Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Rumors e News del 14 Ottobre

ATLANTIA 
Il board di Atlantia ha esaminato il dossier Alitalia e ha deciso di convocare una nuova riunione sul tema il 15 ottobre, quando scade il termine per la presentazione di una binding offer per la compagnia aerea. Due fonti hanno detto che Atlantia proseguirà i colloqui con Ferrovie e gli altri investitori nei prossimi giorni per cercare di arrivare a un’intesa almeno preliminare su Alitalia entro martedì. 
Lufthansa sara’ a Roma lunedi per incontrare l’ad di Ferrovie dello Stato e il vertice di Atlantia per la vicenda Alitalia, La Stampa said on Sunday

UNICREDIT

Unicredit intende applicare tassi negativi solamente alle giacenze d”importo superiore al milione di euro depositate dai clienti sui rispettivi conti correnti. quanto ha precisato un portavoce dell”istituto, in seguito al clamore sollevato da un”intervista con cui pochi giorni fa l”a.d. Jean Pierre Mustier aveva parlato di una misura di questo genere allo studio, con l”obiettivo di compensare – o per lo meno mitigare – l”effetto delle politiche della Bce che gravano sui bilanci degli istituti vigilati. In quell”occasione, il banchiere francese aveva spiegato che a partire dal prossimo anno i tassi negativi verranno trasferiti ai clienti titolari di “depositi ben al di sopra di 100mila euro”, senza fornire dettagli piu” precisi sull”asticella oltre la quale la banca intende tutelarsi. Un fulmine a ciel sereno che aveva immediatamente sollevato critiche da parte dei sindacati, delle associazioni a difesa dei consumatori e soprattutto della clientela retail della banca che non ha celato il proprio malcontento sui social network per la doccia fredda in arrivo. La precisazione dell”istituto sembra pero” mettere al riparo la clientela affluent, restringendo il perimetro d”applicazione soltanto ai cosiddetti paperoni. Ai clienti con oltre un milione di euro depositati sui conti – che rappresentano “meno dello 0,1% della nostra base clienti”, ha puntualizzato ancora il portavoce – Unicredit intende peraltro offrire forme alternative d”investimento a rischio contenuto – in particolare fondi monetari – che grazie a obiettivi di rendimento positivi e senza alcuna commissione applicata consentirebbero di non aggirare l”ostacolo e non vedersi dunque applicato tassi negativi. Con i correntisti che decideranno invece di lasciare sul conto giacenze superiori a tale importo, senza dunque sottoscrivere quanto la banca propone, per quanto riguarda la parte eccedente il milione di euro verranno discusse apposite misure ad hoc. Queste ultime, viene spiegato, dovranno gioco forza tenere conto dei cambiamenti straordinari occorsi nel contesto macroeconomico degli ultimi mesi.


AS ROMA

As Roma e Linkem hanno rinnovato il progetto di partnership che si arricchisce di una nuova qualifica. Da quest”anno Linkem e” infatti Connecting Partner della squadra giallorossa. Inoltre, spiega una nota, per la stagione 2019/2020 Linkem diventa il nuovo Sleeve Partner della squadra femminile giallorossa e il suo logo sara” quindi presente sulla manica della maglia da gioco. Tale collaborazione arriva in un momento di grande attenzione per il calcio femminile dopo il Campionato mondiale tenutosi in Francia la scorsa estate.

CNH INDUSTRIAL 

 Nel piano industriale al 2024 di Iveco, controllata di CNH Industrial, prevede investimenti pari a 4,2 miliardi di dollari a livello globale. Lo riferisce una nota dei sindacati Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr.


