Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Rumors e news del 22 luglio

Appuntamenti di oggi

Ore 14:30 Stati Uniti: Indice attivita’ FED Chicago

GENERALI

“Il nostro piano prevede innanzitutto alcuni obiettivi finanziari importanti e ambiziosi e include ovviamente operazioni di M&A”. Risponde cosi” il general manager di Generali Ass., Federic de Courtois, intervistato da “Affari&Finanza” di Repubblica, alla domanda sulle prossime mosse dopo l”acquisizione della compagnia portoghese Seguradoras Unidas e della societa” di servizi AdvanceCare. “Come impegneremo il cash? Faremo salire il dividendo – precisa -, ridurremo il debito, obiettivo verso il quale abbiamo ga” fatto passi avanti, e faremo capital redeployment che idealmente vuol dire M&A. Ci stiamo lavorando, dobbiamo essere disciplinati e fare acquisizioni coerenti con la nostra strategia”. Quanto alla crescita in Asia, il manager afferma che “per Generali l”Asia e” strategica. Ci puntiamo perche” e” un continente dove sta emergendo un”importante classe media che ha fame di risparmio e alla quale piacciono i prodotti assicurativi”

MEDIASET 

 Si riunisce il Cda sulla richiesta di Vivendi di convocare una nuova assemblea straordinaria per annullare le delibere varate in quella dello scorso 18 aprile, tra cui quella del voto plurimo. 

CELLULARLINE

Il titolo fa il proprio ingresso sul segmento STAR, dopo la quotazione avvenuta nel marzo del 2017 su AIM Italia.
Da oggi la società proseguirà anche con il programma di acquisto di azioni proprie. Lo ha stabilito il consiglio di amministrazione. L’obiettivo è quello di costituire un magazzino titoli da utilizzare per eventuali operazioni straordinarie, in coerenza con le linee strategiche. L’acquisto verrà effettuato in una o più tranche, sino ad un massimo di 230mila azioni, per un controvalore non superiore a 2.300.000 euro. 
Il programma durerà fino al 31 dicembre 2019, e gli acquisti avranno un prezzo unitario non superiore al 5% di quello registrato dal titolo il giorno prima dell’operazione.  

FIAT CHRYSLER 

-06 Ha stretto un accordo con Crédit Agricole per prolungare la joint venture paritetica in FCA Bank fino al 31 dicembre 2024. 

CAMPARI

Campari ha avviato una negoziazione in esclusiva con la societa’ Financie’re Chevrillon per l’acquisizione della francese Rhumantilles, proprietaria del 96,5% di Bellonnie & Bourdillon Successeurs. 
Ques’ultima, operante nel settore del rhum, possiede due brand strategici con 
posizionamento premium, Trois Rivie’res e Maison La Mauny, con una forte presenza in Francia e un potenziale di crescita nei mercati internazionali, oltre a Duquesne, un brand destinato al mercato locale della Martinica. 
Il perimetro della transazione prevista include oltre ai suddetti brand, le proprieta’ terriere, le distillerie e i visitor center nonche’ un magazzino di liquido invecchiato di alta qualita’. 
Tale acquisizione consentirebbe a Campari non solo di rafforzare la propria posizione nel settore del rum, ma anche di ampliare le quote di mercato in Francia. 
Nel 2018 Rhumantilles ha realizzato vendite nette pari a 24,1 milioni.

SOS TRAVEL

La società ha reso noto di avere siglato un accordo commerciale e di co-marketing con Huawei, leader mondiale nel mercato delle telecomunicazioni e secondo più grande vendor di smartphone al mondo.
Sostravel.com e Huawei svilupperanno contenuti e promuoveranno reciprocamente i propri Brand e in particolar modo Huawei promuoverà sui propri canali di distribuzione (oltre 50 milioni di utenti) l’APP sostravel, mentre Sostravel.com promuoverà il brand Huawei nei corner ove opera.
L’accordo commerciale, dalla durata di 13 settimane, ha un valore economico complessivo di 152.500 euro, di cui 30mila riconosciuti per cassa da Sostravel.com a Huawei a titolo di investimento in advertising e la restante parte, pari a 122.500, pagata in natura attraverso scambio reciproco di visibilità.Un contesto positivo che segue l’accordo per l’acquisto del marchio “Flio”, il sito internet www.flio.com (che gestisce circa 1 milione di visitatori all’anno), gli accounts relativi ad App Store e Android Store e il database con oltre 1,2 milioni di download, 140.000 utenti attivi al mese, oltre ad una selezione di contratti commerciali e di contenuti per il viaggiatore aeroportuale.
L’accordo prevede una componente fissa, da pagarsi al closing, pari ad 300mila euro e una componente variabile pari al 30% delle vendite effettuate, anche in cross selling sui servizi incrementali sostravel nell’APP Flio, sino al 2021.

