Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Rumors e news dell ‘ 11 febbraio

UNICREDIT

UniCredit rispetta ampiamente gli indici patrimoniali richiesti da Bce al termine degli Srep. Bce, informa una nota, ha comunicato a UniCredit che, in base alla decisione finale riguardante i requisiti patrimoniali a conclusione del processo annuale Srep (Supervisory Review and Evaluation Process), dovra” rispettare a partire dal 1* marzo 2019 i requisiti patrimoniali di Cet1 ratio al 10,07%, Tier 1 ratio all”11,57% e Total Capital ratio al 13,57%. Tutti i coefficienti patrimoniali sono comprensivi dei seguenti buffer di capitale da soddisfare tramite Cet1: requisito di Pillar 2 (P2R) del 2,00%, riserva di conservazione del capitale (Ccb) del 2,5%, riserva per gli enti a rilevanza sistemica globale (G-SII) del 1,00% e riserva di capitale anticiclica (CCyB) dello 0,07%. Al 31 dicembre 2018, i coefficienti patrimoniali di UniCredit su base consolidata sono: 12,13% Cet1 ratio transitorio (12,07% su base fully loaded), 13,64% Tier 1 ratio transitorio, 15,80% Total Capital ratio transitorio. Sulla base dello Srep, la Bce ha anche informato UniCredit delle sue raccomandazioni di vigilanza in merito alla copertura dei crediti deteriorati. Come gia” annunciato lo scorso 16 gennaio, UniCredit ritiene che il dialogo normativo con la Bce possa portare a un impatto basso, a una sola cifra in termini di punti base, sul suo Cet1 ratio in riferimento alla copertura aggiuntiva del suo stock di crediti deteriorati, per ogni anno fino al 2024, data indicata dalla Bce nella sua comunicazione

TELECOM

Il dado e” tratto, con la prima riunione tenutasi il 5 febbraio tra i vertici di Telecom Italia e quelli di Open Fiber, l”esercito che proponeva la rete unica di telecomunicazioni ha passato il Rubicone ed e” convinto che a questo punto non si potra” piu” tornare indietro. In realta”, nonostante guardandola dall”esterno possa sembrare una partita industriale come tante altre (due societa” che scelgono le modalita” con cui allearsi), le complessita” di questo progetto sono notevoli, la prima delle quali e” che coinvolge un grande numero di soggetti e quindi di manager. Il ramoscello d”ulivo, cioe” la piu” significativa ed esplicita apertura al processo di unificazione e” arrivato dall”amministratore delegato di Tim , Luigi Gubitosi. Telecom quindi e” il primo e principale soggetto coinvolto, visto che di fatto possiede la rete piu” estesa del paese, ma e” evidente che non si puo” comprendere solo la volonta” di Tim in questa equazione, ma anche quella dei suoi due piu” grandi azionisti ossia Elliott (che esprime la maggioranza dei consiglieri) e Vivendi . L”altra azienda evidentemente coinvolta e” Open Fiber, ma e” chiaro che su una partita cosi” importante le decisioni vengono condivise con i due azionisti al 50%, Enel e la Cassa Depositi e Prestiti. Dopodiche” c”e” la parte politica, che nella partita sulle infrastrutture tlc ha giocato un ruolo importantissimo, fin dal governo precedente, visto che Open Fiber e” nata su iniziativa dell”esecutivo guidato da Matteo Renzi. Oggi l”operazione di unificazione passa inevitabilmente dagli input della Lega e dei 5 Stelle, ma dovra” tenere conto anche del parere degli altri partiti all”opposizione. Gia” solo cosi” ci sono quindi 9 societa” coinvolte, senza tener conto che andando avanti con il processo, soprattutto se si procedera” con un”aggregazione societaria, saranno poi coinvolti anche i sindacati, e le autorita” italiane ed europee. In Telecom, il dossier passa ovviamente per le mani del ceo Gubitosi e in misura minore per quelle del presidente Fulvio Conti, ma non solo. Tra i manager piu” attivi sulla rete in Telecom sono state assegnate grandi responsabilita” al Carlo Nardello, entrato in azienda il 7 gennaio con il ruolo Chief Strategic Development & Transformation Office, e avranno un ruolo chiave anche Piergiorgio Peluso, che dirige la parte administration, finance and control oltre ovviamente al Chief Infrastructures Officer Stefano Siragusa. In Open Fiber la partita, oltre che dai vertici, in primis il ceo Elisabetta Ripa ma anche il presidente Franco Bassanini, passera” anche per altri manager. A Francesco Nonno sono affidate le materie regolamentari (che in questo caso saranno sicuramente sollecitate) e ci si aspetta che anche l”ufficio legale diretto da Filipa Jorge Ramos avra” un ruolo cosi” come ne avra” uno il responsabile amministrazione finanza e controllo Mario Rossetti. Passando poi ad aspetti piu” industriali e” probabile che a vario titolo saranno coinvolti Simone Bonannini (Marketing e Commerciale), Stefano Paggi (Network & Operations) e Paolo Perfetti (Technology). I primi incontri che si terranno tra le societa” serviranno proprio per mettere a punto i team di lavoro che si dovranno 

TELECOM BIS

Il fondo Brandes Investments ha comunicato di detenere al 31/12/2018  una doppia quota in Telecom Italia, pari al 2,4% del capitale ordinario (362,7 milioni di azioni) e al 6,6% delle azioni di risparmio (360 milioni di azioni, detenuti sotto forma sia di azioni quotate che di diritti).  A maggio 2018 Brandes deteneva lo 0,01% delle azioni ordinarie TIM e si era schierata con Elliott nel voto per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione. La comunicazione di Brandes e le altre indicazioni sull’accumulo di quote prima dell’assemblea (Elliott al 9,55% e Canada Pension Plan al 3,1%) sono in linea con le nostre previsioni. 