MEDIOBANCA 
“Quanto sta succedendo in Mediobanca non mi meraviglia; al contrario, mi chiedo perche” non sia accaduto prima”. Ennio Doris non si scompone di fronte alle manovre di Leonardo Del Vecchio, che dopo essersi portato al 6,98% di Piazzetta Cuccia medita nuovi acquisti. Per il fondatore di Mediolanum (oggi socio al 3,3% di Mediobanca ) il percorso industriale della merchant, basato sulla diversificazione dei ricavi e sul rafforzamento di nuove aree di business, era destinato a stimolare l”appetito di nuovi investitori. Domanda. Doris, quindi l”arrivo di un nuovo azionista di rilievo non e” una sorpresa? Risposta. Quella di Mediobanca e” una storia che non poteva lasciare indifferenti gli investitori, italiani o internazionali che fossero. D. Lei quella storia la conosce bene, visto che frequenta Piazzetta Cuccia da oltre 20 anni. R. Ho incontrato per la prima volta Mediobanca nel 1996, quando abbiamo quotato Mediolanum nell”ambito di un”operazione che, oltre a Piazzetta Cuccia, coinvolgeva Banca di Roma e Sbc Warburg. In quell”occasione ho conosciuto Enrico Cuccia, Vincenzo Maranghi e manager come Gerardo Braggiotti a Matteo Arpe. Quella era ancora la Mediobanca punto di riferimento delle grandi imprese, che controllava e da cui era controllata, e stanza di compensazione dell”asfittico sistema finanziario italiano. D. Era un altro mondo, insomma? R. Cuccia era un sacerdote, cosi” come lo era il suo allievo prediletto Maranghi. Gli aneddoti sulla sua integrita” sono diventati proverbiali. D. stata proverbiale anche la sua diffidenza verso Silvio Berlusconi, come dimostra il rifiuto di portare Mediaset in borsa. Due mondi troppo lontani? R. Non personalizzerei troppo quelle vicende; tant”e” vero che Mediobanca non partecipo” alla quotazione di Mediaset ma, come ricordavo, prese parte a quella di Mediolanum , di cui Fininvest era azionista. Il fatto e” che in quegli anni Cuccia era culturalmente distante da molte novita”. Non capiva il valore economico dei diritti televisivi; vedeva le antenne e cercava le ciminiere. Se si avvicino” a Mediolanum fu anche perche” mi impegnai personalmente a spiegargli che cosa fossero i fondi comuni, che pure erano presenti sul mercato italiano da inizio anni 80. D. Forse faceva soltanto orecchie da mercante. In ogni caso, come accolse l”ingresso di Mediolanum in Mediobanca nel 2000? R. Molto positivamente; d”altra parte non sarebbe stato possibile entrare nella compagine azionaria senza il suo consenso. Mi aiutarono i buoni rapporti costruiti con lui e con Maranghi, ai quali ero riuscito a spiegare in maniera convincente la storia di Mediolanum e il valore industriale del nostro investimento. D. Nei suoi ultimi anni Cuccia stava ripensando gli assetti di controllo di Mediobanca . Mediolanum era un tassello di questo disegno? R. Senza dubbio. Cuccia pensava a nuovi equilibri per la banca. Equilibri che avrebbero dovuto coinvolgere soggetti dinamici e ben inseriti sul mercato, come Mediolanum . D. Progetti condivisi anche da Maranghi. Che ricordo ha di quel banchiere, allora non particolarmente amato dai grandi azionisti di Mediobanca ? R. I nostri rapporti erano ottimi. Maranghi era l”allievo di Cuccia e, come per il maestro, il suo obiettivo era difendere a ogni costo la realta” che guidava. D. Ma allora lo si accusava di aver dato eccessivo spazio ai soci francesi. R. Sin dalla fondazione Mediobanca e” stata una banca internazionale e i suoi storici legami con istituti esteri, come Lazard o Commerzbank , sono noti. Pertanto non ho visto nell”ingresso di Vincent Bollore” o degli altri soci francesi un elemento di discontinuita”. Semmai quelle iniziative rientravano nella rivisitazione della governance a cui stava lavorando intensamente l”ultimo Cuccia. D. A proposito, avete piu” notizie di Bollore” e del