Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Rumors e news del 13 maggio

DIVIDENDI

Nessuna blue chip dell’indice FtseMib. Il giorno clou sarà lunedì 20 maggio quando staccheranno la cedola oltre 60 società quotate.

Complessivamente Piazza Affari staccherà nel corso del 2019 un dividend yield cumulato di poco superiore al 4% rispetto alle quotazioni di oggi.

13 maggio

ALERION  0,034 euro
BANCA FINNAT  0,01 euro
COVER 50  0,50 euro
COVIVIO (4,60 euro
ESPRINET 0,135 euro
FALCK RENEWABLES  0,063 euro
FINLOGIC  0,1437 euro
GEFRAN (0,32 euro
GIMA TT 0,42 euro
GPI  0,33 euro
IGD  0,50 euro
LUCISANO MEDIA GROUP  0,05 euro
RENO DE MEDICI  ordinarie 0,007 euro
ROSETTI MARINO  0,70 euro
SG COMPANY  0,06 euro
SIT  0,28 euro
SOMEC  0,50 euro
ZIGNAGO VETRO 0,36 euro

UNICREDIT

L’AD Jean Pierre Mustier ha ribadito in un’intervista al Corriere di sabato che fusioni cross-border in Europa restano molto difficili da perseguire e che la banca è concentrata sulla crescita organica in risposta a domande su Commerzbank  e Carige.Fineco, a partire dallo scorso venerdi’, non e’ piu’ parte del perimetro del gruppo UniCredit. 
Il tutto dopo che UniCredit ha concluso il regolamento dell’ offerta connessa alla cessione di circa 103,5 milioni di azioni ordinarie detenute in Fineco, corrispondenti al circa 17% del capitale, annunciata lo scorso 8 maggio. 
UniCredit viene cosi’ a detenere una quota di minoranza nel capitale di Fineco (pari a circa. il 18% del capitale), e avendo rinunciato all’esercizio dei diritti amministrativi, ha comunicato l’uscita di Fineco dal perimetro di gruppo.


BANCO BPM

Punta sul credito alle imprese e commissioni da bancassurance, oltre che da credito al consumo e risparmio gestito, per spingere i ricavi nel resto dell’anno, con un costo del rischio di 65-70 punti base a fine 2019. Lo scrive Il Sole 24 Ore nella Lettera al risparmiatore domenicale

FINECOBANK 

A partire da venerdì non è più parte del gruppo UniCredit. L’AD Alessandro Foti ribadisce in un’intervista al Corriere della Sera di domenica che il gruppo rimarrà focalizzato sulla crescita organica.

CARIGE

-La doccia gelata di mercoledi” 8 ha spiazzato non solo i vertici di Carige ma l”intero sistema bancario italiano. Il dietrofront di BlackRock ha imposto uno stop al salvataggio della cassa genovese, che ora viene bruscamente riportata al punto di partenza. La battuta d”arresto, si legge su Milano Finanza, arriva a pochi giorni dalla scadenza della proroga concessa dalla Bce e in un periodo molto delicato per il sistema finanziario italiano. Dall”inizio dell”anno lo spread si e” stabilizzato intorno a 270 punti, quota al di sotto dei massimi di novembre ma ancora lontana dai livelli di inizio 2018. Un”incertezza che si riflette nel costo del debito della Corporate Italia, a partire proprio dai servizi finanziari: dal maggio scorso il rendimento dei bond bancari e” salito in media fino a 200 punti, rendendo particolarmente onerosa la raccolta. Il timore e” che le elezioni europee del 26 maggio e l”incertezza politica che potrebbe seguirne generino ulteriore instabilita” sul mercato. In questo contesto la recrudescenza della crisi Carige rischia di destabilizzare l”intero sistema bancario, gettando benzina sul fuoco della speculazione. Ecco perche” il no di Larry Fink e” stato accolto con preoccupazione dai vertici dei principali istituti di credito, che come extrema ratio potrebbero accettare un nuovo intervento di sistema per allontanare lo spettro della risoluzione. Al momento comunque i commissari Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener (assistiti dai banker di Ubs coordinati da Christian Montaudo e dai consulenti di Boston Consulting Group) stanno tentando di trovare un investitore privato che rimpiazzi BlackRock nel salvataggio. L”idea e” coinvolgere alcuni dei private equity che avrebbero dovuto affiancare il gestore Usa. Un progetto praticabile ma scivoloso: se la Bce ha dato segnali di apertura rispetto alla concessione di una proroga, il sentiero per trovare un accordo e” molto stretto sia per la complessita” finanziaria del deal sia per le forti pressioni istituzionali. Ecco perche” in ambienti finanziari si fa strada l”ipotesi di una soluzione che coinvolga il sistema bancario nella sua interezza o un singolo istituto nel ruolo di cavaliere bianco. Anche se la banca rassicura sulla tenuta della liquidita”, il clima e” di emergenza. Un”emergenza certamente non inedita per Carige . Quella dell”istituto genovese e” infatti una crisi lunghissima nel panorama dei dissesti bancari italiani. Sono passati sei anni dall”uscita di scena di Giovanni Berneschi, il controverso padre-padrone che Banca d”Italia costrinse alle dimissioni nell”autunno 2013 dopo alcune dure ispezioni. Da allora l”istituto ha spolpato gli azionisti con 2,21 miliardi di aumenti di capitale (800 milioni nel 2014, 850 nel 2015 e 560 nel 2017) a fronte di 3,18 miliardi di perdite, determinate in larghissima parte dai 3,15 miliardi di rettifiche su crediti. Anni di deleveraging hanno assottigliato in maniera consistente l”attivo che e” passato dai 38 miliardi del 2011 ai 24 miliardi del settembre scorso. La ristrutturazione non poteva avvenire in un contesto macroeconomico peggiore: con i tassi in caduta verso lo zero, i ricavi hanno costantemente perso quota. 

