Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RUMORS E NEWS DEL 19 MARZO

blockchain  Italia

Nasce l”Associazione blockchain Italia che il 26 febbraio organizza il suo primo convegno “Il futuro delle criptovalute” con La Scala Societa” tra Avvocati. Le criptovalute sono denaro? Quali sono i criteri di emissione e successo di queste monete e quali gli adempimenti antiriciclaggio a carico degli operatori? A queste e ad altre domande si cerchera” di dare risposta martedi” 26 febbraio alle ore 14h30 presso l”Auditorium Piero Calamandrei di La Scala (Via Correggio 43, Milano) durante un incontro organizzato con Unione Fiduciaria, che vedra” intervenire docenti universitari, operatori del settore e liberi professionisti, tra i quali Francesco Rampone, presidente dell”Associazione Blockchain Italia e of Counsel di La Scala Societa” tra Avvocati e Sabrina Galmarini, partner di La Scala, che illustreranno aspetti pratici e potenziali applicazioni dei moderni sistemi di pagamento. L”Associazione Blockchain Italia, fondata da numerosi professionisti – ha tra i suoi promotori anche La Scala Societa” tra Avvocati, Spindox Digital Soul, Innova4 e Garnell – si propone di studiare, attraverso un approccio multidisciplinare e inclusivo, le implicazioni economiche, legali, tecnologiche e sociali delle tecnologie blockchain, incoraggiandone l”applicazione e lo sviluppo all”interno di un quadro normativo e sociale favorevole. Cio” nella convinzione che la tecnologia blockchain avra” un enorme impatto sulla societa”, modificando radicalmente il rapporto tra istituzioni e cittadini, tra imprese e consumatori, con ricadute su questioni fondamentali come la partecipazione democratica, la liberta” di stampa, la trasparenza delle istituzioni, la difesa dell”ambiente, il rapporto tra nazioni e popoli, l”equa e razionale distribuzione delle risorse. Queste tecnologie hanno un grande potenziale e, allo stesso tempo, pongono sfide di carattere politico, filosofico e legale. 

UBI BANCA

-Entra nel vivo la delicata partita per il rinnovo dei vertici di Ubi Banca. Se venerdi” scorso si sarebbe tenuto il primo incontro tra i grandi soci dell”istituto, in questi giorni il presidente Andrea Moltrasio e il vicepresidente Pietro Gussalli Beretta potrebbero aggiornare Bce sul processo il corso. Francoforte, scrive MF, sta infatti seguendo da vicino la partita che, con l”assemblea di aprile, portera” alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione e alla piena applicazione del sistema monistico. Quest”anno il passaggio sara” reso particolarmente delicato dai nuovi requisiti di eleggibilita” varati dalla banca centrale. Il cosiddetto fit and proper assessment valuta l”esperienza, le competenze e l”adeguata levatura degli esponenti aziendali candidati a ricoprire un incarico negli organi di amministrazione di una banca, ad esempio come amministratore delegato o componente del board. inevitabile insomma che numerosi esponenti oggi in consiglio non siano confermati, circostanza che mettera” seriamente alla prova il delicato equilibrio di poteri su cui si regge la governance di Ubi. Probabilmente saranno questi i temi sul tavolo degli incontri che in questi giorni la Vigilanza potrebbe avere con gli amministratori. Nel frattempo venerdi” scorso a Milano alcuni grandi azionisti avrebbero impostato in un incontro riservato il lavoro sulla lista. Sul tavolo non ci sarebbe stato ancora un elenco di nominativi, ma il metodo da applicare al processo di selezione. “Guarderemo al curriculum, non alla carta d”identita””, spiega il presidente della Fondazione CariCuneo Giandomenico Genta, ribadendo che “tutte le decisioni dovranno essere condivise e non potranno esserci imposizioni da parte di questo o quell”azionista”. Se la conferma del consigliere delegato Victor Massiah non e” in discussione, la casella piu” delicata sara” quella della presidenza visto che Moltrasio ha scelto di non ricandidarsi. Il successore naturale sarebbe Letizia Moratti, attuale numero uno del consiglio di gestione, che oggi avrebbe l”appoggio dei principali azionisti di Ubi.

BUFFETT

Il fondo Berkshire Hathaway, gestito dal miliardario Warren Buffett, ha aumentato la sua partecipazione nelle banche americane, che pesano per il 43% sul portafoglio e valgono 80 miliardi di dollari. Nel dettaglio, si legge su MF, nell”ultimo trimestre 2018, secondo quanto pubblicato sul documento (13F) destinato alla Sec (Securities and Exchange Commission), l”Oracolo di Omaha ha incrementato l”esposizione in Bank of America (12,06% del portafoglio), Us Bancorp (3,23%), Jp Morgan Chase (2,67%) e Bank of New York Mellon (2,08%). In assenza di comunicati ufficiali, i bassi livelli di valutazione toccati dai titoli bancari a Wall Street possono essere una delle ragioni che hanno spinto il finanziare statunitense ad aumentare le quote del fondo, il cui portafoglio azionario e” sceso da 221 a 183 miliardi di dollari rispetto al trimestre precedente. In leggero calo la quota del fondo in Wells Fargo (19,7 miliardi di dollari), che resta comunque al terzo posto nella classifica delle principali holding, preceduta da Apple (39,4 miliardi) e Bank of America (22,08 miliardi) e seguita da Coca-Cola (19 miliardi) e American Express (14,5 miliardi). Le prime cinque posizioni rappresentano il 62,5% del portafoglio in valore. In Bank of America, di cui Berkshire ha il 9,5% del capitale, la partecipazione era gia” stata incrementata nel terzo trimestre a un prezzo compreso fra 27,75 e 31,80 dollari. Attualmente il titolo quota intorno a 29 dollari. Us Bankcorp e” nel portafoglio del fondo dal 2006 a un valore di carico di 38 dollari, contro un prezzo corrente di 51,31. Jp Morgan e” stata invece inserita nel terzo trimestre 2018 con un investimento di 4 miliardi di dollari, volto a rafforzare i legami con il suo ceo Jamie Dimon, e aumentata del 40% nel quarto. Secondo quanto riportato ieri dalla stampa spagnola, Berkshire Hathaway sta inoltre negoziando l”acquisto dell”8,9% delle azioni della compagnia di riassicurazione Irb Brasil messe in vendita da Caixa.