suo 7,9%? R. Non ho aggiornamenti, ma mi limito a osservare che Bollore” e” un imprenditore e in questo momento e” attivo su diversi fronti. D. Con la gestione di Alberto Nagel Mediobanca ha cambiato pelle, soprattutto dal punto di vista industriale. Che valutazione da” della trasformazione? R. Negli ultimi 15 anni la banca ha fatto scelte coraggiose. Penso alla creazione di CheBanca!, mossa che ha permesso a Mediobanca di accedere alla raccolta retail in un momento in cui la liquidita” stava diventando un”emergenza per le banche d”affari internazionali. Non solo; Piazzetta Cuccia ha saputo diversificare i ricavi puntando a settori alternativi al corporate & investment banking. Penso a credito al consumo, risparmio gestito e private banking. Non sono state scelte facili e dentro il board non sono mancate le discussioni, ma personalmente le ho sempre appoggiate con convinzione. D. Insomma, l”azionista Doris e” soddisfatto? R. Basta guardare i numeri. Nonostante l”impegnativa trasformazione industriale Mediobanca non ha smesso di distribuire dividendi e, caso piu” unico che raro tra le banche italiane, non ha chiesto aumenti di capitale agli azionisti. Direi che il bilancio e” molto positivo, specie se leggiamo questi numeri nel difficile contesto della crisi finanziaria. D. Sarebbe disponibile ad aumentare la quota? R. Potremmo incrementare la partecipazione della holding di famiglia, oggi pari allo 0,4%, sino a un massimo dell”1%. D. Quindi Del Vecchio ha fatto bene a comprare? R. Certamente la mossa non mi stupisce. Del Vecchio e” un grande imprenditore con una vicenda personale straordinaria. Resta da capire che cosa fara” adesso: se si fermera” o continuera” a comprare diventando l”azionista di riferimento di Mediobanca. D. Una scalata ostile? R. Se ci atteniamo al suo comunicato, lui dichiara di voler “accelerare la creazione di valore”. D. Ha comunque lasciato intendere di non gradire l”attuale statuto, specie il meccanismo di selezione dell”amministratore delegato. Come valuta quelle critiche? R. Quello statuto e” figlio di una particolare situazione che si creata dopo la fusione di Capitalia in Unicredit , in cui Mediobanca , d”accordo con le autorita” di vigilanza e soprattutto con l”Antitrust, scelse di preservare l”autonomia del suo management dalle interferenze dei soci, taluni in evidente conflitto di interesse. Oggi credo che, se l”azionariato si frazionasse ulteriormente, ci sarebbe la piena disponibilita” a modificare quei passaggi. D. Del resto oggi tutti gli azionisti hanno le mani libere per vendere, a partire da Unicredit che pure avrebbe voluto un patto di sindacato piu” forte. R. Alla scadenza anticipata del vecchio sindacato i pattisti erano rimasti in pochi e il peso di Unicredit rischiava di essere preponderante. Ecco perche” ho proposto un accordo che avrebbe lasciato a tutti le mani libere per vendere. La cosa piu” importante per una banca come Mediobanca e” che resti indipendente, cosi” come ogni altra grande banca d”affari. D. Che idea si e” fatto di Jean Pierre Mustier? R. L”ho incontrato due o tre volte e mi e” sembrato un finanziere di livello internazionale, con un background adatto per guidare l”attuale Unicredit . D. Molti cambiamenti insomma in 20 anni. Ma le propongo quello che in futuro potrebbe rivelarsi il piu” difficile: e” possibile una Mediobanca senza Generali ? R. In questo momento non mi sembra una soluzione praticabile per ragioni. La prima e” che per cedere la quota in Generali Mediobanca dovrebbe avere un target alternativo altrettanto profittevole dove investire i proventi. Target che al momento non vedo. In secondo luogo, da italiano prima che da professionista della finanza, ritengo che presidiare la prima assicurazione del Paese rimanga un dovere cui Piazzetta Cuccia non puo” sottrarsi.


