Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Rumors e news dell ’11 giugno

FCA

Dopo essere uscita come la vera vincitrice nella partita Fca -Renault, ieri Nissan ha posto le sue condizioni affinche” l”ipotesi di fusione possa ripartire, ovvero che la holding riduca sensibilmente la sua quota nel capitale della casa di Yokohama, di cui ora detiene il 43,5%. La clamorosa rottura delle trattative, scrive MF, che avrebbero dovuto portare alla fusione tra Fca e Renault ieri ha infatti mosso le diplomazie ai piu” alti livelli per capire se ci sono margini per riaprire le negoziazioni. Mettendo in evidenza che probabilmente al Lingotto si sono resi conto che il comunicato notturno, voluto dal presidente John Elkann, con cui Fca ha ritirato la proposta di fusione e” stato quantomeno precipitoso. In particolare, nella mattinata di ieri e” emerso che il management di Renault ha tentato di mettere con le spalle al muro Nissan inviando una lettera per annunciare “l”intenzione di astenersi dal votare” sulla costituzione di tre commissioni (nomine, audit e compensi) durante l”assemblea generale del produttore giapponese, prevista per il 25 giugno. La missiva e” stata inviata dal presidente di Renault Jean Dominique Senard al ceo di Nissan Hiroto Saikawa. Questa astensione bloccherebbe la riforma, che da statuto deve essere approvata da una maggioranza di due terzi. La risposta della casa di Yokohama non si e” fatta attendere. Secondo quanto trapelato, Nissan intende chiedere a Renault di ridurre in modo significativo la quota del 43,4% detenuta nel gruppo giapponese in cambio del suo appoggio all”alleanza Fca -Renault.

TELECOM

TIM  dovrebbe annunciare all’inizio di agosto l’acquisizione della quota di Cassa Depositi e Prestiti in Open Fiber, lo dice IlSole24Ore. Nell’operazione, Open Fiber dovrebbe essere valutata circa 2 miliardi, senza il debito.  

POSTE

Poste Italiane ha lanciato una serie di nuovi servizi di consegna nell’ ambito della partnership stretta con Amazon, con l’ obiettivo di diffondere i vantaggi dell’e-commerce 
presso un numero crescente di famiglie in tutta Italia. 
Il gruppo guidato da Matteo Del Fante, infatti, ha attivato un nuovo servizio di consegna in giornata nelle principali citta’ italiane (Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Roma, Torino, Verona) attraverso la rete dei portalettere con consegna estesa agli orari pomeridiani. 
Inoltre, e’ stato ampliato il numero dei centri presso i quali e’ in funzione il servizio di recapito nella giornata del sabato e quello delle localita’ con servizi di consegna entro 24 ore, includendo Sicilia e Sardegna grazie a nuovi collegamenti aerei.

ENEL

Enel X, divisione dedicata a prodotti innovativi e soluzioni digitali del gruppo Enel, ha siglato un accordo con il Governatorato dello Stato Citta’ del Vaticano per la fornitura di 20 punti di ricarica, di cui 12 gia’ installati e 8 in fase di consegna. 
Le stazioni fornite da Enel X sono ‘ Pole station’ , installate in ambito pubblico ognuna con due punti di ricarica da 22 kW che permettono di caricare due veicoli elettrici contemporaneamente. 
Con questa operazione Enel X prosegue il proprio impegno nell’ attuazione del Piano nazionale per le infrastrutture di ricarica, che prevede di dotare l’ Italia di una rete di stazioni pubbliche su tutto il territorio nazionale , installando 14mila punti di ricarica entro il 2020, per salire fino a 28mila nel 2022. 
Ad oggi sono stati gia’ installati oltre 6mila nuovi punti di ricarica. 
In ambito pubblico Enel X ha inoltre stretto accordi con oltre 900 Comuni italiani, mentre nel settore privato ha siglato partnership con case automobilistiche e installato punti di ricarica nei piu’ importanti centri commerciali.

