Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RUMORS E NEWS DEL 9 GENNAIO

RUMORS E NEWS DEL 9 GENNAIO

TELECOM

-Tim ha concluso con successo il lancio di un”emissione obbligazionaria a tasso fisso per 1 miliardo e 250 milioni di euro, destinata a investitori istituzionali. Il rendimento dell”emissione, pari a 4,125%, risulta inferiore al costo medio del debito del gruppo, che a fine settembre 2018, si attestava a circa 4,4%. L”emissione si inserisce nel processo di ottimizzazione e rifinanziamento del debito in scadenza. Il rendimento effettivo a scadenza pari a 4,125%, corrisponde a un rendimento di 387,6 punti base sopra il tasso di riferimento (mid swap).I titoli saranno emessi nell”ambito del programma Emtn da 20 miliardi del gruppo e saranno quotati presso la Borsa del Lussemburgo. 

FCA

Fca è vicina ad un accordo sulle accuse mosse dal Dipartimento di Giustizia Usa secondo cui avrebbe utilizzato un software illegale per consentire a 104.000 veicoli diesel Usa di superare i limiti di emissioni, secondo quanto riferisce una persona vicina alla conoscenza dei fatti.L’intesa, che potrebbe essere annunciata anche questa settimana, dovrebbe includere significative contravvenzioni civili e accantonamenti della società per compensare l’eccesso di emissioni dei diesel, dice la fonte, e coprirà le richieste da parte del Dipartimento di Giustizia, degli stati Usa e dei proprietari dei veicoli.La società, che non ha commentato, ha negato qualsiasi illecito e in precedenza aveva detto che non c’è mai stato un tentativo di creare un software per truccare sulle regole nelle emissioni.A ottobre Fca ha accantonato 713 milioni di euro per coprire costi potenziali legati al caso Reuters ha scritto in precedenza che il Dipartimento di Giustizia sta puntando a multe civili “sostanziali” da parte di Fiat Chrysler dopo averla accusata a maggio 2017 di usare illegalmente un software che ha portato a eccedere nelle emissioni di 104.000 veicoli diesel Usa venduti dal 2014.

FINCANTIERI

Il gruppo cantieristico ha firmato un contratto con Norwegian Cruise Line Holding per costruire due navi per un valore totale superiore al miliardo di euro.
La Commissione europea ha accolto la domanda presentata da Francia e Germania al fine di esaminare, alla luce del regolamento sulle concentrazioni, la proposta di acquisizione di Chantiers de l’Atlantique.
“Sulla base degli elementi forniti dalla Francia e dalla Germania, e fatti salvi i risultati della sua indagine esaustiva, la Commissione ritiene che l’operazione potrebbe nuocere in misura significativa alla concorrenza nel settore della costruzione navale, in particolare per quanto riguarda il mercato mondiale delle navi da crociera”, dice la Commissione.

ENI

-Eni & Co non dovranno pagare in un”unica soluzione gli 1,111 miliardi di dollari dovuti al governo kazako per chiudere il contenzioso triennale sul giacimento a gas di Karachaganak, uno dei piu” grandi al mondo. Vista la cifra, si tratta di una buona notizia, nient”affatto scontata: il pagamento avverra” in piu” tranche, a partire dalla firma dell”accordo, prevista entro fine mese. La richiesta del consorzio Kpo (Karachaganak petroleum operating company), scrive MF, e” stata accolta direttamente dal ministro kazako dell”Energia, Kanat Bozumbayev. Dopo la firma, Eni e gli altri partner di Kpo verseranno percio” solo un acconto di 400 milioni di dollari. Di questi, circa 116 milioni saranno a carico del Cane a sei zampe, co-operatore del giacimento con una quota del 29,25% nel consorzio, al pari di Shell, mentre gli altri gruppi detengono partecipazioni inferiori: Chevron ha il 18%, Lukoil il 13,5% e KazMunaiGas, la compagnia nazionale del Kazakhstan, il 10%. Quest”ultima, in realta” beneficera” dell”accordo perche” d”ora in avanti avra” diritto a una percentuale maggiore sui ricavi futuri del giacimento.
red/la

SAFILO

Safilo  ha firmato un accordo pluriennale di licenza per il design, la produzione e la distribuzione di occhiali a marchio Levi’s.Lo dice una nota, dove si specifica che l’accordo entrerà in vigore a gennaio 2020 e proseguirà fino a novembre 2024, con la possibilità di rinnovo per ulteriori cinque anni. La collezione sarà lanciata nella primavera/estate 2020.