MEDIASET
Vivendi e’ in grado di far saltare il progetto MfE se impedisce la realizzazione della fusione entro il termine di sei mesi dal deposito della relativa delibera imposto dalla normativa olandese, spiega una fonte vicina alla vicenda. Il lavoro dei legali per svincolare dal trust l’intera quota Vivendi richiede tempi lunghi, riferiscono delle fonti e Il Sole di sabato aggiunge che Vivendi potrebbe comunque sempre puntare a un’Opa su Mediaset, dopo il rifiuto di Fininvest di cedere l’intera quota a 4,5 euro ad azione, come proposto in estate alla famiglia Berlusconi per il tramite di un banchiere di Citi.

GREEN POWER

Alperia, con riferimento alle adesioni all’ offerta pubblica di acquisto da lei promossa sulla totalita’ delle azioni ordinarie di Gruppo Green Power (GGP) in circolazione, pari a 838.830 titoli, ha reso noto che nella seconda settimana (dal 7 all’ 11 ottobre 2019) sono state consegnate 126.150 azioni ordinarie GGP, pari al 15,0388% del totale.
Ricordiamo che nella prima settimana (dal 30 settembre al 4 ottobre) non era stata consegnata alcuna azione GGP.
Il periodo di adesione all’offerta terminera’ il 18 ottobre 2019, con data di pagamento del corrispettivo base, salvo proroghe, il prossimo 25 ottobre.
Alperia riconoscera’ un corrispettivo base di 3,696 euro per azione, con diritto al pagamento di un’ ulteriore componente variabile di 1,006 euro per ciascuna azione portata in adesione.
L’ operazione non e’ finalizzata a ottenere la revoca dalle negoziazioni sull’ Aim.


TELECOM ITALIA 

L’ex direttore generale di Banca d’Italia Salvatore Rossi e’ in pole position per la presidenza dell’ex monopolista dopo le dimissioni di Fulvio Conti, scrivono sabato Corriere della Sera e Messaggero. In lizza anche l’ex responsabile antitrust Antonio Catricala, secondo i due quotidiani. Corriere include in shortlist anche il presidente Assonime Innocenzo Cipolletta.
Secondo Il Sole 24 Ore domenica già per lunedi alle 13 è stata convocata una riunione del comitato nomine.

GEDI

 -In merito all”offerta “non sollecitata ne” concordata” lanciata da Carlo De Benedetti, per l”acquisto di una partecipazione del 29,9% in Gedi, Cir ritiene l”offerta “manifestamente irricevibile”. E” quanto comunica la societa” in una nota diffusa ieri in serata secondo cui l”offerta e” irricevibile ” in quanto del tutto inadeguata a riconoscere a Cir e a tutti gli azionisti il reale valore della partecipazione e ad assicurare prospettive sostenibili di lungo termine a Gedi, aspetto sul quale Cir e” da sempre impegnata”. Venerdi” scorso De Benedetti ha presentato un”offerta alla stessa holding di famiglia per acquistare cash il 29,9% di Gedi al prezzo di chiusura di giovedi” 10 ottobre, ovverosia a 0,25 euro per azione, per un controvalore di poco superiore ai 38 milioni. Non e” previsto alcun premio nonostante con questa mossa De Benedetti diventi il primo azionista e abbia di fatto il controllo del gruppo editoriale romano che edita Repubblica, La Stampa, SecoloXIX e una quindicina di quotidiani locali oltre al settimanale Espresso. Nella lettera firmata dal presidente del consiglio di amministrazione di Romed, Luigi Nani, che contiene l”offerta irrevocabile per l”acquisto delle azioni Gedi, si legge che “l”esatto quantitativo dovra” essere determinato tenendo conto delle azioni costituenti il capitale sociale e di quelle che eventualmente lo costituiranno in funzione di stock option o altre operazioni sulle azioni. La presente offerta irrevocabile non e” condizionata all”espletamento di alcuna due diligence, ferma restando la garanzia sui bilanci e sulle situazioni infrannuali pubblicati”. La proposta e” subordinata ad alcune condizioni, a partire dal fatto che “i componenti il consiglio di amministrazione di Gedi di nomina Cir rassegnino le proprie dimissioni entro due giorni lavorativi dal trasferimento delle azioni oggetto della presente offerta alla nostra societa”, a eccezione di John Philip Elkann e Carlo Perrone che potranno mantenere le attuali cariche e gli attuali poteri e che, per le residue azioni che resteranno di sua proprieta”, Cir si impegni a distribuirle ai propri soci entro un anno dal trasferimento delle azioni oggetto della presente offerta alla nostra societa””. 

