Modus Operandi

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Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

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Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

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CRIPTOVALUTE COSA STA ACCADENDO? IL 7 SETTEMBRE SI AVVICINA

CRIPTOVALUTE COSA STA ACCADENDO? IL 7 SETTEMBRE SI AVVICINA

CRIPTOVALUTE

Tempesta normativa del 7 settembre prossimo

In quella data è previsto l’incontro tra i policymaker europei. Il summit si terrà a Vienna e sarà tutto dedicato all’analisi dei rischi e delle sfide che derivano dal fenomeno del denaro digitale. L’obiettivo della riunione dei ministri delle finanze dei 28 Stati membri dell’Unione Europea, sarà quello di provare a capire se e come è possibile regolare in modo efficiente tutto il settore delle criptovalute. Non è affatto detto che ci sia un modo per giungere a questa regolazione ma è invece molto probabile che le quotazioni di Bitcon, Ethereum e Ripple (tra lke più sensibili non fosse altro che per il loro livello di capitalizzazione) potrebbero risentire di tutte le novità e gli aggiornamenti che arriveranno dall’incontro di Vienna del 7 settembre. Le autorità hanno iniziato a procedere con lo studio del fenomeno delle criptovalute nel momento in cui esso è cresciuto a dismisura assumendo una dimensioen globale.

Considerando che ad oggi le uniche strette significative in materie di regole sulle criptovalute sono arrivate da Cina e Giappone, è ipotizzabile che la riunione del 7 settembre prossimo possa davvero essere il giorno della “tempesta normativa”. Ovviamente l’obiettivo dell’Europa sarà quello di provare a tutelare in modo maggiore gli investitori stabilendo regole più stringenti. Provvedimenti simili, lo dimostrano i precedenti, si sono sempre tradotti in ribassi per Bitcoin, Ethereum e Ripple.

Questo discorso, però, è puramente teorico. Nella realtà dei fatti sono gli stessi precedenti a dimostrare che c’è sempre stata una certa difficoltà a introdurre regole davvero stringenti. La partita è quindi aperta poichè nulla dice che la “tempesta normativa” del 7 settembre ci sia davvero ma nulla lo fa completamente escludere.

C’è però un segnale che fa un pò di paura alle quotazioni. Nella bozza emersa, infatti, si è fatto esplicito riferimento a quelle che sono le  problematiche connesse alle criptovalute ossia la mancanza di trasparenza, il riciclaggio di denaro e i finanziamenti al terrorismo. Fondamentalmente non si tratta di nulla di nuovo. Di questi citati rischi, infatti, si parla da tempo e se ne è sempre parlato di più man mano che il boom del Bitcoin & C. si è allargato. Ma che il 7 settembre sia davvero la volta buona per un intervento dell’Europa? Chi opera con il trading di CFD sulle criptovalute farebbe bene a prepararsi…

COSA è ACCADUTO OGGI?

Goldman Sachs era pronta ad attivare il trading desk sulle criptovalute

Le indiscrezioni di stampa secondo cui ci potrebbe essere una retromarcia da parte di Goldman Sachs potrebbero essere la causa scatenante che ha innescato il sell-off in corso.Per capire perchè la notizia delude la comunità è bene fare un salto alle origini. Nel lontano 2017 Goldman Sachs aveva aperto la porta alla possibilità di immettere sul mercato una nuova serie di operazioni di trading aventi ad oggetto proprio le criptovalute. Ebbene a distanza di un anno nel corso del quale in concreto non è avvenuto nulla, l’ipotizzata operazione sarebbe stata già accantonata. La causa della retromarcia di Goldman Sachs sul trading desk sarebbe nell’assenza di un quadro di regole chiaro. Insomma il senso del cambio di idea della banca d’affari Usa sembrerebbe essere molto chiaro: poichè non ci sono norme chiare, allora è meglio non azzardare. Questi i motivi ufficiali anche se, come emerge nei gruppi di investitori, qualcuno sospetta che alla base del retrofront di Goldman Sachs ci sia anche una attenta valutazioni sulle quotazioni recenti delle crypto. Non è un mistero che Bitcoin, Ethereum e Ripple oramai hanno perso il fattore sorpresa.

La retromarcia di Goldman Sachs arriva dopi un mese dalla chiusura della SEC alla questione ETF sul Bitcoin. La banca d’affari Usa, qundi, come la SEC: entrambe dimostrano di non fidarsi. Questo atteggiamento non fa ovviamente bene al sentiment della comunità e dei traders che operano con i CFD e da qui la decisione di vendere BTC, ETH e XRP.

FONTE BORSAINSIDE

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