ENI

Eni ha firmato un accordo con SABIC per lo sviluppo congiunto di una tecnologia innovativa per la conversione del gas naturale in gas di sintesi, da cui produrre combustibili ad alto valore e prodotti chimici come il metanolo. 
La partnership prevede anche la realizzazione di un impianto industriale dimostrativo all’interno di un sito Eni. 
Eni, che ha sviluppato inizialmente la tecnologia, potra’ beneficiare cosi’ della profonda competenza della ricerca di SABIC nel campo della reattoristica e le conoscenze derivanti dall’esperienza industriale nell’integrazione tra processi di generazione di gas di sintesi e processi per la produzione di prodotti chimici derivati. 
La collaborazione portera’ allo sviluppo di una tecnologia innovativa che permettera’ di migliorare l’efficienza e ridurre Capex e Opex rispetto alla tecnologie tradizionali, aumentandone la flessibilita’ rispetto alle cariche e contribuendo a ridurre le emissioni specifiche di CO2.


MASSIMILIANO ZANETTI

Massimo Zanetti Beverage ha annunciato l’apertura di una nuova caffetteria Segafredo  Zanetti Espresso in Corsica. 
Il locale, gestito da franchisee Stouvenot, e’ situato a Baleone, a pochi chilometri da Ajaccio, all’interno del moderno centro commerciale E. Leclerc. 
Sylvie Houe’, responsabile sviluppo caffetterie per Segafredo Zanetti France, ha cosi’ commentato: “Siamo molto contenti di questa seconda apertura in Corsica. Il nuovo SEC ha una magnifica terrazza esterna che consente di sviluppare l’ offerta complementare con nuove ricette cold brew, stuzzichini e molto altro. Il nostro locale rappresenta anche un’ interessante alternativa in pausa pranzo per i clienti che lavorano nelle vicinanze “.

UBI BANCA

La Bce ha assegnato a Ubi un requisito minimo di Cet1 del 9,25% fully loaded per il 2019. Il tutto a seguito del processo annuale di revisione prudenziale, il cosiddetto Srep. 
Lo comunica la stessa banca in una nota, aggiungendo che nell’ indicazione e’ compreso il requisito minimo di Pillar 1 (4,50%), il requisito aggiuntivo di Pillar 2 (2,25%) e il Capital Conservation Buffer (2,50%). Il dato e’ in crescita rispetto al 2018 esclusivamente per effetto dell’ entrata a regime del Capital Conservation Buffer. 
Nella medesima comunicazione, la Bce ha richiesto il rispetto di un requisito minimo di Total Capital ratio del 12,75%, invariato rispetto al 2018. Il dato e’ il risultato della somma tra capitale regolamentare minimo di Pillar 1 (8%), requisito di Pillar 2 (2,25%) e Capital Conservation Buffer (2,50%). 
Al 31 dicembre 2018, con un Cet1 phased in dell’ 11,70% e fully loaded dell’ 11,34% e un Total Capital Ratio phased in del 13,80% e fully loaded del 13,44%, il gruppo si posiziona ben al di sopra dei requisiti minimi richiesti.

GENERALI

Francesco Gaetano Caltagirone ha superato il 5% del capitale di Generali , dicono i quotidiani. 
I grandi soci italiani, Caltagirone, Del Vecchio, Benetton e Ferak, insieme, superano Mediobanca. Unendo le forze, potrebbero riuscire a ottenere spazio nel consiglio di amministrazione.

AMBIENTHESIS

Ambienthesis ha reso noto che la controllata polacca Ekotekno ha depositato un nuovo ricorso al Consiglio di Stato polacco contestando violazioni del diritto sostanziale e procedurale nella sentenza del TAR di Lodz. 
Sentenza che boccia il ricorso di Ekotekno per l’inclusione dell’impianto di gestione dei rifiuti in costruzione all’interno del “Piano dei rifiuti relativo alla Regione di Lodz per gli anni 2016-2022 con estensione per gli anni 2023-2028”.

ASTALDI

Il gruppo giapponese IHI non investirà né parteciperà al salvataggio di Astaldi. Lo ha detto un portavoce dell’azienda.  

Il conglomerato giapponese ha deciso di non investire perché Astaldi non soddisfa le condizioni poste da IHI per un accordo, ha spiegato il portavoce, che ha comunque aggiunto che questa scelta non esclude possibilità di futura cooperazione.  Ora rimane in campo soltanto Salini Impregilo  che ha presentato un’offerta non vincolante per Astaldi. 

AUTOGRILL

Autogrill ha chiuso il 2018 con ricavi in crescita del 2,2% (+5% a cambi costanti) a 4,7 miliardi di euro, in linea con le indicazioni della società, mentre prevede un utile per azione nella parte bassa delle stime. 
I ricavi del canale aeroportuale sono aumentati del 7,2% a cambi costanti (+5,6% su base confrontabile).  La società preannuncia per il 2018 un Ebitda underlying tra i 412 e i 416 milioni e un utile per azione underlying tra 0,38 e 0,39 euro. A luglio avevano indicato un target di Ebitda underlying tra 410 e 420 milioni (da 419 nel 2017) e un Eps underlying tra 0,38 e 0,42 euro (0,42 euro nel 2017).  

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