Modus Operandi

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Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

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Motti & aforismi

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Regole fondamentali di borsa

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Brexit, si al rinvio. Cripto: se avessi investito nelle migliori 5?…

Arriva il sì al rinvio della data d’uscita dall’Unione Europea. Respinta l’ipotesi secondo referendum

Westminster ha appena votato sì al rinvio della Brexit, riconoscendo che è necessario più tempo per superare lo stallo sul cosiddetto ’leave’ della Gran Bretagna dall’UE.

La mozione dà incarico al primo ministro Theresa May di modificare l’articolo 50, ovvero quello che disciplina le modalità d’uscita.

Con 412 sì contro 202 no il governo May può quindi chiedere all’Ue un rinvio breve della Brexit, per uno slittamento di 3 mesi, dal 29 marzo al 30 giugno.

Tuttavia va precisato che ogni tipo di slittamento rispetto alla data del 29 marzorichiede l’approvazione unanime dei restanti 27 stati membri dell’UE.

Il primo ministro potrebbe ora cercare l’estensione dell’articolo 50 in occasione di un summit del Consiglio europeo a Bruxelles giovedì prossimo.

Brexit, sì al rinvio dal parlamento britannico

Quello di scena a Westminster è stato l’ultimo voto sul fronte Brexit, il terzo in tre giorni per il parlamento britannico, che vive un clima di notevole caos e incertezza, sull’onda di numerosi e ripetuti dissidi interni al governo May.

Lo scenario è stato aperto dalla bocciatura da parte del Parlamento britannico dell’l’ipotesi no deal, concretizzatasi lo scorso mercoledì.

Al vaglio oggi c’era invece il rinvio della data d’uscita del Regno Unito dall’Ue. La scadenza 29 marzo – data da sempre indicata come quella per il “leave” ufficiale – è quindi impossibile da rispettare.

Scenario preventivato oggi anche dal capo negoziatore, Michael Barnier, che ha caldamente invitato a prepararsi a una Brexit senza accordo, il cosiddetto scenario del no deal:

“Voglio dire che la situazione è grave e che bisogna prepararsi allo scenario di un no deal. Siamo pronti, ma raccomando di non sottostimare le conseguenze”.

La distinzione che entrava in scena era quindi solo quella tra rinvio breve e rinvio lungo.
Theresa May preme decisamente per il cosiddetto “short delay”.

Eppure, c’è da considerare che l’ultima parola spetta all’Ue, chiamata a decidere se concedere o meno al Regno Unito l’estensione dell’Articolo 50.

Secondo Donald Tusk, Presidente del Consiglio Europeo, è opportuno concedere un lungo slittamento rispetto alla data del 29 marzo, così da garantire all’UK un “ripensamento della sua strategia sulla Brexit”.

Westminster ha inoltre respinto l’ipotesi secondo referendum sulla Brexit, con 334 voti a 85; un duro colpo per i sostenitori del cosiddetto «People’s Vote»

Con l’emendamento si prevedeva un’uscita dall’Ue posticipata per tutto il tempo necessario a organizzare ed effettuare un voto publbico sulle nuove condizioni da stabilire in merito al leave.

A fare da cornice al tutto anche il nuovo attacco da parte di Donald Trump ai danni di Theresa May, rea di non aver seguito i consigli del tycoon USA e di aver gestito in malomodo le politiche e le negoziazioni relative all’uscita.

Trump ha anche ribadito che gli Stati Uniti intendono restare spettatori esterni e del tutto passivi rispetto ai negoziati sul ’leave’, specificando però che – in ogni caso e malgrado tutti gli errori fatti – i negoziati devono essere portati avanti.

Cripto: ma se avessi investito nelle migliori 5?…

Il generale ribasso del comparto criptovalute ha distolto l’attenzione dagli enormi guadagni garantiti dal settore; eppure, se avessimo investito 100 dollari agli esordi delle 5 principali valute virtuali ci saremmo arricchiti.

Durante i fasti del dicembre 2017, un investimento di poco più di 100 dollarisul Bitcoin fatto nel 2010 ci avrebbe assicurato un tesoretto pari a 580 milioni di dollari, rendondoci ricchi più o meno come Madonna.

A maggio del 2010 un Bitcoin valeva infatti 0,003 dollari, mentre ai suoi massimi – raggiunti proprio in quei frangenti – era pari a 20.000 dollari.

Guadagni enormi e in grado di portare attenzione sull’intero comparto, cresciuto non riuscendo mai a toccare il valore di quella che resta la maggiore criptovaluta per capitalizzazione di mercato, ma di certo in grado di compiere una scalata notevole.

Scalata attenuata e in parte oscurata dai recenti ribassi, del Bitcoin e di rimando dell’intero settore criptovalute. Eppure, i guadagni garantiti a un investitore particolarmente fiducioso, della prima ora per così dire, restano ancora enormi.

Certo, tutte le criptovalute hanno in comune un punto poco vantaggioso: non c’è modo di prevedere come andranno nel tempo. Si tratta infatti di un comparto che non funziona allo stesso modo in cui opera l’industria finanziaria, caratterizzato da volatilità costante e mancanza totale di una cornice economica di riferimento.

Ma le 10 criptovalute più redditizie del mercato, al momento, segnano ancora cifre importanti per gli ivestitori di fiducia secondo le informazioni raccolte da DataLight.

Ecco allora, nel dettaglio, quanto avremmo guadagnato se avessimo investito nelle 5 maggiori valute virtuali.

Criptovalute: se avessi investito nelle 5 maggiori?

Non dovrebbe sorprendere che il Bitcoin sia in cima alla lista dei guadagni garantiti a tutti gli investitori della prima ora. Partito da 30 centesimi in fase di lancio, è arrivato fino ai massimi di dicembre 2017, quando ha sfiorato quota 20.000 dollari.

Tra pochi alti e molti bassi è giunto fino agli attuali 4.000 dollari circa, prezzo che comunque nessun’altra criptovaluta può vantare. Un investitore che avesse avuto la fortuna e l’audacia di essere tra i primi a fidarsi della valuta virtuale ora più nota, avrebbe visto un aumento di oltre 1.300.000% del proprio rendimento.

Segue Ethereum, con un aumento di oltre il 68.000% da quando la sua quotazione, in fase di ingresso sul mercato, segnava 2 centesimi. Ora il prezzo è di 136,61 dollari.

Dash occupa la terza posizione in questa speciale classifica, con un aumento del 39,509% nel tempo, a partire dal suo approdo sul mercato.

Nelle restanti posizioni per quanto riguarda le criptovalute più redditizie, con un investimento di 100 dollari si sarebbero guadagnate le seguenti cifre:

– Binance Coin: 13,218 dollari 
– Ripple: 6,254 dollari 
– Stellar Lumens: 3,377dollari 
– Monero: 2,045 dollari 
– Litecoin: 1320 dollari 
– Tron: 1,140 dollari 
– EOS: 357 dollari

Oltre alle criptovalute più redditizie, però, ci sono anche quelle che hanno fatto registrare risultati decisamente peggiori, provocando perdite importanti. In questo momento secondo DataLight le perdite maggiori sono state registrate da Zcash (ZEC), Bitcoin Gold (BTG) e Bitcoin Cash (BCH).

La vetta della graduatoria negativa spetta a ZEC: originariamente scambiato a $ 4.293 nel 2016, segna ora 50 dollari, per una perdita di valore pari quasi al 99%.

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