CATTOLICA 

 Dimensional Fund Advisors ha il 5,009% di Cattolica Assicurazioni nell’ambito della gestione discrezionale del risparmio, secondo le ultime rilevazioni della Consob.

AXELERO 

 Il Tribunale di Milano ha ammesso la società alla procedura di concordato preventivo. 

ASCOPIAVE

Ascopiave, tra il 15 e il 19 luglio 2019, ha acquistato 360.107 azioni ordinarie al prezzo medio unitario di 4,1164 euro, per un controvalore complessivo di 1.482.331,59 euro. 
A seguito degli acquisti sinora effettuati, la societa’ detiene 7.524.208 azioni ordinarie, pari al 3,210% del capitale. 
L’ operazione rientra nell’ ambito dell’ autorizzazione all’ acquisto di azioni proprie deliberata dall’ assemblea del 26 aprile 2018.

Shedirpharma

ha concluso con successo il processo di quotazione e ha ricevuto l’ ammissione alle negoziazioni sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana. 
Il debutto a Piazza Affari avverra’ domani 23 luglio. 
Nel dettaglio l’ ammissione e’ avvenuta a seguito di un collocamento di complessive  1.642.750 azioni, di cui 1.428.500 azioni di nuova emissione e 214.250 azioni (corrispondenti a circa il 15% delle azioni oggetto dell’ offerta) rivenienti dall’ esercizio dell’ opzione di over-allotment rivolto ad investitori qualificati italiani e istituzionali esteri nonche’ ad altre categorie di investitori. Operazione quest’ultima avvenuta con un taglio minimo di sottoscrizione non inferiore ai 100mila euro per ciascun investitore. 
Il prezzo di collocamento e’ stato fissato a 7 euro per azione con una capitalizzazione iniziale prevista pari a circa 81,5  milioni, mentre il flottante si attesta a circa il 14% assumendo l’ integrale esercizio dell’ opzione greenshoe. 
Umberto Di Maio, presidente di Shedirpharma, ha cosi’ commentato: “La quotazione di Shedir Pharma Group S.p.A. sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana rappresenta per noi un traguardo ma anche un nuovo punto di partenza perche’ saremo piu’ forti ed in grado di vincere nuove sfide con l’ aiuto di nuovi partner: nuovi azionisti, nuovi consiglieri, nuovi sindaci; insomma, una squadra rinnovata e di qualita’. D’ altro canto continueremo a lavorare quotidianamente per dare soluzioni innovative e risposte concrete per la salute ed il benessere mediante il lavoro di ricerca e sviluppo ed attivita’ brevettuali utili alla protezione intellettuale delle nostre innovazioni.” 
Antonio Scala, amministratore delegato di Shedirpharma, ha aggiunto: “Nei prossimi anni rafforzeremo la nostra leadership nel settore degli integratori alimentari nonche’ il posizionamento nel settore farmaceutico grazie alla divisione Dymalife. Destinare tutte le risorse raccolte alla crescita significa per noi puntare sul nostro piano industriale e sui progetti di sviluppo anche nell’ ambito dell’ M&A condividendo con il mercato i nostri successi mediante un costante ed attento dialogo con gli investitori.”

DBA GROUP 

– Ha firmato con Open Fiber quattro accordi quadro per servizi di ingegneria per un importo un massimo di circa 12,8 milioni. 

CrowdFundMe

unica piattaforma di equity crowdfunding quotata su Borsa italiana, con il lancio di venerdi” 19 luglio della raccolta di i-RFK S.p.A. ha dato il via a un”operazione di “crowdlisting” su Euronext. Un”operazione – spiega una nota – che conferma il trend in forte crescita tra i soggetti istituzionali interessati all”utilizzo dell”equity crowdfunding per ampliare i mercati di riferimento. Cosi”, dopo le modifiche legali e regolamentari che autorizzano l”offerta dei mini-bond anche mediante le piattaforme italiane, anche la piu” grande borsa europea in termini di capitalizzazione aggregata di mercato e” pronta per aprirsi al mondo crowd e inserirlo strutturalmente nella filiera del mercato dei capitali. cce 

OFFICINA STELLARE 

 Banca Finnat, global coordinator della recente Ipo, ha esercitato integralmente l’opzione di greenshoe. 

SOCIETÀ

ITALIA

Stacco cedola dividendo: Enel (saldo).

Enel Russia, assemblea straordinaria su vendita impianto a carbone Reftinskaya GRES.