MEDIASET

-Il consensus Bloomberg, per il momento, e” ancorato a 0,11 euro per azione, di fatto in linea con quanto distribuito nel 2011 (0,l0 euro). Ma da tempo Mediobanca Securities si e” spinta a ipotizzare una cedola assai piu” ricca: 0,20 euro. E, ieri, Fidentiis ha alzato ancora di piu” l”asticella: 0,22 euro per azione. Insomma, sul mercato c”e” forte attenzione nei confronti di Mediaset. Il gruppo tv, seppur fuori dal Ftse-Mib, continua a essere oggetto di attenzione degli analisti. E non solo per il noto progetto di creazione di un polo tv generalista free europeo, magari con la tedesca ProsiebenSat.1. Ma anche, appunto, per l”atteso ritorno alla distribuzione del dividendo che manca da sette anni. Difatti, ieri, il titolo del Biscione e” risalito sopra la soglia dei 2,7 euro, a 2,72 euro (+3,34%) per una capitalizzazione di 3,2 miliardi. E siccome, i conti del 2018 saranno positivi, non solo per l”effetto-Mondiali – la raccolta totale della concessionaria Publitalia”80 lo scorso anno e” stata di 2,16 miliardi, +0,8% -, ma anche e soprattutto per l”adesione all”opa su Ei Towers, che ha portato a un abbattimento complessivo del debito vicino al mezzo miliardo (oltre alla plusvalenza contabile derivante della vendita del 40%), e per lo smantellamento di fatto di Mediaset Premium, una vera a propria zavorra per i conti del gruppo tv: la perdita totale dovrebbe ammontare a quasi 1 miliardo. Ma quanto cash arrivera” agli azionisti del Biscione? Se si prende per buono il consensus Bloomberg si puo” stimare una cedola complessiva di 115-125 milioni. Mentre se si prendono a riferimento i valori indicati di recente di Mediobanca Securities e Fidentiis, l”asticella si alza. E pure di parecchio. Perche”, in questo caso, il monte-dividendi arriverebbe a sfiorare la soglia dei 250 milioni, al netto delle azioni proprie (3,73%). 

FINLOGIC

Finlogic gruppo attivo dell’identificazione automatica e nei sistemi di etichettatura per la tracciabilità dei prodotti, potrebbe mettersi in luce in Borsa. 
Il gruppo ha siglato un nuovo contratto con la multinazionale Citizen Systems Europe per la distribuzione di stampanti barcode, portatili, pos, e consumabili con il marchio Citizen. 
In base all’accordo, Citizen parteciperà all’attività di marketing di Finlogic. 
Citizen Systems Europe è una controllata di Citizen Group, marchio rinomato in tutto il mondo per il suoi orologi, stampanti e soluzioni innovative.  
La società offre un’ampia gamma di soluzioni di stampa industriale in grado di efficientare le attività commerciali di molti settori, come la logistica, la vendita al dettaglio e la produzione.

INTRED

Intred, operatore di telecomunicazioni con un’ importante presenza in Lombardia, specializzato nella connettivita’ delle reti in banda ultra-larga, banda larga, wireless, telefonia fissa, servizi cloud e accessori correlati, per clienti Business e Retail, ha sottoscritto un rilevante accordo con Open Fiber per l’ utilizzo della rete in fibra ottica spenta GPON (rete ottica passiva in gigabit). 
L’ operazione, con un investimento complessivo pari a circa 3 milioni in 5 anni, consentira’ ad Intred di incrementare le vendite di connessioni FTTH (‘ Fiber to the Home’ ) nelle aree raggiunte dalla rete di Open Fiber. In particolare, gia’ dal prossimo mese di marzo, Intred avra’ la possibilita’ di attivare connessioni FTTH su un potenziale di 70.000 unita’ immobiliari della citta’ di Brescia. 
Gli investimenti necessari per attivare la rete verranno finanziati in parte con i mezzi raccolti in sede di quotazione in parte tramite l’ elevata generazione di cassa. 
L’ accordo concluso con Open Fiber segue di pochi mesi quello siglato con Telecom Italia (novembre 2018) per l’ acquisizione del diritto d’ uso (IRU), per 15 anni, di circa 500 km di fibra ottica spenta. Tale operazione prevedeva lo sviluppo della rete Intred in 90 comuni Lombardi, con importanti ricadute nelle provincie di Milano, Monza e Brianza, Lecco e Bergamo. Il contratto con Open Fiber consentira’ ad Intred di accrescere sensibilmente le vendite nelle aree urbane delle piu’ importanti citta’ della Lombardia.

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