LEONARDO 

Mercoledì depositerà una manifestazione di interesse per Piaggio Aero insieme a numerosi altri soggetti, inclusi gruppi americani e cinesi, scriveva Repubblica domenica citando fonti vicine alla gestione commissariale.

SALINI IMPREGILO 

Salini Impregilo si e’ aggiudicata un nuovo contratto da 530 milioni in Turchia per la costruzione di una tratta del nuovo “Orient Express”, linea ferroviaria ad alta velocita’ di 153 km che colleghera’ Istanbul alla frontiera con la Bulgaria. 
Il costruttore italiano si e’ aggiudicato la commessa in qualita’ di leader, con una partecipazione del 50,01 per cento alla joint venture con l’impresa turca Kolin İnşaat Turizm Sanayi ve Ticaret AŞ. 
Il progetto prevede il collegamento tra le stazioni di Halkali e Kapikule con una linea a doppio binario dalla velocita’ massima di 200 km/h, incluse le opere civili accessorie oltre all’armamento, l’elettrificazione e il segnalamento. 
L’iniziativa ha una durata di 4 anni ed e’ stata finanziata dall’Unione Europea attraverso la BEI, in quanto parte del Trans‐European Transport Network.

PIERREL

Il 2018 e’ stato particolarmente positivo per Pierrel, che ha ritrovato il percorso della crescita con un deciso incremento dei ricavi e dei margini operativi, nonche’ un ritorno all’ utile d’ esercizio. Una dinamica accompagnata da un rilevante aumento del patrimonio, frutto dell’ aumento di capitale completato con successo lo scorso mese di novembre. Un trend che secondo il management si rafforzera’ nel triennio 2019-2021. Dati apprezzati dagli operatori, che da inizio anno hanno impresso al titolo uno scatto di oltre il 18 per cento. 
Indice:Conto EconomicoBreakdown Ricavi Stato PatrimonialeI conti del primo trimestre 2019RatioIl Piano Industriale 2019 – 2021Punti Di ForzaPunti Di DebolezzaOpportunita’MinacceBorsa 
Il gruppo campano e’ uno dei fornitori globali dell’industria farmaceutica ed ha realizzato nel 2018 un turnaround di successo ritornando all’ equilibrio patrimoniale ed all’ utile. Un trend che dovrebbe proseguire in questo 2019 con ricavi in crescita a due cifre a 22,4 milioni ed un Ebitda atteso a 3,7 milioni, entrambi in linea con la guidance comunicata al mercato lo scorso 21 febbraio. 
Dati che si innestano sui progressi del 2018, quando Pierrel ha messo in luce ricavi in progresso del  17,7% a 20,4 milioni, con Ebitda balzato del 58,1% a 3,3 milioni ed Ebit piu’ che raddoppiato a 2,3 milioni, mentre il conto economico si chiude con il ritorno all’ utile. 
Risultati soddisfacenti, come dichiarato da Fulvio Citaredo, Ceo di Pierrel, in quanto ‘ innanzitutto confermano la capacita’ dell’ azienda di perseguire il proprio progetto strategico dopo aver archiviato un passato che rappresentava un fardello estremamente oneroso sotto tutti i punti di vista’ . 
Una capacita’ dimostrata, tra l’ altro dal raggiungimento, con il prodotto Orabloc, di una posizione di assoluta rilevanza nel mercato statunitense degli anestetici dentali a base di articaina con una quota di circa il 21 per cento. 
Il tutto potendo contare inoltre su una rafforzata situazione patrimoniale a seguito dell’ aumento di capitale completato con successo lo scorso mese di novembre. 
Risultati e strategie, quelle di Pierrel, apprezzate dalla Borsa, con gli acquisti che hanno impresso alle azioni del gruppo campano una performance positiva da inizio anno superiore al 18 per cento. 
Conto Economico 
I conti del 2018 evidenziano un giro d’ affari di 20,4 milioni, in progresso del 17,7% su base annua. 
Una dinamica che ha beneficiato dell’ incremento delle vendite di Orabloc, aumentate negli Usa di circa 17 per cento, consentendo a tale prodotto di raggiungere una quota di circa il 21% del mercato degli anestetici dentali a base di articaina nel Paese nord americano. 
La dinamica positiva dei ricavi si e’ amplificata a livello di margini operativi, con l’ Ebitda cresciuto del 58,1% a 3,3 milioni e di circa l’ 83% rispetto agli 1,8 milioni precedentemente stimati dalla societa’, e l’ Ebit piu’ che raddoppiato a 2,3 milioni. 
Il periodo si e’ chiuso con un utile netto di 0,8 milioni, a fronte di una perdita netta di 2,5 milioni del 2017, che aveva scontato oneri non ricorrenti per circa 3 milioni, correlati alla valutazione al fair value della partecipazione in Relief Therapeutics Holding AG. 

