Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Rumors del 25 giugno e news

Rumors del 25 giugno e news

BIM

‘offerta pubblica di acquisto (Opa) obbligatoria totalitaria lanciata da Attestor Capital su Banca Intermobiliare (Bim), tramite Trinity Investments, e’ terminata lo scorso venerdi’ ra con adesioni pari al 6,73662% delle azioni oggetto dell’offerta.
Nel dettaglio, dal 28 maggio, giorno di avvio dell’operazione, sono state portate in adesione all’offerta 2.839.419 azioni ordinarie, corrispondenti all’1,81770% del capitale sociale di Bim.
Sulla base di questi risultati, e tenuto conto delle 107.483.080 azioni ordinarie della private bank rappresentative della quota di maggioranza di Trinity (68,8%), quest’ultima verra’ a detenere 110.322.499 azioni ordinarie complessive di Bim, corrispondenti al 70,6247% del capitale sociale.
L’esito dell’offerta comporta il mancato raggiungimento da parte di Trinity di una partecipazione superiore al 90% del capitale di Bim. Per cui, al momento, non si sono verificati i presupposti richiesti dell’obbligo di acquisto ne’ del diritto di acquisto. Per effetto delle adesioni all’offerta, inoltre, non sussistono neanche le condizioni richieste ai fini della riapertura dei termini.
Il prossimo 29 giugno, quinto giorno di Borsa successivo alla chiusura del periodo di adesione, Trinity paghera’ a ciascun aderente all’offerta un corrispettivo base in denaro pari a 0,22411 euro per azione, per un ammontare complessivo pari a 636.342,192 euro.
Ad integrazione di suddetto corrispettivo, Trinity potrebbe dover eventualmente pagare agli aderenti un’ulteriore componente di prezzo differita, che potra’ essere pari a massimi 0,66833 euro per azione.

PRYSMIAN

Prysmian PRY.MI Venerdì scorso, a mercato chiuso, la società dei cavi ha annunciato che stima un costo aggiuntivo di circa 50 milioni per le problematiche emerse al cavo sottomarino Westernlink che collega Scozia e Galles oggetto di un contratto di fornitura a favore di Nget/Spt Upgrades Limited.

Alla luce dei nuovi oneri, Prysmian rivede al ribasso le stime diffuse due giorni prim sull’Ebitda rettificato 2018 del gruppo in un range, a livello combined con General Cable, tra 860-920 milioni. Le precedenti stime erano tra 910 e 970 milioni.

Prysmian rivede l’Ebitda Rettificato Combined – Prysmian/GCC 2018 che include ora General Cable Corporation e le societa’ a sua volta controllate da quest’ultima. Il dato si attesta ora in un range compreso tra 860 milioni di euro e 920 milioni a causa delle problematiche emerse in relazione alla funzionalita’ del cavo di collegamento sottomarino tra Scozia e Galles denominato WesternLink per cui stima costi aggiuntivi pari a 50 mln. Il Cda di Prysmian, si legge in una nota, si e’ infatti riunito in via d’urgenza per esaminare le implicazioni di talune problematiche emerse nelle ultime ore in relazione alla funzionalita’ del cavo oggetto di un contratto di fornitura a favore di NGET/SPT Upgrades Limited. La societa’ ha avuto notizia della circostanza che, durante le verifiche di collaudo del Cavo WesternLink che sono attualmente in corso, si e’ ripetuta la problematica tecnica che aveva reso necessari taluni recenti interventi di riparazione, a fronte dei quali Prysmian – in sede di approvazione dei risultati del primo trimestre 2018 – aveva deliberato un accantonamento di 20 milioni. Alla luce delle verifiche effettuate e delle indicazioni ricevute dai responsabili tecnici del progetto, si puo’ concludere con ragionevole certezza che l’area in cui si e’ manifestata nuovamente la problematica tecnica sia circoscritta a quella interessata dalla riparazione precedente.