ALTRE QUOTATE

Assemblea: Net Insurance (9,30) [bilanci 2017 e 2018 e azioni di responsabilità] in 2° conv.

Cda 1° semestre: Sogefi.

UNICREDIT

Per Unicredit l”uscita da Fineco e” stata una delle ultime tappe del piano industriale Trasform 2019. In questi ultimi tre anni la banca di piazza Gae Aulenti ha rivisto profondamente il proprio perimetro, rinunciando ad asset come Pioneer, Bank Pekao e, per l”appunto, la banca online ereditata da Capitalia. Ma per l”amministratore delegato Jean Pierre Mustier non si e” trattato di misure opportunistiche. Al contrario il banchiere francese ha un”idea precisa del percorso industriale intrapreso dal gruppo, un percorso che continuera” con il nuovo piano. La strategia sara” tenuta a battesimo a Londra nel prossimo mese di dicembre, ma in una conversazione con MF-Milano Finanza Mustier ne ha illustrato obiettivi e linee guida. Domanda. Signor Mustier, in questi mesi il vertice di Unicredit sta lavorando al nuovo piano. Che piano sara”? Risposta. I dettagli e la strategia saranno comunicati in dicembre. Transform 2019 e” stato un piano di ristrutturazione nell”ambito del quale ci siamo concentrati sulla pulizia dell”attivo, sul controllo dei costi e sul rafforzamento dei ratio di capitale. A pochi mesi dalla conclusione del piano, posso dire che abbiamo fatto molta strada, come dimostrano i risultati gia” raggiunti. I recenti upgrade che abbiamo ricevuto da S&P e Moody”s ne sono una conferma tangibile. Nel nuovo piano invece lavoreremo molto di piu” sulla trasformazione di Unicredit . L”efficienza arrivera” soprattutto dall”ottimizzazione delle attivita”. Per esempio semplificheremo i processi e la gamma prodotti grazie all”automatizzazione e alla digitalizzazione. Questo genere di efficienza consentira” alle nostre persone di dedicare molto piu” tempo al cliente. D. Un esempio. R. In Germania stiamo gia” lavorando in questa direzione: alla fine del 2017 occorrevano 80 minuti per aprire un conto corrente visto che il cliente doveva leggere una ventina di pagine e fare 40 firme. Abbiamo semplificato il processo e oggi bastano 14 minuti, grazie all”introduzione della firma elettronica. I minuti risparmiati ci consentono di dedicare tempo e energie a seguire i clienti e ad acquisirne di nuovi. Nel nuovo piano estenderemo questo metodo a tutti i nostri processi puntando sull”efficienza. Un”efficienza che sara” una leva fondamentale in un contesto di debole crescita economica e di tassi negativi che ci aspettiamo per i prossimi anni in Europa. In questo contesto non e” credibile una strategia basata sulla crescita dei ricavi. Bisognera” muovere piu” leve e lavorare sia sulla stabilizzazione delle fonti di reddito che sul controllo dei costi. D. Nella strategia potrebbe rientrare anche la creazione di una subholding per le banche estere? R. In vista del nuovo piano strategico, abbiamo annunciato lo scorso maggio quattro misure finanziarie e una di queste consiste nella evoluzione della struttura del gruppo aumentando le potenzialita” e la flessibilita” e, in particolare, ottimizzando il costo della raccolta. Si tratta di un”opzione che potrebbe rivelarsi utile qualora ci trovassimo ad affrontare un contesto negativo di mercato. Tutte le quattro misure peraltro vanno viste in prospettiva come strumenti per potenziare il profilo della banca. Non c”e” nulla di piu” di questo. Siamo e resteremo quotati in Italia e con il nostro quartier generale in Italia. D. Sara” un piano stand alone? R. Il piano avra” come presupposto la crescita organica: oggi un”integrazione di dimensioni importanti e” estremamente difficile. Sono circolate molte voci che preferiamo non commentare, ma siamo sempre stati molto chiari su questo punto. nostra abitudine dire quello che facciamo e fare quello che diciamo. D. Lei ha parlato di ricavi. Qualcuno ritiene che in questi anni Unicredit abbia penalizzato la propria base ricavi cedendo partecipate molto redditizie come Pioneer o Fineco . Cosa risponde? R. Guardiamo all”asset management, settore del quale ho peraltro avuto esperienza diretta prima di tornare in Unicredit . Da Amundi oggi noi riceviamo esattamente le stesse commissioni che ricevevamo da Pioneer, quando era controllata da Unicredit . Da quel punto di vista nulla e” cambiato. Quello che non abbiamo piu” e” la proprieta” della fabbrica prodotto, ma questa scelta e” stata dettata da considerazioni di carattere industriale: oggi un asset manager per bilanciare il costo di produzione ed essere profittevole deve avere una massa