Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

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Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Moody’s pessimista sull’Italia

Moody’s per nulla fiduciosa sul futuro del Belpaese: crescita “anemica” quella prevista per il 2019

La crescita italiana? Sarà “anemica” nel 2019 secondo le previsioni di Moody’s. L’agenzia di rating ha infatti prefigurato un +0,4% per il 2019 e un +0,8% per il 2020.

Nel suo report sulla crescita mondiale – con previsioni di generale rallentamento – la fiducia nei confronti del Belpaese scarseggia, sulla base di un’incertezza politica e del calo della domanda interna:

“C’è il rischio di una crescita molto più debole di quanto anticipato nelle nostre previsioni; uno dei motivi principali per una più debole attività economica è rappresentato dal calo della domanda interna”.

Una previsione che si scontra con il recente positivo andamento dello spread, oggi a quota 255, oltre ad essere in totale contraddizione con quanto dichiarato dall’esecutivo gialloverde.

Proprio qualche giorno fa il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha evidenziato la volontà di andare avanti con la manovra senza nessuna modifica e l’adeguetezza della stessa rispetto alla prospettiva di crescita preventivata.

Moody’s pessimista sull’Italia

Per Moody’s i dati relativi alla seconda parte del 2018 non sono affatto incoraggianti per il futuro del Belpaese:

“L’economia italiana ha fatto fatica a mantenere il suo ritmo di marcia nella seconda metà dello scorso anno che ha terminato con una recessione con due trimestri consecutivi di crescita negativa”.

A pesare sulle “anemiche” previsioni di crescita della prestigiosa agenzia sono quindi la recessione attualmente in atto e la debolezza della domanda interna.

Altro grosso fattore di rischio è poi rappresentato dalla politica, che nelle ultime settimane ha più volte espresso tutta la sua ostilità alle previsioni ribassiste di banche e agenzie di rating:

“Le dinamiche politiche ed economiche stanno creando significativi rischi al ribasso per l’economia italiana”.

I vicepremier Salvini e Di Maio hanno ridimensionato le prospettive non rosee sul Belpaese, etichettando i recenti report come mosse politiche e circostanze fantasiose che si scontrano contro l’attuale realtà delle cose.

Moody’s spiega nel dettaglio anche la situazione relativa allo spread, calato dopo l’accordo tra governo e Ue ma comunque elevato. spiega Moody’s:

“Un deterioramento delle condizioni economiche potrebbe rafforzare l’instabilità politica e scoraggiare gli investitori”.

Banca Carige

Potrebbe esserci una fusione di Banca Carige nell’arco di 4 mesi.

Una filiale del gruppo Banca Carige a Genova, in una immagine del 16 novembre 2017. ANSA/LUCA ZENNARO

La fusione di Banca Carige arriverà entro giugno, secondo le ultime indiscrezioni di stampa nostrana.

L’istituto di credito ligure è finito nuovamente sotto i riflettori dopo la presentazione dell’attesissimo piano industriale richiesto qualche tempo fa dalla BCE.

Diversi gli spunti di riflessione emersi dal testo, dall’aumento di capitale alla pulizia dei Non Performing Loans fino ad arrivare ai target patrimoniali di fine 2019. Il tema della fusione di Banca Carige, però, è passato inosservato rispetto alle altre voci contenute nel piano.

Secondo le indiscrezioni di Milano Finanza, l’aggregazione con altro istituto di credito (o fondo) si concretizzerà nell’arco di qualche mese, comunque non oltre giugno prossimo.

Banca Carige: la fusione è possibile?

Dopo la presentazione del piano industriale i commissari straordinari nominati dalla BCE, Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener, hanno chiarito i prossimi passi di Carige nell’attesa conference call.

Proprio in questa occasione sono trapelate le citate indiscrezioni secondo cui ad aprile (dunque nell’arco di uno, massimo due mesi) arriveranno le manifestazioni di interesse su Carige che, in seguito all’assemblea di maggio, avrà un mese di tempo per chiudere il processo di aggregazione.

Secondo la tabella di marcia, insomma, la fusione di Banca Carige si chiuderà entro giugno e avverrà in concomitanza con l’aumento di capitale da 630 milioni previsto dal piano industriale ieri presentato.

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