale del pacchetto il palazzo di via Regina Margherita pesa per il 60-70% del valore. Il deal si dovrebbe chiudere entro la fine dell’anno. Si tratta di un portafoglio di sicuro interesse per i grandi investitori internazionali e domestici, del quale pero’ e’ difficile determinare il rendimento perche’ il pacchetto e’ variegato, composto da edifici della categoria value add (da riqualificare) che sono quelli che piu’ trovano interesse oggi sul mercato, in un momento in cui l’attivita’ di sviluppo -che si e’ completamente bloccata durante i lunghi anni della crisi immobiliare- non ha ancora realizzato nuovo prodotto di standard moderno ed elevato e gli edifici appetibili di tipologia “core”, ossia a reddito, iniziano a scarseggiare sempre piu’ soprattutto nelle citta’ come Milano, ancora la prima meta in Italia per gli acquisti immobiliari. La gara a inviti prevede che adesso Lazard prenda in considerazione le offerte arrivate e faccia una selezione per procedere nell’iter. Secondo le indiscrezioni che circolano sul mercato sarebbe elevato l’interesse degli investitori, che in alcuni casi si sarebbero organizzati in cordate. Facile indovinare che potrebbero avere inviato la propria offerta i soliti noti come Blackstone o Hines, ma anche Allianz e altre compagnie assicurative. Potrebbero essere arrivate anche offerte da alcune Sgr italiane per conto di investitori esteri

 

IMMOBILIARE IL BOX

Gli italiani restano un popolo di automobilisti, ma sempre di piu’ si allontanano dal considerare il box un bene indispensabile. questa la fotografia che emerge dall’Osservatorio di Immobiliare.it sul mercato dei garage che ha rilevato, su base quinquennale, l’andamento di questo settore. Molti italiani optano per mettere in vendita il proprio garage: l’offerta di box auto infatti oscilla con picchi del 36% in piu’ rispetto al 2013 a fronte di prezzi che, conseguentemente, calano in alcuni casi anche di oltre 30 punti percentuali. Tiene meglio il mercato degli affitti: qui l’oscillazione dell’offerta non supera il 18% su base quinquennale, mentre i prezzi, fatta eccezione per Palermo i cui valori risultano in calo del 25%, si attestano su una perdita massima di 10 punti percentuali. “Cinque anni fa era principalmente la crisi economica a far si’ che molti italiani rinunciassero a uno spazio per la propria auto. Oggi, l’allargamento della forbice tra offerta, sempre piu’ alta, e prezzi, sempre piu’ bassi, e’ dovuto a tanti fattori concomitanti – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it – Non stupisce infatti che siano le grandi citta’ quelle in cui il box auto e’ sempre di piu’ uno spazio di cui si puo’ fare a meno: qui non solo l’introduzione di numerose ZTL nei centri storici, ma anche la fortuna di car e bike sharing stanno influenzando il mercato dei garage, rendendoli sempre meno indispensabili”. Per quanto riguarda i valori dei box in vendita spiccano per record negativi Genova, Firenze e Palermo, i cui prezzi dei garage perdono rispettivamente su base quinquennale il 33,5%, 29,6% e 25,7%. A Napoli, invece, acquistare un garage non sembra ancora un’abitudine del tutto abbandonata: qui il valore di questi spazi e’ quasi invariato, appena -1% rispetto al 2013. Anche a Milano il calo dei prezzi resta contenuto rispetto al resto d’Italia: -6,8% a fronte di un’offerta in aumento di oltre il 20%. L’analisi sugli affitti rileva ancora Palermo tra le citta’ che registrano il calo piu’ importante sui canoni di locazione dei garage, rispetto al 2013: -25%, seguita da Roma e Genova, rispettivamente -10,7% e -10,5%. Milano, invece, si distingue nell’altro senso: unica tra le principali citta’ dello Stivale in cui i canoni dei box risultano in aumento (+6,1%). Relativamente ai prezzi, comprare un box auto costa caro a Napoli, dove il prezzo medio richiesto e’ di 46.800 euro, dato che conferma insieme al trend quinquennale come nel capoluogo partenopeo il garage sia ancora considerato importante. Alti anche i prezzi dei garage a Bologna dove si spendono in media 35.200 euro. Si fermano sotto la soglia dei 30mila euro i costi medi registrati a Verona, Torino e Firenze. “Secondo la normativa italiana, per ogni nuovo appartamento il costruttore ha l’obbligo di edificare anche un garage – conclude Carlo Giordano. – Alla luce dei trend emersi dalla nostra analisi e dalla potenziale crescita delle auto elettriche sulle strade italiane, si rende necessaria una riflessione sul futuro di questa regola, considerando da un lato la perdita di interesse verso i box e dall’altra l’attuale impossibilita’ di installare in ogni garage una stazione di ricarica”

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