INTESA

Proseguono le trattative per l’alleanza strategica tra Intesa Sanpaolo e BlackRock nel settore dell’asset management. Il nodo strategico su cui i due futuri partner stanno focalizzando le trattative e’ la quota di capitale della societa’ di gestione tricolore destinata a essere rilevata dal gestore Usa. Il colosso americano punterebbe alla fascia piu’ alta della forchetta, cioe’ il 30%, mentre Intesa Sanpaolo sarebbe piu’ propensa a limitare l’accordo a una percentuale inferiore attorno al 10-20% del capitale.
L’istituto guidato da Carlo Messina ha dichiarato di essere disposta a mettere sul mercato una quota di minoranza di Eurizon, compresa tra il 10% e il 30% del capitale. L’obiettivo del gruppo tricolore e’ acquisire know how sui mercati internazionali e al contempo porre le basi di una piattaforma di gestione che potrebbe attrarre altri operatori.
Proprio per questo l’istituto italiano non vorrebbe mettere subito sul piatto la propria quota di capitale che potrebbe essere invece utilizzata per permettere l’ingresso nell’alleanza di altri operatori.
A piazza Affari attorno alle ore 9:00 le azioni di Banca Intesa Sanpaolo cedono l’1% a 2,56 euro, in linea con il settore (-0,97%).

IGEA

Si quota a settembre sul listino principale di Zurigo Igea Pharma. Sede ad Amsterdam, con laboratori di ricerca a Firenze e uffici a Miami, e’ presieduta da Vincenzo Moccia e guidata dal ceo Diego Mortillaro, si legge su Milano Finanza. Nata nel 2012, ha sviluppato un test brevettato per prevedere attraverso l’analisi del sangue la possibile insorgenza di Alzheimer e diabete di tipo II. Idea Pharma va a misurare nel sangue il Free Copper II, uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di queste due patologie. Il modello di business di Igea e’ suddiviso in tre aree: kit per i test del sangue, analisi dei dati dopo aver effettuato i test e infine gli integratori. Il mercato di riferimento iniziale sono gli Stati Uniti, con un focus su Florida e California perche’ l’Alzheimer figura fra le cause piu’ rilevanti di morte negli Usa, con 5,6 milioni di persone di oltre 65 anni che soffrono della malattia. A curare la quotazione sono Ambromobiliare come advisor finanziario, Kepler Cheuvreux in qualita’ di market maker, PWC quale advisor strategico e studio Grimaldi come advisor legale. Il broker e’ Kempten & Co. L’operazione prevede un’ipo in aumento di capitale e una raccolta in equity di 15 milioni di euro. Il titolo sara’ Pir compliant e quindi potra’ essere inserito nel portafoglio dei fondi comuni che investono in quest’ottica.

FED

Tutte e 35 le maggiori banche esaminate dalla Fed superano gli stress test: hanno sufficiente capitale e sono abbastanza forti da continuare erogare credito, anche se l’economia dovesse scivolare in una severa recessione. Lo afferma la Fed.

CREDEM

L’agenzia americana Moody’s ha assegnato a Credem i Counterparty Risk rating a lungo e breve termine pari a rispettivamente a ‘Baa1’ e a ‘P-2’. Tali giudizi non prevedono outlook.
Il Counterparty Risk racing riflette il giudizio dell’agenzia sulla capacita’ delle banche di ripagare la parte non garantita delle passivita’ finanziarie non obbligazionarie.

CERVED

Cerved, primario operatore in Italia nell’analisi del rischio di credito e nel credit management, potrebbe muoversi in Borsa.
La società ha reso noto il piano industriale al 2020, che prevede una incremento medio annuo dell’Ebita Adjusted dal 3 al 5% e una crescita per acquisizioni del 2 -3,5%.
In tutto, Cerved punta ad una crescita totale del 5 – 8%. Per quanto riguarda l’indebitamento finanziario netto, si mira ad un importo pari a tre volte l’Ebitda rettificato di fine anno.
In merito ai dividendi, l’obiettivo è quello di distribuire fino al 50% dell’utile netto rettificato.
È previsto anche un dividendo speciale, nell’ipotesi di rapporto debito/Ebitda pari a 3 volte.