critica di almeno 1.000 miliardi, cosa che Pioneer non aveva prima della fusione con Amundi. Insomma, potevamo o fare acquisizioni (strategia che avrebbe assorbito molto capitale) oppure optare per un”integrazione. Una scelta simile del resto ha riguardato anche l”equity brokerage che qualche anno fa abbiamo chiuso, affidando le attivita” in gestione a Kepler. Anche in quel caso qualcuno ci accuso” di esserci ritirati dal settore, ma la strategia era perfettamente coerente. Per internalizzare una fabbrica prodotto oggi occorre avere la massa critica che la renda profittevole, altrimenti la strada obbligata e” l”esternalizzazione. D. Stesso discorso per Fineco? R. Anche in questo caso la cessione va vista in prospettiva ed e” per certi versi un caso simile alla vendita di Bank Pekao avvenuta all”inizio del piano. Da un lato tra Unicredit e Fineco non c”erano significative sinergie industriali e non avrebbe avuto senso cercare di svilupparle. Oggi Fineco ha bisogno di crescere in maniera indipendente e siamo felici di averla aiutata in questo percorso. Dall”altro lato la dismissione e” avvenuta a multipli particolarmente favorevoli: basti pensare che dalla cessione di maggio Unicredit ha incassato l”equivalente di 17 anni di dividendi. Va da se” insomma che la cessione ha avuto molto senso per Unicredit , soprattutto per il forte contributo ai nostri livelli di capitale. Oggi una robusta dotazione di capitale, nel quadro regolamentare, ci da” piu” opzioni per aumentare il ritorno dei nostri azionisti. D. Da questo punto di vista allora perche” non vendere anche la quota in Mediobanca? R. Perche” se oggi vendessimo quella partecipazione finanziaria registreremmo un impatto negativo sul capitale. Quando e se ci saranno le condizioni favorevoli, prenderemo una decisione. Quanto alla governance di Mediobanca , anche se Unicredit e” un investitore finanziario che non interferisce con le scelte del board, avevamo comunque proposto la creazione di un patto di sindacato piu” forte per proteggere l”istituto. Gli altri soci pero” non hanno voluto. D. Deutsche Bank ha appena annunciato un drastico piano di ristrutturazione. Che sfide vede per il settore bancario in Europa? R. L”evoluzione del settore bancario in Europa e” una questione complessa. Bisogna partire dalla constatazione che le banche europee hanno perso la battaglia del corporate & investment banking contro le concorrenti americane. Quello che oggi i nostri istituti possono fare e” concentrarsi sul tessuto delle piccole e medie imprese che rappresentano il 70% dell”occupazione in Europa. Queste realta” hanno bisogno di capitali per crescere, capitali che vengono solo in piccola o piccolissima misura dal venture capital e dagli investitori internazionali. La capacita” di attrarre capitali e” oggi un problema fondamentale: per rendersene conto e” sufficiente confrontare il rapporto tra mercato dei capitali e Pil negli Usa e in Europa. Le banche nel medio termine dovranno essere in grado di mettere in campo soluzioni. Unicredit , per esempio, ha creato, insieme con importanti gestori internazionali, una piattaforma per un valore fino a 2 miliardi di euro per partecipazioni di minoranza a lungo termine nelle pmi. Non solo. Abbiamo avviato un programma di accelerazione rivolto alle start up per favorire lo sviluppo di nuove attivita” imprenditoriali. Iniziative che confermano la nostra vocazione di banca commerciale paneuropea. Un”altra sfida e” fornire risorse finanziarie a persone che secondo i criteri tradizionali non potrebbero accedervi, attraverso forme di microcredito; oppure finanziare progetti ad impatto sociale. Anche questa e” una missione in cui oggi Unicredit crede molto. D. Un problema aperto per il sistema e” il completamento dell”Unione Bancaria. A che punto e”? R. Sono molto attento a questo tema, anche per il mio ruolo di presidente della European Banking Federation. Il dibattito sul completamento dell”Unione Bancaria oggi e” concentrato soprattutto sullo schema di assicurazione dei depositi, ma il tema e” piu” ampio. La questione cruciale e” attrarre capitali dall”estero: per questo e” importante ridurre la forte frammentazione del sistema bancario europeo e renderlo piu” omogeneo. Faccio un esempio: chi investe nel settore bancario negli Usa non fa distinzione tra istituti dello stato di New York o della California. In Europa invece si pensa ancora in termini di banche italiane, tedesche o spagnole. Questo va superato. 

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