FS

-Un valore complessivo di quasi 2 miliardi di euro di aree da valorizzare. A tanto ammontano le aree non funzionali, molte delle quali in capo a Rfi, che Ferrovie dello Stato Italiane inserisce nei progetti di riqualificazione urbana. “Riteniamo che nell”arco del piano industriale 2019-2023 riusciremo a portare a termine l”operazione sugli ex scali ferroviari di Milano”, spiega l”amministratore delegato Gianfranco Battisti. Si tratta di un progetto di valorizzazione che nei sette ex scali ferroviari del capoluogo lombardo conta 1 milione di metri quadri di cui 675 mila destinati ad aree verdi e spazi pubblici. Le iniziative di riqualificazione rientrano nel piano industriale da 58 miliardi di euro presentato venerdi” 10 maggio. Con punte fino a 13 miliardi l”anno fino al 2023, 42 miliardi dei quali destinati alle infrastrutture ferroviarie e stradali, suddivisi in 28 miliardi per Rfi e 14 per Anas. Altri 12 miliardi andranno in nuovi treni e bus (questi ultimi saranno 1.421, un terzo dei quali a emissioni zero), oltre 6 miliardi saranno destinati trasversalmente alle tecnologie e alla digitalizzazione. Ci sara” quindi un accelerazione su 1.600 cantieri (ferroviari e stradali) in tutta la penisola e gli investimenti del trasporto merci beneficeranno, primi in Europa, dell”emissione di green bond. In cantiere anche un Fondo di venture capital per sostenere la mobility tech. In cinque anni Fs intende quindi arrivare a ricavi per 16,9 miliardi di euro (sono stati 12,1 miliardi nel 2018) e 200 milioni di utili in piu” rispetto ai 600 milioni dello scorso anno. Dal piano manca pero” il dossier piu” caldo ora sul tavolo del cda: la partita per il salvataggio di Alitalia. Anche se Battisti ammette che qualora si dovesse trovare la quadra, Fs e” pronta a integrare il piano, che sara” riadattato, senza stravolgerlo, con l”integrazione “che gia” abbiamo in testa” sia sul piano finanziario sia dell”operativita” tra cielo, ferrovie e strade. Comunque: “Aspettiamo il 15 giugno, stiamo andando avanti con delle trattative, gli operatori con i quali stiamo parlando sono tanti e l”equity e” ancora da costruire”. Domanda. Si e” parlato di un capitale che puo” fluttuare tra 800 milioni e 1 miliardo, o comunque tale da far si” che Fs non vada sopra il 30-35%. Almeno su questo ci sono stati passi avanti? Risposta. C”e” un gruppo di lavoro sul dossier, ma vista la natura dell”operazione riteniamo debba esserci un alto livello di confidenzialita”. D. Nel piano compare pero” Anas. Il governo ha definitivamente accantonato la decisione di rivedere l”incorporazione? R. A oggi Anas e” a tutti gli effetti un”azienda del gruppo e noi operiamo secondo questa logica. Pertanto utilizza tutte le leve e gli strumenti coerenti con le altre azienda del gruppo. D. Il cda ha recentemente approvato un piano di emissioni bond da oltre 1,7 miliardi di euro (gia” interamente sottoscritti) destinati a finanziare parte degli investimenti. Il progetto della quotazione e” tramontato o puo” tornare in campo, considerati gli obiettivi di dismissioni fissati dal governo? R. In questo piano non e” citata la parola privatizzazione perche” a differenza dei precedenti non e” prevista. Lavoro nel