GEDI

-Nel futuro del Gruppo Gedi , la casa editrice nata dall”integrazione di Itedi (Fca ) nel Gruppo Espresso , c”e” la volonta” di ampliare gli orizzonti del business, cercando sponde oltre i confini nazionali. E mentre, in Italia, si guarda ai taglio dei costi – da poco e” stato approvato lo stato di crisi al quotidiano La Repubblica che prevede importanti incentivi all”esodo e il ricorso alla solidarieta” per risparmi complessivi su base biennale per 60 milioni -, e” all”estero che si orienta l”attenzione degli azionisti, in particolare della holding Cir della famiglia De Benedetti (43,78%) e dell”alleato strategico, la Exor degli Agnelli-Elkann (5,99%). Lo scorso anno, scrive MF, una delle soluzioni che era stata presa in esame, seppur in maniera non formale, da parte dei soci e del management, in particolare l”ad di Cir ed ex ceo di Gedi, Monica Mondardini, era relativa a una possibile integrazione con la prestigiosa testata francese Le Monde, adesso lo scenario e” cambiato.

SOMEC

Somec , gruppo specializzato nello sviluppo e nella realizzazione di grandi progetti navali e civili relativi a involucri vetrati, sotto i riflettori. La società potrebbe beneficiare della nuova commessa ottenuta da Fincantieri (FCT.MI), tra i suoi clienti più importanti.Il gruppo cantieristico di Trieste ha infatti siglato un contratto con Norwegian Cruise Line per la costruzione di due navi a marchio Oceania Cruises. Il valore della commessa supera il miliardo di euro (circa il 3,7% dell’attuale portafoglio ordini). Le navi, che hanno una capacità di trasporto di 1200 passeggeri, dovrebbero essere consegnate nel 2022 e nel 2025La notizia è molto positiva per Fincantieri, la cui raccolta ordini nel 2018 dovrebbe avere superato l’ammontare di 11 miliardi di euro. Nel 2019 le previsioni sono, al momento, per un ulteriore incremento di 5,9 miliardi.
Ma è positiva anche per Somec, che è già stata coinvolta nella realizzazione di 3 navi ordinate da Virgin Voyages a Fincantieri, pr un valore atteso della commessa di 14 milioni di euro a nave.

CALEIDO GROUP

Il 2 e il 4 gennaio 2019 Caleido Group ha ricevuto da Negma Group due richieste di conversione parziale della prima tranche del prestito obbligazionario convertibile cum warrant, emessa lo scorso 10 dicembre a favore di quest’ ultima.
Le richieste riguardano la conversione di 5 obbligazioni per un controvalore totale pari a 50mila euro.
Con riferimento a suddetta tranche risulteranno ancora da convertire 20 obbligazioni per un valore complessivo di 200mila euro e 83.333 warrant.
In merito alla prima richiesta di conversione, avente ad oggetto un obbligazione, il prezzo fissato e’ pari a 0,53 euro per azione, mentre per la seconda, riguardante 4 obbligazioni, ammonta a 0,44 euro per azione.
Pertanto saranno emesse a favore di Negma complessive 109.776 nuove azioni ordinarie di Caleido Group, di cui 18.867 rinvenienti dalla prima conversione e 90.909 dalla seconda.

ENEL E ACEA

Nella riunione del 20 dicembre 2018 l”Autorita” Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per oltre 93 mln di euro il gruppo Enel e per oltre 16 mln il gruppo Acea per aver abusato della propria posizione dominante nei mercati della vendita di energia elettrica in cui offrono il servizio pubblico di maggior tutela; servizio destinato a essere eliminato entro il 1* luglio 2020 con la piena affermazione di un unico mercato nazionale della vendita di energia elettrica completamente liberalizzato. Nella stessa riunione, informa una nota, l”Autorita” ha anche valutato le condotte commerciali del gruppo A2A negli stessi mercati, non riscontrando tuttavia elementi probatori sufficienti per accertare l”infrazione anche nei confronti di tale operatore. L”Autorita” aveva avviato nel maggio 2017 i tre distinti procedimenti istruttori nei confronti delle imprese del gruppo Enel, del gruppo A2A e del gruppo Acea, a conclusione dei quali e” emerso che tanto il gruppo Enel quanto il gruppo Acea hanno sfruttato in modo illegittimo prerogative e asset, derivanti dall”essere fornitori di maggior tutela, per realizzare una dichiarata politica di “traghettamento” della clientela gia” rifornita a condizioni regolate verso contratti a mercato libero. In particolare, l”istruttoria ha accertato che sia Enel -almeno a partire dal gennaio 2012 e almeno fino al maggio 2017-, sia Acea -almeno dal 2014 e fino a tutto il 2017- hanno raccolto i consensi privacy dei clienti serviti in maggior tutela ad essere contattati a scopo commerciale e hanno poi utilizzato tali liste “consensate” per formulare agli stessi clienti tutelati offerte mirate, volte a far stipulare loro un contratto sul mercato libero. Poiche” nessuno dei concorrenti e” in grado di replicare -nelle aree in cui i due gruppi svolgono in esclusiva il servizio di maggior tutela- la descritta operazione, essa risulta illegittima e idonea ad amplificare artificialmente il vantaggio concorrenziale di cui tali gruppi gia” godono per motivi storico/regolamentari e legati alle caratteristiche della domanda. Inoltre, in merito al gruppo Acea, il procedimento ha altresi” evidenziato come, nella definizione delle proprie strategie commerciali, ACEA Energia si sia avvalsa anche di una serie di informazioni privilegiate e dettagliate sull”andamento delle quote e sul posizionamento dei concorrenti nelle aree geografiche in cui il gruppo svolge il servizio di distribuzione, fornite dalla societa” di distribuzione Areti. Tali condotte risultano idonee ad alterare le dinamiche competitive nei confronti dei venditori non integrati, che non posseggono le stesse prerogative ma che necessitano anch”essi, per competere, di rivolgersi al bacino della clientela tutelata. Quest”ultima infatti in Italia rappresenta ancora oltre il 60% della clientela domestica e quasi il 50% di quella non domestica in bassa tensione (Arera, Monitoraggio Retail 2017 – 596/2018/I/com). Inoltre, dal momento che il legislatore, in vista della abolizione della maggior tutela, ha previsto che vengano adottati “meccanismi che assicurino la concorrenza e la pluralita” di fornitori e di offerte nel libero mercato”, le condotte abusive accertate hanno anche l”effetto di sottrarre illegittimamente all”azione di tali meccanismi la clientela tutelata che in esito alle stesse viene acquisita come clientela sul libero mercato. Nel corso dei procedimenti, l”Autorita” si e” avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. 