ENEL
Enel, tramite Enel X International, interamente controllata da Enel X, la societa’ per soluzioni energetiche avanzate del Gruppo Enel, ha firmato un accordo con una holding controllata da Sixth Cinven Fund, fondo gestito dalla societa’ di private equity internazionale Cinven, per l’acquisto, a fronte di un investimento di 150 mln di euro, di circa il 21% del capitale di una societa’ veicolo (NewCo), nella quale confluira’ il 100% di Ufinet International, operatore wholesale di reti in fibra ottica leader in America Latina. Sixth Cinven Fund, a sua volta, deterra’ circa il 79% del capitale della NewCo. Il closing dell’operazione, che il Gruppo Enel finanziera’ tramite risorse proprie, e’ previsto nel mese di luglio 2018. In base all’accordo, informa una nota, Enel X International avra’ un’opzione call per acquisire la partecipazione di Sixth Cinven Fund, che potra’ esercitare tra il 31 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021, a fronte di un investimento aggiuntivo compreso fra 1,32 mld e 2,1 mld e definito sulla base di determinati indicatori di performance. Enel X International e Sixth Cinven Fund avranno il controllo congiunto di Ufinet International, ciascuno esercitando il 50% dei diritti di voto nell’Assemblea degli azionisti della NewCo. Nel caso in cui Enel X International non eserciti l’opzione call entro il 31 dicembre 2021, verra’ meno il suo controllo congiunto sulla NewCo. In tale ipotesi, Sixth Cinven Fund potra’ vendere la sua partecipazione con diritto di drag along su quella di Enel X International, mentre quest’ultima avra’ un diritto di tag along nel caso in cui Sixth Cinven Fund riduca la propria partecipazione al di sotto del 50% del capitale della NewCo. “La positiva evoluzione della nostra attivita’ in America Latina continua con l’acquisizione di Ufinet International”, ha dichiarato Francesco Starace, a.d. e d.g. di Enel, “dopo aver completato con successo la riorganizzazione delle nostre attivita’ in Cile all’inizio di quest’anno e la recente acquisizione di Eletropaulo, questo accordo rafforza ulteriormente la nostra posizione di leader nella gestione di infrastrutture nella regione. Enel X beneficera’ dell’esperienza acquisita in Italia attraverso la joint venture Open Fiber nello sviluppo di servizi wholesale ultra-broadband, in sinergia con le reti di distribuzione che operiamo nelle piu’ grandi metropoli dell’America Latina, dove si sta registrando una rapida crescita della domanda di connettivita’”. Ufinet International, per la dimensione delle sue attivita’, per il modello di business sviluppato e per il footprint geografico, rappresenta per il Gruppo Enel una significativa opportunita’ per accelerare lo sviluppo nel settore della banda ultra larga in America Latina che, in linea con il Piano Strategico 2018-2020 del Gruppo, e’ parte degli obiettivi di business di Enel X. Con questa operazione, il Gruppo potra’ conseguire un posizionamento immediato nel mercato latinoamericano dei servizi a valore aggiunto, accelerandone lo sviluppo tramite competenze e tecnologie gia’ consolidate da Ufinet International e accedendo ad un vasto portafoglio di clienti in un area geografica caratterizzata da elevati tassi di crescita e di urbanizzazione. Ufinet International opera in 14 paesi dell’America Latina, dove gestisce oltre 49.000 chilometri di fibra di cui circa 17.000 in aree metropolitane, contando su contratti a lungo termine per circa 700 milioni di euro con grandi clienti industriali, tra cui importanti gruppi telefonici multinazionali. Nel 2017 Ufinet International ha generato ricavi per circa 159 milioni di euro. La societa’ impiega in totale circa 1.000 persone. Ufinet International realizza infrastrutture per le telecomunicazioni ed ha un modello di business che limita il rischio degli investimenti. Oltre ai servizi in fibra, Ufinet International fornisce servizi Ict a valore aggiunto, ad esempio servizi cloud, attraverso la sua controllata.
MOLMED
MolMed ha esteso a due ulteriori indicazioni terapeutiche la collaborazione con Orchard Therapeutics avviata lo scorso mese di aprile. Grazie a cio’ quest’ultima affidera’ alla societa’ milanese alcune attivita’ legate alla produzione di terapie geniche autologhe ex vivo per due ulteriori indicazioni: la mucopolisaccaridosi di tipo IIIA e la mucopolisaccaridosi di tipo IIIB. I termini e le condizioni dell’estensione rimangono invariati e fanno riferimento al contratto con cui Orchard e’ subentrata a GlaxoSmithKline. Riccardo Palmisano, Ad di MolMed, ha cosi’ commentato: “Siamo molto orgogliosi di essere stati scelti da Orchard ancora una volta per sviluppare nuovi progetti per la loro pipeline. Questi nuovi programmi infatti, non solo rafforzano il nostro business di produzione GMP conto terzi con nuove indicazioni, ma rappresentano un ulteriore riconoscimento della capacita’ di MolMed nel campo delle malattie geniche rare e della sua leadership nel settore della produzione genica e cellulare GMP”.

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