Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RUMORS DELL’8 MARZO

telecomRUMORS DELL’8 MARZO

TELECOM

Secondo Mf, grazie a derivati e opzioni, il fondo attivista Elliott sarebbe salito al 10% del gruppo e forse di più.Elliott non intende scalare Tim ma, attraverso un’operazione ‘market friendly’, sostituire il modello di gestione di Vivendi, non scevro da conflitti di interessi, e fare di Tim una vera e propria public company con un management indipendente. Per questo darà vita a una ‘proxy fight’ allo scopo di battere in assemblea Vivendi e sostituire gran parte dei suoi consiglieri con amministratori indipendenti. Uno dei punti fondamentali di Elliott riguarderebbe la rete e Sparkle.
Mentre la proposta di Tim si limita per ora a societarizzare la rete, mettendola in una società controllata al 100% da Tim, il modello di scorporo a cui si ispira Elliott è molto più radicale e comporterebbe, attraverso la quotazione dell’asset e di Telecom Sparkle, l’uscita totale dal capitale e l’ingresso di un socio pubblico di riferimento. In pratica Elliott, a quanto sembra, vorrebbe fare della rete una sorta di ‘Terna’ delle tlc in Italia.In un’intervista a Il Messaggero, il Presidente de Puyfontaine (che è anche a.d. di Vivendi) si dichiara non preoccupato dalle mosse di Elliott convinto della validità del piano industriale; de Puyfontaine non vede la possibilità di una fusione con Open Fiber ma solo di un eventuale accordo e non esclude che un’ipotesi di alleanza tra TIM e Canal+ torni sul tavolo.

ATLANTIA

Atlantia e Acs stanno dialogando per spartirsi le attivita’ spagnole e internazionali di Abertis, evitando cosi’ una guerra di offerte che diverrebbe troppo onerosa per entrambe. Alle trattative partecipa anche La Caixa, azionista di maggioranza di Abertis.
Le indiscrezioni, riportate dal quotidiano spagnolo Expansion, sono state confermate dalla stessa Atlantia.

FCA

La cinese GAC non ha intenzione di acquistare partecipazioni in società straniere, nel futuro potrebbe comprare una quota in Fiat Chrysler : le dichiarazioni sono arrivate ieri da un evento fieristico in corso a Ginevra. GAC ha pianificato di entrare nel mercato degli Stati Uniti alla fine dell’anno prossimo, i dazi complicherebbero tutto. In un intervista al Bild am Sonntag, Li Shufu, fondatore e e principale socio di un altro costruttore cinese, Geely, ha dichiarato che non ha intenzione di comprare ulteriori quote in società auto, dopo l’ingresso in Daimler.

ANSALDO

Secondo il Sole 24 Ore nelle scorse settimane ci sarebbero stati alcuni incontri tra i vertici di Hitachi e Elliott per sbloccare l`impasse dell`azionariato che dura da oltre 2 anni (Elliott detiene circa il 30% del capitale dai tempi del tentativo di delisting, chiedendo che venga riconosciuto un valore superiore ai € 10.5 PS pagati in OPA).
Riteniamo tale indiscrezione ragionevole, sapendo che il 23 marzo scade l`accordo tale per cui Hitachi debba riconoscere l`eventuale maggior prezzo pagato per acquistare le minorities anche a coloro che aderirono all`OPA.
Alla base della nostra special situation scritta lo scorso ottobre anche la necessità per Hitachi di avere il pieno controllo della società per poter sfruttare le sinergie anche alla luce della recente evoluzione dello scenario competitivo (fusione Alstom-Siemens e intenzione del colosso cinese CRRC di penetrare in Europa).

COCA COLA

Coca Cola si prepara a lanciare la prima bevanda alcolica. Si tratterebbe di un tipo di bevanda molto diffuso in Giappone, noto come “Chu-hi” contentente alcol distillato di sochu miscelato con acqua gasata aromatizzata.

GENERALI

Generali punta a far salire il patrimonio immobiliare a 35 miliardi nel prossimo triennio. Attualmente e’ pari a 26 miliardi.
E’ quanto ha sottolineato alla stampa Aldo Mazzocco, responsabile di Generali Real Estate, aggiungendo che e’ allo studio ‘Una strategia di asset management che ruota intorno alla realizzazione di fondi immobiliari riservati alle compagnie del gruppo (oggi proprietarie dirette), ma anche aperti a terzi e in cui mano a mano verranno trasferiti gli immobili. La Sgr diventera’ paneuropea’.
Il manager, arrivato nella compagnia triestina poco meno di un anno fa, nell’intervista ha sottolineato che ‘Vogliamo attuare un piano che porti al riposizionamento dell’intera attivita’ immobiliare del gruppo. Con il nostro portafoglio siamo presenti in 14 Paesi, vogliamo passare a una strategia piu’ netta concentrandoci nelle prime 15-20 citta’ europee. Qui opereremo principalmente con una gestione diretta delle proprieta’, fuori dall’Europa investiremo inizialmente con fondi di fondi per poi costituire piattaforme con partner locali’.
Il gruppo punta a espandersi in Asia, con un occhio particolare su Giappone, Singapore, Australia e Sud Corea, mentre per il momento si preferisce attendere prima di investire in Cina. In Europa, Londra e Milano (dove il Leone di Trieste ha immobili per 3 miliardi) rimangono due citta’ chiave.
Mazzocco ha poi precisato che ‘Il focus principale restano gli uffici, ma ci sono opportunita’ da esplorare come gli shopping center e o da consolidare come la logistica’.  Il portafoglio del gruppo al momento e’ concentrato sul segmento direzionale per il 57% (20% nel retail, 13% nel residenziale il 5% sia nella logistica sia in altri comparti) e per il 33% e’ situato in Italia (8,5 miliardi circa), per il 27% in Francia e per il 18% in Germania.
Il manager ha puntualizzato che ‘La diversificazione del portafoglio  sara’ ampia. Opteremo per un’evoluzione in continuo delle gestioni’. Si punta ad aumentare il rendimento del portafoglio con una rotazione degli immobili (ad oggi prevale una strategia di tipo conservativo che garantisca un ritorno minimo tra il 3,5/4%).
Il gruppo ha in cantiere la creazione di otto nuovi fondi, di cui uno e’ gia’ stato lanciato (fondo Gehi con un patrimonio da 1 miliardo e che punta ad arrivare a 2,5 miliardi) e un altro sta per essere avviato (fondo Grear).

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