CARIGE

2 mld di euro per salvare Carige. Nel dettaglio, scrive MF, il Dl Salva Carige che il governo ha varato lunedi” per mettere in sicurezza la cassa genovese, e” datato novembre 2018, un mese prima che i Malacalza bloccassero l”aumento di capitale aprendo cosi” la strada al commissariamento. La bozza prevede un fondo ad hoc per coprire gli oneri dell”intervento, cioe” la sottoscrizione di azioni per il rafforzamento patrimoniale e garanzie sui bond di nuova emissione. Risorse che arriveranno dai tagli ai fondi multilaterali di sviluppo e al fondo globale per l”ambiente. Per quanto riguarda la modalita” di salvataggio, il decreto ricalca puntualmente il Salva Banche varato il 23 dicembre 2016 dal governo Gentiloni per mettere in sicurezza Mps. Il governo ha messo in campo garanzie statali fino a 3 mld sulle passivita” di nuova emissione. I bond dovranno avere una durata compresa tra due mesi e sette anni e non potranno presentare clausole di subordinazione nel rimborso del capitale e nel pagamento degli interessi.

-Dopo la Bce, che ha posto Carige in amministrazione straordinaria, anche il governo ha lanciato un forte segnale al gruppo Malacalza. Il cerchio, scrive MF, si stringe sul principale azionista della banca (con il 27,5%), che e” ora chiamato a una decisione finale sull”aumento di capitale, senza ulteriori tentennamenti. Malacalza puo” decidere di non partecipare al rafforzamento (perdendo gli oltre 400 milioni investiti finora) o al contrario di mantenere la quota nell”azionariato (mettendo altro denaro, abbassando i prezzi di carico delle azioni e potendo ottenere un possibile ritorno). Ma un”opzione sempre meno possibile, con il passare delle ore, diventa lo stop all”aumento di capitale, come quello nell”assemblea del 22 dicembre, che ha riportato l”istituto nella bufera. una situazione per certi versi paradossale: i soldi per irrobustire Carige ci sono gia”, anche nel caso Malacalza decidesse di defilarsi. Si tratta dei 320 milioni dello Schema Volontario del Fitd, che si trasformerebbero in capitale in caso di via all”operazione. Carige insomma rischia misure in stile Mps , pur vivendo una situazione ben diversa: la banca e” oltre i requisiti patrimoniali fissati da Bce pochi mesi fa, in occasione del bond subordinato dello Schema Volontario, e ha gia” avuto un anno di tempo da Francoforte per mettersi a posto e trovare un partner. Sarebbe questo il tragitto iniziale definito dalla banca, che si e” interrotto il 22 dicembre, rendendo necessario l”intervento della Bce e poi quello del governo. La garanzia dello Stato sulla liquidita” scongiura problemi immediati sulla raccolta. Ma sullo sfondo, in caso di stop al rafforzamento e al momento come “ipotesi residuale”, resta la possibilita” di una ricapitalizzazione precauzionale, indicata dal governo e legata alla bocciatura negli stress test (negli scenari avversi). Questa soluzione, che richiede l”ok Ue, si farebbe strada se proseguisse ancora l”instabilita” sulla banca e avrebbe l”effetto di azzerare i soci: quindi anche Malacalza, che rischia comunque perdite integrali. Ma avrebbe conseguenze anche per i creditori subordinati istituzionali (non ne risultano retail). Ancora peggio se la banca fosse in futuro dichiarata “a rischio dissesto”: allora l”istituto ricadrebbe nelle risoluzioni della direttiva Brrd, con perdite estese anche a creditori senior e potenzialmente ai depositanti oltre 100 mila euro, oppure in una liquidazione con procedure nazionali. Inoltre servirebbe spendere denaro pubblico. Tutte soluzioni delicate, come ha mostrato l”esperienza della ricapitalizzazione precauzionale di Mps , delle quattro banche in risoluzione e delle due venete liquidate.

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