Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Rumors e news del 18 febbraio

ENI

-Eni continua a correre piu” forte del barile: con un Brent che nel 2018 e” salito del 31% a una media di 71,4 dollari, l”utile operativo del Cane a sei zampe e” addirittura raddoppiato, schizzando a 11,2 miliardi di euro dai 5,8 miliardi dell”esercizio precedente. Prossima tappa potrebbe essere l”atteso buyback, da annunciare magari assieme alle nuove linee strategiche che saranno presentate il 14 marzo a Milano. Tutte le condizioni per procedere con l”acquisto di azioni proprie si sono infatti verificate, a cominciare dal leverage sceso a 0,16 dallo 0,23 del 2017 con un debito netto ridotto del 24% a 8,3 miliardi di euro. La decisione di proporlo al cda e” in mano all”amministratore delegato Claudio Descalzi, che sciogliera” la riserva nelle prossime settimane. Intanto in questa intervista con MF-Milano Finanza il top manager spiega come si e” arrivati ai risultati del 2018. Domanda. Con i numeri del 2018 Eni ha battuto ampiamente il consensus. Eppure quello passato e” stato un anno di estrema volatilita” dei prezzi del petrolio. Quali azioni avete messo in atto? Risposta. Le oscillazioni sono state forti; e” stato come condurre una macchina di grossa cilindrata su un percorso in saliscendi. A guidarci sono sempre l”efficienza operativa unita all”ottimizzazione del portafoglio di business. Gli investimenti sono rimasti sotto gli 8 miliardi di euro, in linea con la nostra disciplina finanziaria. Negli ultimi quattro anni li abbiamo ridotti del 35% riuscendo ad aumentare la produzione del 16%. Siamo andati decisamente controcorrente. Restando ai dati del 2018, questa disciplina ha visto aumentare la cassa del 35%, riducendo il debito del 40%. In pratica, abbiamo raggiunto ormai il free cash flow di quando Eni era piu” grande e diversificata, con un business del gas molto forte, e si consolidava ancora Saipem , che valeva 1 miliardo di euro di utile operativo. Teniamo presente che e” una crescita quasi interamente organica; non abbiamo fatto acquisizioni significative prima del 20% di Adnoc Refining (la quota nell”hub della raffinazione degli Emirati Arabi vale 3,3 miliardi di dollari, ndr), che deve ancora entrare nel perimetro. D. Gli analisti sono gia” pronti a scommettere su un altro aumento del dividendo rispetto a quello di 0,83 euro di quest”anno. R. L”aspettativa maggiore credo sia per il buyback, sul quale decideremo a marzo. La remunerazione degli azionisti e” il nostro faro e lo stiamo dimostrando. Gli 83 centesimi che pagheremo quest”anno sono gia” 3 in piu” rispetto alla cedola dell”anno scorso. Abbiamo una politica di remunerazione degli azionisti progressiva, che segue l”andamento di cash flow e utile netto. Il nostro dividend yield e” gia” molto alto, il 6%. Il buy-back, qualora lo varassimo, darebbe ulteriore spinta. Oggi la cassa operativa ci ha consentito, a investimenti costanti, di coprire i 3 miliardi di euro destinati ai dividendi e di tagliare il debito di quasi altrettanto. D. Il 2018 passera” agli archivi anche come l”anno in cui Eni e” entrato in forze nel Golfo. Un riposizionamento geopolitico, non solo geografico. R. Certo, 11 accordi in 11 mesi non e” cosa che si sente spesso. Ci siamo aggiudicati 75 mila km quadrati di aree esplorative, un primato per una societa” straniera in quell”area. Ma questo ingresso in forze nel mercato del Medio Oriente, e degli Emirati Arabi in particolare, e” stato preceduto da un intenso lavoro di preparazione partito almeno quattro anni fa e che ha visto anche l”ingresso di Mubadala Petroleum nei nostri giacimenti a gas di Zohr, in Egitto, con una quota del 20%. La movimentazione degli asset, con il nostro modello di cessioni dual exploration, ha contribuito in maniera decisiva. Da un punto di vista geopolitico avevamo la necessita” di diversificare: il fatto di operare in mercati piu” complessi, come Venezuela, Libia e in passato anche l”Egitto, ci favorisce sicuramente. Se facciamo bene in aree critiche, qui dovremo essere in grado di fare ancora meglio. L” altro aspetto importante e” che i contratti ottenuti in Medio Oriente sono lunghi, a scadenza 40ennale, il che implica anche una grande capacita” di rimpiazzare le riserve. Gli analisti lo hanno capito e apprezzato. D. Il gas sta assumendo un”importanza crescente per Eni . Il progetto di hub del Mediterraneo e” sempre tra le priorita”? R. Quel progetto e” piu” attuale che mai. L”Egitto, da dove quell”idea e” partita dopo la scoperta di Zohr, sta attirando un numero crescente di operatori, da Shell a Total . Sembra che Cipro stia per annunciare una nuova scoperta, il Libano mettera” a gara a breve altri 4 o 5 blocchi esplorativi. Quest”area si e” rivitalizzata proprio dopo le nostre scoperte. Ne beneficera” soprattutto l”Egitto, che ha bisogno di investimenti per sviluppare il mercato energetico e realizzare le infratrutture necessarie. La presenza di tanti operatori non ci preoccupa, si tratta di quella concorrenza che ci fa bene. Noi procediamo lavorando con i nostri partner.