FIERA DI RIMINI E VICENZA

A un paio di mesi dal debutto del player dei pagamenti digitali Nexi (maggiore raccolta su scala nazionale ed europea da inizio anno, con oltre 2 miliardi) e in attesa dell”approdo di Rcf Group (casse acustiche) e Sanlorenzo (cantieristica), Piazza Affari e” pronta ad accogliere un”altra matricola. Si tratta di Italian Exhibition Group (Ieg), la societa” che controlla e gestisce gli enti di fieristici di Rimini e Vicenza e che lo scorso anno aveva gia” avviato il progetto di quotazione salvo poi ripensarci per le non facili condizioni di mercato. Questa, scrive milanofinanza.it, pare la volta buona. Perche” come annunciato oggi, Ieg, ha ottenuto da Borsa Italiana il provvedimento di ammissione a quotazione delle azioni ordinarie su Mta. Cosi”, gia” entro domani, la societa” presieduta da Lorenzo Cagnoni e guidata dall”ad Ugo Ravanelli presentera” a Borsa la domanda di ammissione alle negoziazioni delle azioni. L”efficacia del provvedimento di ammissione a quotazione, spiega una nota, rimane subordinato al deposito presso la Consob del Prospetto Informativo. Il flottante richiesto ai fini della quotazione sara” ottenuto tramite un collocamento privato riservato ad investitori qualificati in Italia e istituzionali esteri. Non e” prevista invece alcuna offerta al pubblico indistinto in Italia o all”estero. A cedere le azioni saranno gli azionisti Rimini Congressi e Salini Impregilo .

Mediaset 

.Il rischio che Vivendi eserciti il diritto di recesso e blocchi la nascita del polo europeo della tv generalista free esiste. Lo sanno bene in Mediaset anche se i vertici del network di Cologno Monzese confidano in un atteggiamento soft da parte del socio francese (28,8% di cui il 20% congelato in Simon Fiduciaria) con il quale, pero”, sia il Biscione sia l”azionista Fininvest sono ai ferri corti da oltre due anni tanto da essere finiti in tribunale. Ma, scrive MF, se la famiglia Berlusconi, il management, i consulenti (Citi, Intesa Sanpaolo e Mediobanca ) e legali (Pedersoli Studio legale) hanno messo in piedi una simile architettura del progetto che prevede la nascita della holding olandese MediaforEurope (avra” una market cap di 4 miliardi) che sara” quotata a Madrid e Milano, evidentemente hanno ipotizzato un sostegno o quanto una posizione passiva del gruppo transalpino. Da Parigi non trapela alcuna valutazione in merito in attesa della decisione di Vincent Bollore”. Un processo non semplice anche perche” Mediaset e Vivendi sono in guerra (legale) anche per la decisione di non far votare l”azienda francese in assemblea. “Possono esercitare il recesso, come ogni altro azionista, ma sarebbe una scelta irrazionale dal punto di vista finanziario e strategico”, ha detto ieri da Londra il cfo del Biscione, Marco Giordani.  

Leonardo 

. L’amministratore delegato Alessandro Profumo è tornato a farsi intervistare dal Sole24Ore, anche in questa occasione, come l’ultima volta, circa dieci giorni fa, c’è la conferma del raggiungimento dei target del 2019. Profumo dice questa volta che tutti lavorano per battere gli obiettivi. 

DO BANK

-doBank ha completato la procedura di recesso che costituisce una fase rilevante del procedimento avviato dalla Societa” che portera” alla revoca della licenza bancaria. La revoca, spiega una nota, e” parte integrante del piu” ampio progetto di riorganizzazione societaria annunciato in occasione della presentazione del Business Plan 2018- 2020 e condizione necessaria al perfezionamento dell”acquisizione di Altamira Asset Management, previsto entro la fine del primo semestre del 2019. Inoltre il Consiglio di Amministrazione di doBank ha preso atto che non risulta pervenuta alcuna comunicazione di esercizio del diritto di recesso da parte dei possessori delle azioni ordinarie e ha deliberato di considerare avverata la Condizione sui Recessi.