INWIT , TELECOM ITALIA 
In vista dell’alleanza sulle torri con Inwit, Vodafone ha scisso un ramo d’azienda che racchiude 10.977 torri con i contratti per i relativi siti, oltre che 64 dipendenti, scrive Il Sole di sabato.

RELATECH

Grazie al contratto, Relatech arricchirà la propria offerta con la soluzione NetSuite, avviando nuovi progetti già da quest’anno. Oracle NetSuite opera sul mercato internazionale dal 1998, e fornisce software e servizi per la gestione della finanza aziendale e del CRM (servizio clienti), favorendo la rivoluzione del cloud computing (serve remoti).Secondo un recente studio di IDC, il mercato delle Business Applications in Italia dovrebbe raggiungere un volume d’affari di oltre 2,1 miliardi di euro entro il 2022, in rialzo di sei punti percentuali rispetto agli 1,7 miliardi di euro registrati nel 2018.Pasquale Lambardi, a.d. di Relatech, ha dichiarato: “Continua l’arricchimento della nostra Piattaforma digitale Replatform con la tecnologia e i servizi offerti da Oracle NetSuite che presentano un’ampia complementarietà con le nostre capabilities. Siamo già al lavoro per implementare le nuove applicazioni.”

BORGOSESIA

Borgosesia, in previsione del perfezionamento, a proprio favore, della scissione parziale e proporzionale del patrimonio della controllante Cdr Advance Capital, lo scorso venerdi’ ha trasmesso a Consob il prospetto relativo all’ operazione.
L’approvazione del prospetto permettera’ di considerare tutte avverate le condizioni alle quali la scissione stessa risulta condizionata.

SESA 

 Punta a 2 miliardi di ricavi con l’M&A sguardo sull’Europa, scrive Il Sole 24 Ore domenica.

CLASS E.

Dalle sfide per gli agenti che devono fare i conti con la redditivita” in discesa, alle strategie delle imprese per rispondere ai tassi d”interesse negativi, passando per la necessita” di aumentare la trasparenza sui prodotti. Sono molti gli argomenti al centro del primo Milano Festival delle assicurazioni, che si terra” a Milano dal 17 al 19 ottobre organizzato da MF-MilanoFinanza in collaborazione con Assinews. Una tre giorni che avra” luogo nella suggestiva sede della Fabbrica del vapore, in Via Procaccini, in una scenografia di grande effetto curata dall”architetto Italo Rota. Il Festival, in continuita” d”intenti con la Giornata dell”educazione assicurativa dello scorso 9 ottobre a Roma, organizzata da Ivass e da Fondazione Ania nell”ambito del Mese dell”educazione finanziaria, concorre a favorire la trasparenza del settore e a diffondere la cultura assicurativa per contribuire a colmare il gap di protezione dell”Italia. Nel Paese le polizze danni, tranne l”Rc Auto, rispetto al prodotto interno lordo sono circa la meta” di Francia e Spagna. Una situazione che rende piu” fragili le famiglie e le imprese. Il primo appuntamento del Milano Festival delle assicurazioni sara”, il 17 mattina, l”Insurance Day, la diciottesima edizione della giornata di approfondimenti organizzata in collaborazione con Accenture (vedere servizio nella pagina accanto) dal titolo “Governare la Disruption, assicurare la sostenibilita”. Dopo il saluto introduttivo del presidente dell”Ivass, Fabio Panetta, e di Maria Bianca Farina, presidente Ania, si alterneranno sul palco i principali Ceo ed executive delle Compagnie con le loro esperienze sui due temi del momento: i nuovi business model imposti dalla tecnologia e dai cambiamenti demografici e i vincoli ma anche le opportunita” il diffondersi dei temi della sostenibilita” porta nel settore. Sono 15 gli appuntamenti del Festival, convegni nel corso dei quali saranno affrontati in dettaglio temi caldi e le sfide del comparto. Per iscriversi, ww.festivaldelleassicurazioni.it. Ecco qui sotto le linee guida.