BPM

-Le ex banche popolari hanno cambiato volto negli ultimi anni, da quando cioe” la riforma Renzi le ha costrette a cambiare governance. In molti casi pero” il legame con i soci storici e” rimasto forte e importanti pacchetti azionari sono rimasti parcheggiati in mani fedeli. Un dettaglio non di poco conto in vista degli appuntamenti dei prossimi 12 mesi. Se ad esempio, scrive Milano Finanza, per Ubi l”assemblea e” alle porte, al Banco Bpm il vertice eletto al momento della fusione scadra” nel 2020 e i giochi per il rinnovo potrebbero aprirsi presto. A differenza di altre ex popolari l”istituto presieduto da Carlo Fratta Pasini non ha ancora creato un nocciolo azionario stabile, lasciando ai fondi larghissima parte del capitale. A ben vedere pero” un nucleo storico c”e”, ben radicato nel Nord Est, dove insiste la rete dell”ex Banco Popolare. E, se ancora non si puo” parlare di chiamata alle armi, e” possibile che nei prossimi mesi emerga qualcosa di strutturato dalla magmatica compagine societaria della banca. 

GO INTERNET

GO Internet e Linkem hanno siglato un accordo commerciale che integra la partnership per la condivisione dello spettro, sottoscritta tra le parti lo scorso 24 marzo. 
L’accordo, finalizzato all’offerta di servizi di connessione internet in banda larga wireless LTE, prevede che GO Internet potra’ acquistare da Linkem in modalita’ wholesale su base non esclusiva, i “Servizi LTE Fixed Wireless Access” per la regione Umbria. 
Grazie a tale accordo, GO Internet estendera’ cosi’ i propri servizi LTE a una nuova regione oltre alle Marche e all’Emilia Romagna, con la possibilita’ di ampliare la propria base clienti. 
Le due societa’ inoltre potranno applicare il wholesale simmetrico dei Servizi FWA anche all’Emilia Romagna, dove entrambe sono gia’ presenti. 
Ricordiamo che GO Intenet e Linkem  sono titolari dei diritti d’ uso delle frequenze per i sistemi Broadband Wireless Access nella banda 3,4-3,6 GHz, tra le bande pioniere per lo sviluppo del 5G.

JUVE

-Per capitalizzazione ha ormai un valore di mercato di una banca di dimensioni medio grande (1,4 miliardi contro gli 1,5 di Banca Monte dei Paschi di Siena)). E da fine 2018 il suo titolo fa parte dell”indice principale di Piazza Affari, il Ftse Mib. Ma la Juventus, che in settimana iniziera” la rincorsa al suo obiettivo calcistico piu” importante – la vittoria della Champions League- sta anche giocando una partita, forse piu” importante, dal punto di vista societario: quella che, per dirla con Alberto Francese, l”analista di Banca Imi che da piu” tempo segue il titolo bianconero, implica la trasformazione del club da mera “societa” sportiva a societa” commerciale” Con l”obiettivo, scrive Milano Finanza, di creare un”azienda, sullo stile Manchester United, che sia sempre piu” capace di produrre risultati economici slegandosi dal”alea del risultato del campo. Al momento i mercati stanno dando grande fiducia al presidente Andrea Agnelli e al suo management. Tanto che il titolo del club torinese e” stato uno degli assoluti protagonisti degli ultimi mesi di borsa: l”azione ha infatti guadagnato il 107,2% dall”arrivo in luglio del fuoriclasse portoghese Cristiano Ronaldo; ed e” salito del 29,9% nel solo mese e mezzo di dal 2019 da quando cioe” l”azione e” entrata a far parte del paniere del Ftse Mib.