CARIGE

Per Carige ci sara” ossigeno fino a dicembre per consentire ai commissari e agli advisor di individuare una soluzione alla crisi in corso. Slitta, scrive MF, al 31 dicembre il termine entro cui puo” essere concessa la garanzia dello Stato sulle passivita” della banca. La misura e” contenuta in un emendamento del Dl Crescita.

TERNI ENERGIA

-TerniEnergia ha trasferito ad un primario Consorzio nazionale, attivo nel settore delle costruzioni e delle manutenzioni e gestioni di patrimoni immobiliari e impiantistici, un contratto di efficienza energetica realizzato in Toscana con la formula del project financing. L”accordo siglato, spiega una nota, prevede l”assunzione da parte del Consorzio dei debiti finanziari legati agli impianti (contratti di leasing e fornitura di energia elettrica) per 0,5 milioni euro circa. Per TerniEnergia l”operazione rappresenta un”azione orientata al contenimento del debito e al superamento dell”attuale situazione di tensione finanziaria del Gruppo nell”ambito del Piano di risanamento e rilancio, volto a completare, nel medio periodo, il riposizionamento strategico della Societa” nel settore della digital energy.

GAS PLUS

Gas Plus ha reso noto che i certificatori indipendenti hanno completato la valutazione e la certificazione dei giacimenti di Ana e Doina in Romania, nell’ambito del Midia Gas Development Project. 
Le riserve 2P dei due giacimenti ammontano a 7,250 miliardi di standard metri cubi (smc), di cui 725 milioni di smc corrispondenti alla quota del 10% di interesse nella concessione che Gas Plus deterra’ una volta completato il farm out del 5 per cento. 
La conclusione di quest’ultima operazione e’ prevista avvenire in tempi brevi. 
Includendo l’ammontare delle nuove riserve, ad oggi le riserve complessive di idrocarburi di Gas Plus ammontano a 4.996 milioni di smc rispetto ai 4.271 milioni a fine anno 2018.

GPI

GPI, capofila di un gruppo leader nei Sistemi Informativi e Servizi per la Sanita’ e il Sociale, ha annunciato la nascita di GPI POLSKA SP.Z.O.O. con sede a Varsavia. 
Ricordiamo che il gruppo e’ entrato in Polonia nel 2017 con l’acquisto del 60% di SALURIS SP. Z O.O., avamposto dedicato alla commercializzazione dei sistemi di automazione, partecipazione elevata al 100% dopo 2 anni modificandone la ragione sociale in GPI Polska. 
GPI Polska condividera’ la sede fisica con ARGENTEA SP. Z.O.O., societa’ costituita sempre da GPI nel 2018 con l’obiettivo di internazionalizzarsi promuovendo il portafoglio di soluzioni e servizi per i pagamenti elettronici nella medesima area di interesse. Le due societa’ opereranno creando sinergie di costo, mettendo a fattor comune i costi di gestione e ottimizzando le risorse professionali.

ALITALIA

Alitalia in stallo totale. E oggi governo, commissari Alitalia, Ferrovie dello Stato, in una riunione che si tiene al ministero dello Sviluppo, decidono per il rinvio del termine per la presentazione di offerte vincolanti. Lo scrive Repubblica aggiungendo che la crisi rischia di avvitarsi fino a compromettere la sopravvivenza stessa della compagnia in amministrazione straordinaria che a 25 mesi dall”avvio del commissariamento non trova soluzioni adeguate per il rilancio. Ecco perche” il rinvio di almeno un mese dei termini, appare oggi come la principale via di uscita. Un”altra soluzione, ben piu” traumatica, ma che le indiscrezioni indicano come possibile, potrebbe arrivare dal passo indietro di Danilo Toninelli, il ministro che piu” di altri ha eretto un muro di fronte ad Atlantia. Ma anche questo sacrificio potrebbe non bastare. Lufthansa -tenuta a debita distanza da Luigi Di Maio che l”ha allontanata senza troppi complimenti dalla rosa dei candidati- dopo aver perso l”interlocutore della Lega (il sottosegretario Armando Siri), guarda ormai con distacco all”evoluzione delle trattative, conclude il giornale

