Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

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Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Bankitalia: annuncia rischio recessione

Ieri durante un incontro alla Bocconi il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha lanciato il monito su una possibile recessione nel Belpaese.

’incontro tenutosi all’Università Bocconi di Milano si è concluso con l’allarmismo di Visco verso una ricaduta dell’Italia nella recessione. I motivi sono vari e delinea la sua visione intrecciando i ragionamenti sulla crescita economica e gli investimenti imprenditoriali.

Il Belpaese è già entrato in recessione per due volte e non ne esclude una terza. Tuttavia è una diretta conseguenza ben differente dalle precedenti di natura puramente finanziaria.

La Equita Sim ha organizzato un convegno con il governatore di Banca d’Italia Visco nell’Università Bocconi di Milano.

Durante l’incontro Visco avalla i rumors su una recessione dell’Italia, a cui sembrerebbe già essere arrivata a fine 2018, secondo i dati Istat, dopo due trimestri di crescita negativa.

Il governatore lega l’andamento economico italiano con gli investimenti delle imprese. Sono due elementi imprescindibili e indispensabili l’uno all’altro per il successo.

Secondo Visco l’economia si mantiene stabile e florida dando la possibilità di investire per evolversi davanti a una domanda che è in crescita e che ha esigenze ben specifiche. Ma anche nell’avere delle risorse adeguate. E le imprese non sono state messe nelle condizioni di poter far fronte all’evolversi dei mercati.

Si tratta di una recessione dovuta a motivi geopolitici, tecnologici e al mutamento del lavoro. Una situazione completamente nuova rispetto alle due precedenti che, invece, avevano alla base una causa finanziaria.

Visco ricorda il calo degli investimenti al 30% del 2007 e del 2013 e che ancora sono inferiori rispetto al periodo di pre-crisi. Infatti la diminuzione degli investimenti privati si è accompagnata a quella delle infrastrutture e delle opere pubbliche, mettendo in luce l’incapacità dell’Italia di stare al passo con la globalizzazione, le nuove tecnologie e l’andamento demografico.

Che dire, come dice il detto ” Non c’è due senza tre” , perciò ben venga un’altra recessione!

USA: INFLAZIONE

Stati Uniti: l’inflazione di gennaio ha rivisto le attese del mercato. Su base mensile il dato ha messo a segno uno 0,0% che si è confrontato con il -0,1% precedente e con il +0,1% delle attese.

Su base annua, invece, l’inflazione USA è avanzata di un 1,6% che ha fatto i conti con il precedente 1,9% e con il previsto 1,5%.

L’indice dei principali prezzi al consumo, infine, è avanzato dello 0,2% su base congiunturale e del 2,2% su base annua a fronte di attese a 0,2% e 2,1%.

Riforma Copyright: Giganti sconfitti!

Con l’accordo trovato tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue, sulla riforma del diritto d’autore online, c’è da registrare la sconfitta per i giganti dell’economia digitale. Con la direttiva, infatti, le piattaforme digitali saranno chiamate a remunerare i creatori dei contenuti, tra cui Youtube, Facebook e Dailymotion dovranno pagare come Spotify e Deezer.

l riferimento è chiaro verso piattaforme come Youtube, Facebook e Dailymotion che saranno chiamate a pagare i diritti d’autore così come già fanno piattaforme di streaming musicale come Spotify e Deezer.

Wikipedia fuori dalla direttiva copyright online

La direttiva punta da un lato a tutelare ed a riconoscere il lavoro dei creativi, e dall’altro a non soffocare la libertà di espressione sul web. Questo significa ad esempio che, liberamente, l’utente di un social network potrà continuare a condividere notizie e frammenti di articoli, ma gli aggregatori di news, con finalità di lucro, non potranno più commettere abusi. Non a caso restano fuori dalla direttiva, e quindi dal pagamento dei diritti d’autore, i siti Internet di enciclopedie online aventi un carattere non commerciale

Niente diritti d’autore per le piattaforme software open source

In quest’ultimo caso il riferimento è a piattaforme come Wikipedia, così come sulle piattaforme online sarà ancora ammesso non solo il caricamento, ma anche la condivisione di opere protette a patto che lo scopo sia quello della critica, della citazione, della caricatura ed anche della parodia. Al pari di Wikipedia, inoltre, pure le piattaforme di software open source, come ad esempio GitHub, restano al di fuori delle nuove regole e dei nuovi obblighi previsti dalla riforma Ue del copyright online.

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