LEONARDO

L’amministratore delegato della società, Alessandro Profumo, ha dichiarato che l’azienda è “l’unica al mondo” ad avere tutte le competenze necessarie per sviluppare veivoli a pilotaggio remoto”. 
Si tratta di un mercato da 14 miliardi di dollari. 
La dichiarazione di Profumo è avvenuta durante l’inaugurazione di uno stabilimento vicino a Pisa, ed è stata riportata dal Sole24Ore di sabato

MOLMED

MolMed  biotech company focalizzata su ricerca, sviluppo, produzione e validazione clinica di terapie geniche e cellulari (note anche come Car-T) per la cura di cancro e malattie rare, potrebbe mettersi in luce in Borsa.  
Venerdì scorso è stato presentato a Parigi il protocollo di studio clinico, di fase I/II, che riguarda l’impiego del Car-T CD44v6 nel trattamento dei pazienti con leucemia mieloide acuta e mieloma multiplo. 
La presentazione è avvenuta nell’ambito del primo European Car-T Cell Meeting organizzato da Eha (European Hematology Associaton) ed è stata effettuata dal Prof. Fabio Ciceri, dell’Ospedale San Raffaele di Milano.  
Lo studio rientra nel progetto Eure Cart, che coinvolge un consorzio di nove partner provenienti da cinque Paesi europei e ha ottenuto un finanziamento da parte della Commissione Europea di 6 milioni di euro.  
La sperimentazione si pone l’obiettivo di definire il profilo di sicurezza della terapia, per poi individuare la dose appropriata in un gruppo di pazienti adulti e pediatrici.

GAROFALO

Garofalo Health Care ha acquistato, tra l’11 e il 15 febbraio 2019, 18.398 azioni proprie, al prezzo medio di 3,8380 euro per azione per complessivi 70.610,64 euro. 
L’ operazione rientra nell’ ambito del programma di buy- back da destinare tra l’ altro a servizio dei piani di incentivazione azionaria approvati dalla societa’ deliberato dall’ assemblea degli azionisti dello scorso 26 settembre. 
A seguito dei suddetti acquisti la societa’ detiene 33.526 azioni ordinarie proprie, pari allo 0,04% del capitale sociale.

SMRE

SolarEdge, azionista di maggioranza di Smre, ha comunicato di aver ricevuto richiesta dalla Consob di fornire informazioni integrative e di apportare modifiche e integrazioni al documento di offerta relativo all’Opa obbligatoria totalitaria su Smre. 
Per questo motivo, e’ stata disposta la sospensione dei termini dell’istruttoria per l’approvazione per un periodo non superiore a 15 giorni, a partire dallo scorso 15 febbraio. 
Si ricorda infine che i termini e le modalita’ dell’Opa sono oggetto di confronto tra SolarEdge e i fondi che detengono quote di minoranza della societa’.

MEDIASET

Fininvest incrementa la quota nel capitale sociale di Mediaset. 
E’ quanto emerge dai documenti di internal dealing che riportano che la holding della famiglia Berlusconi e’ salita al 44,175% del capitale e al 45,88% dei diritti di voto, dopo che tra il 2 e il 14 gennaio 2019 ha acquistato circa 5,1 milioni di azioni Mediaset, pari allo 0,4321% del capitale, per complessivi 14,2 milioni. 
Si ricorda che nello scorso dicembre Fininvest aveva acquistato 30,15 milioni azioni del Biscione, pari al 2,55% del capitale, per 77,5 milioni.

CLASS EDITORI

In merito all’ Offerta Pubblica di Scambio (OPS) promossa da Class Editori sulla totalita’ delle azioni ordinarie Gambero Rosso, la casa editrice comunica che dall’11 al 15 febbraio 2019 sono state portate in adesione 155.000 azioni. 
Dallo scorso 4 febbraio, inizio del periodo di adesione all’OPS, sono state portate in adesione 210.000 azioni, pari al 4,46904% delle azioni oggetto di offerta. 

Si ricorda che il periodo di adesione all’ OPS terminera’ alle ore 17:30 del 22 febbraio 2019, salvo proroghe.

ITALIAONLINE

l 7 marzo a Torino verrà inaugurata la nuova Digital Factory del gruppo. Ne ha parlato l’amministratore delegato, Roberto Giacchi, in un’intervista al Corriere della Sera. Il manager ha precisato che tra i principali obiettivi c’è quello di attirare talenti. 
Ricordiamo che Giacchi, ex Cfo di Poste Italiane  è arrivato alla guida del gruppo (di cui è anche direttore generale) a dicembre 2018.  
Il manager ha sostituito Antonio Converti, che ha guidato il gruppo attraverso un complesso periodo di ristrutturazione. 

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