FERRETTI

stato rimandato al 21 ottobre il debutto a Piazza Affari di Ferretti group. Il book degli ordini che si chiudera” martedi” 15 ottobre. Lo ha comunicato il gruppo di yacht giovedi” 10, data in cui invece era stata prevista la chiusura del book e che avrebbe permesso a Ferretti di andare in quotazione il 16. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza il gruppo guidato dall”ad Alberto Galassi ha preferito prendersi qualche giorno in piu” per poter sondare ulteriormente gli investitori asiatici, per evitare di dover collocare il titolo al minimo della forchetta o anche con un piccolo sconto. E questo nonostante nei giorni scorsi Ferretti abbia annunciato di aver raccolto nuovi ordini per oltre 465 milioni di euro nei primi nove mesi del 2019, +18% rispetto al 2018. Un risultato che si somma ai buoni dati della semestrale e che mostravano ricavi in crescita a 332,5 milioni e un ebitda rettificato in rialzo a 30,2 milioni. Quanto al debito finanziario netto, a fine giugno era salito a 286,3 milioni, ma tenendo conto dell”impatto del nuovo standard contabile Ifrs16: senza, sarebbe stato di 275 milioni. Ma oggi la posizione finanziaria e” stata resa neutra, dato che in vista dell”ipo a inizio settembre il gruppo cinese Weichai (Shandong Heavy Industry), azionista di controllo con l”86,2%, ha convertito a capitale il finanziamento soci da circa 212 milioni di euro. Come mai allora la decisione di slittare, sia pure di poco? A sfavore di Ferretti hanno giocato le brutte notizie sul fronte delle ipo negli Usa, dopo il ritiro dal mercato di WeWork, che ha raffreddato in tutto il mondo il feeling nei confronti dei nuovi collocamenti. Qualche dubbio forse e” legato alla possibile mancanza di dividendi nei prossimi anni (segnalata nel prospetto informativo) “salvo diversa delibera dell”assemblea degli azionisti”. L”ipo, dedicata agli investitori istituzionali italiani e statunitensi e qualificati italiani, mira a portare sul mercato il produttore di yacht con una capitalizzazione iniziale compresa tra 727 milioni e 1,076 miliardi di euro, con una forchetta di prezzo per azione compresa fra 2,5 e 3,7 euro, pari a un equity value pre-aumento di capitale tra 627 e 928 milioni. La scorsa primavera per Ferretti circolavano valutazioni attorno a 750 milioni di euro sulla base di un multiplo di 14 volte l”ebitda 2018 (poco meno di 53 milioni a fronte di 609 milioni di ricavi). L”ipo di Ferretti prevede sia un aumento di capitale da circa 100 milioni sia una cessione di azioni da parte di alcuni degli attuali azionisti. Completata l”offerta, Weichai rimarra” l”azionista di maggioranza con il 51% e Piero Ferrari , figlio di Enzo, con un 10%, dopo aver sottoscritto un aumento di capitale pre-ipo. Weichai aveva investito nel gruppo di yacht a inizio 2012, nell”ambito di un complesso processo di ristrutturazione del debito. Allora il gruppo cinese aveva investito 178 milioni di euro di equity e aveva acquistato debito di Ferretti dal fondo Oaktree, da Rbs e da Strategic Value Partners, che aveva convertito in capitale, arrivando al 75%. Anche Rbs e Svp avevano convertito in capitale il resto del debito, arrivando al 25%. Poi Weichai ha arrotondato al rialzo la sua quota e nel 2016 Pietro Ferrari ha comprato il 13,6%.

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