gruppo da molti anni e in questo periodo, nei piani precedenti, si e” sempre parlato della possibilita” di privatizzazione dell”Alta Velocita”. Tale ipotesi non e” pero” mai stata realizzata. Oggi non rientra nei nostri programmi, che al contrario sono focalizzati sul trasporto pendolare, uno dei punti da migliorare del nostro sistema. L”86% dei nostri clienti viaggia su treni pendolari e noi abbiamo il dovere di recuperare il gap qualitativo. D. L”Istat, in accordo con Eurostat, ha proposto l”inclusione di Rfi nel perimetro della Pa. Quali sono le ragioni di tale cambiamento e come puo” influire sull”attivita”? R. L”operazione e” stata comunicata soltanto di recente, pertanto abbiamo chiesto degli incontri sia con Istat sia con il ministero dell”Economia, in quanto azionista di riferimento della capogruppo, per capire in che modo la rimodulazione del perimetro possa o meno avere ricadute sulla dinamica di gruppo. D. Rfi ha anche un fronte aperto con Ntv. L”Autorita” per i trasporti ha avviato l”iter che permettera” a dieci nuovi treni Italo di iniziare a viaggiare con l”orario invernale. Nelle vostre considerazioni paventavate ricadute negative sui ricavi da una revisione complessiva degli orari. Vi state gia” premunendo contro questa eventualita”? R. Ntv e” trattata alla stessa stregua di Trenitalia. Nel caso di una ridistribuzione delle tracce su perimetri differenti e di orario valgono le stesse regole per entrambe. Il mercato deve essere equo, non ci sara” alcuna discriminazione. Rfi nella totale autonomia decidera” in che maniera utilizzare il criterio dell”equita” per entrambe le compagnie. D. Il cargo e la logistica sono uno dei punti dolenti del bilancio, che vi pongono indietro rispetto alle concorrenti europee. Cosa prevede il piano per invertire la rotta? R. Le merci sono una delle priorita”, subito dopo i pendolari. Si tratta di un settore fondamentale per la crescita del Paese e del nostro gruppo. Siamo ancora troppo piccoli in una dimensione competitiva europea, ma abbiamo l”ambizione di crescere. Nell”arco del piano investiremo 1 miliardo di euro per 100 nuovi locomotori e 714 nuovi carri. Riteniamo pero” che sia soltanto una parte dell”investimento che portiamo avanti. Stiamo investendo molto in logistica e nuove tecnologie, come droni e robot, sfruttando al meglio tutte le possibilita” offerte dal digitale. 

UNIPOLSAI 

– Ha in programma un’acquisizione nel noleggio di auto a lungo termine e, in generale, guarda a operazioni per potenziare i servizi per i clienti RC auto, spiega l’AD Carlo Cimbri in un’intervista a Milano Finanza sabato, citando per esempio l’intermediazione delle auto usate o piattaforme aziendali di flexible benefit. 

ENI

Il governo nigeriano ha accusato l’ex-president Goodluck Jonathan e l’allora ministro del petrolio di tangenti in relazione all’acquisizione da parte di Eni e Shell dei diritti per il giacimento offshore OPL 245, mostrano dei documenti depositati presso una corte londinese.

INTESA SANPAOLO 

– Banca IMI Securities Corp e’ stata condannata a pagare una multa di circa $2 milioni negli Stati Uniti in relazione a un’inchiesta dell’antitrust.

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