EEMS

L’ Assemblea degli azionisti di EEMS Italia ha approvato all’ unanimita’ dei presenti il bilancio d’ esercizio della Societa’ al 31 dicembre 2018 nonche’ la Relazione sulla Gestione deliberando di rinviare a nuovo la perdita dell’esercizio 2018 di 557,5 mila euro. 
L’ Assemblea ha inoltre preso atto del Bilancio Consolidato del Gruppo alla stessa data approvato dal Cda. 
I soci hanno espresso parere favorevole in merito alla prima sezione della relazione sulla remunerazione redatta dal Cda e hanno deliberato di integrare gli emolumenti da corrispondere alla Societa’ di Revisione.

FS

C”e” una allerta su Anas nel bilancio di Fs. Tra le eventualita” che potrebbero incidere sui conti del gruppo della mobilita” integrata guidato da Gianfranco Battisti c”e” il dialogo costante e tuttora in corso con il ministero dei Trasporti in merito al contratto di programma della societa” delle strade. A pagina 157 della relazione finanziaria 2018 Ferrovie dello Stato Italiane segnala infatti “il rischio della modifica a condizioni peggiorative o troppo sfidanti per l”azienda”. Ipotesi che potrebbe “influire sull”andamento della gestione e incidere sui risultati attesi”. L”ultimo bilancio, scrive MF, e” stato chiuso con ricavi per 12,1 miliardi di euro (+30% rispetto al 2017), di cui 2,4 attribuibili all”ingresso di Anas nel perimetro del gruppo, e un utile in crescita del 32% a 559 milioni. Allo stato attuale i proclami governativi sulla volonta” di rivedere il processo di incorporazione di Anas in Fs sono rimasti lettera morta. La societa” della strade “e” a tutti gli effetti un”azienda del gruppo e noi operiamo secondo questa logica”, aveva ribadito lo scorso 10 maggio Battisti in occasione della presentazione del piano industriale da 58 miliardi di euro che al 2023 destinera” 42 miliardi di risorse alle infrastrutture ferroviarie e stradali, suddivisi in 28 miliardi per Rfi e 14 miliardi di euro per Anas. Un piano, quello di Ferrovie, che incorpora le prescrizioni del Contratto di Programma. 

ISI3 – SALCEF

Industrial Stars of Italy 3  viaggia su una linea a tre fermate: business combination, quotazione sull’Mta ed espansione internazionale. 
La data clou per la SPAC quotata su AIM Italia da due anni è l’11 luglio, quando l’assemblea degli azionisti dovrà dare il via libera definitivo alla fusione con Salcef, società di manutenzione e di costruzioni ferroviarie. Concluso questo passaggio, quest’ultima sbarcherebbe in Borsa. Con l’approvazione del bilancio in corso e quindi verso marzo 2020, saranno poi avviate le pratiche per entrare nel segmento Star del Mercato telematico azionario di Borsa Italiana, dedicato alle imprese con capitalizzazione compresa tra 40 milioni e 1 miliardo di euro, che si impegnano a rispettare requisiti di eccellenza.
Dopo la business combination, si stima che l’azionariato vedrà la famiglia Salciccia – proprietaria di Salcef – intorno al 70% del capitale, con un restante 30% circa di flottante.All’assemblea “dovrà essere presente almeno il 33% del capitale attuale della Spac”, spiega Valeriano Salciccia, amministratore delegato di Salcef, “quindi invitiamo tutti gli investitori a cui piace la business combination a venire e votare: chi non può essere presente, può partecipare per delega”.L’operazione prevede un apporto di nuovo capitale pari a 100 milioni di euro che andrà a rinforzare la capacità finanziaria dell’azienda.
Gli investitori che decideranno di non recedere, avranno in dote un warrant ogni due azioni possedute, ovvero la possibilità di sottoscrivere una nuova azione a un prezzo di 10,50 euro l’una. Successivamente, ci sarà un aumento di capitale, in cui gli azionisti avranno un secondo warrant, gratuito e negoziabile, da esercitare entro il 2023.In prospettiva, Salcef ha già deciso anche la sua politica riguardo i dividendi: “Per il primo anno”, spiega lo stesso Salciccia, “abbiamo già fissato un target di 40 centesimi per azione, con un rendimento del 4%, che verrebbe pagato la prossima primavera dopo l’approvazione del bilancio 2019. Inoltre, vogliamo mantenere una politica del 40-50% dell’utile consolidato da destinare ai dividendi. Questo, a mio parere, sta a sottolineare la bontà dell’azienda”.
Il manager spiega che la quotazione avverrà a un multiplo EV/Ebitda 2018 di poco superiore a 5 volte, più basso di quello implicito in due acquisizioni avvenute di recente in questo settore: Eiffage/Meccoli e NRC/VR Track).
Successivamente, a operazione avvenuta, i multipli potrebbero essere più vicini alla media delle società attive in questo ambito, tra le quali la norvegese NRC group, la tedesca Vossloh e la francese CAF, la prima tratta a 8 volte l’Ev/Ebitda stimato dal consensus per il 2019, la seconda 10 volte l’Ev/Ebitda e la terza 7,3 volte.L’azienda, nella scia del boom degli investimenti a sostegno dei trasporti ferroviari, si sta espandendo: nel 2018 il valore della produzione è stato di 319 milioni di euro, con un utile netto consolidato che ha superato i 29 milioni. L’Ebitda si è attestato a 64,6 milioni. Negli ultimi quattro anni la crescita media annua dei ricavi è stata del 23%, quella dell’Ebitda del 53%. E, inoltre, il Piano 2017-2026 di Rete Ferroviaria per l’Italia prevede investimenti per 104,8 miliardi di euro, di cui 73 miliardi sono in infrastrutture, 14 miliardi in materiale rotabile e 7 miliardi in sviluppo tecnologico.Il gruppo è presente in 3 continenti, con filiali dirette in Europa, Africa e Medio Oriente per un totale di 1.100 persone impiegate. L’ultima acquisizione risale all’autunno del 2018, quando Salcef ha rilevato la società tedesca H&M (Hermes & Meinem) nell’ottica di rendere più facile la partecipazione alle gare d’appalto in Germania.Lo sbarco in Borsa e l’aumento di capitale serviranno a dare maggiore respiro all’internazionalizzazione attraverso nuove acquisizioni. All’estero il gruppo ha già ottenuto progetti di rilievo: dall’appalto da 120 milioni di euro per realizzare la metropolitana di Riad, ai contratti per realizzare la metro 5 di Bucarest, fino ai lavori in Egitto per un nuovo scavo ferroviario vicino a Il Cairo. E se il mercato internazionale si rivela promettente, anche per l’Italia, dove Salcef è tra i maggiori fornitori di Ferrovie dello Stato, ci potrebbe essere qualche spazio per acquisizioni: “C’è qualche realtà interessante che potremmo valutare, osserva il manager e azionista di riferimento, fino a portare la nostra quota mi mercato intorno al 40% [l’attuale QDM di Salcef è di poco superiore al 25% NdR]”. A questo quadro va poi ad aggiungersi un macro trend globale che riguarda il ricorso alle tecnologie verdi: basti pensare che l’Unione europea, al fine di ridurre le emissioni di CO2, ha richiesto che entro il 2030 il 30% delle merci debba passare da gomma a rotaia nelle percorrenze superiori a 300 km. E questo, indubbiamente, farà da volano allo sviluppo del settore ferroviarioA

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