Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Rumors e news dell ‘ 8 aprile

CHARME Capital Management

Nei giorni scorsi il team di Charme Capital Management, la societa” di gestione fondata da Matteo di Montezemolo, ha portato a casa un nuovo grande risultato, con il primo disinvestimento del terzo fondo, dopo che i primi due veicoli hanno restituito agli investitori, rispettivamente, 2,1 e oltre 2,4 volte il capitale investito. Il tutto con un limitato numero di operazioni, ma molto lavoro sulle partecipate e un approccio industriale. L”ultimo colpo, scrive Milano Finanza, risale a pochi giorni fa, quando Charme III ha annunciato la vendita della quota di controllo della spagnola Igenomix al fondo scandinavo Eqt, promosso dalla nota famiglia di imprenditori Wallenberg. La societa”, leader mondiale nel settore delle biotecnologie, con un innovativo portafoglio di prodotti incentrati sulla diagnostica genetica prenatale, e” stata valutata oltre 400 milioni di euro, permettendo al fondo di portare a casa quattro volte il capitale investito. Nel 2018 Igenomix ha registrato ricavi per circa 60 milioni e un ebitda di 22 milioni, con una posizione finanziaria netta neutrale. L”avventura di Charme in Igenomix, pero”, non finisce qui, perche” a breve il fondo reinvestira” per un 15% nel gruppo spagnolo, nell”ambito di una nuova operazione piu” ampia, che prevede la costituzione di una newco alla quale saranno apportate la minoranza di Igenomix piu” le partecipazioni in altre societa” europee del settore per le quali il fondo si trova attualmente in trattativa esclusiva. 

Telecom

L’ agenzia di rating Fitch ha abbassato il giudizio di rating su Tim a livello BB+ (da BBB-) con outlook stable. 
Il downgrade riflette la violazione di una soglia fissata dall’ agenzia sui flussi di cassa, in particolare il parametro funds from operations (FFO) adjusted net leverage. A fine 2018 l’ indicatore si e’ attestato a 4,7x e, secondo gli esperti, e’ improbabile che entro 2-3 anni scenda su base organica al di sotto della soglia fissata da Fitch per giustificare un rating BBB-. 
La violazione e’ stata determinata principalmente dai costi dello spettro 5G e dalla generazione di free cash flow inferiori alle attese. I FFO di Tim nel 2018 sono stati del 10% inferiori alle attese. 
Le pressioni concorrenziali sull’Ebitda, i costi di ristrutturazione in corso e il fabbisogno di capitale circolante potrebbero limitare la capacita’ di riduzione dell’indebitamento organico della societa’ nei prossimi esercizi. 
Fitch sta anche rivedendo la soglia di FFO net adjusted leverage necessaria per ottenere un rating investment grade, portandola a 4.0x da 4.2x, per incorporare un approccio piu’ cauto rispetto ai cambiamenti del mercato e dalla maggior concorrenza nel mobile. 
Lo scorso ottobre Fitch aveva gia’ tagliato l’ outlook a ‘ negativo’ citando l’ aumento della pressione competitiva scaturita dall’ ingresso nel mercato italiano di Iliad.

FCA

La società automobilistica avrebbe concluso un patteggiamento nell’ambito di una causa promossa nel 2016 da due concessionari statunitensi dell’Illinois e della Florida. 
Secondo le accuse, Fiat avrebbe fatto pressione sui concessionari,  affinché facessero sembrare più alti delle realtà i volumi delle vendite effettuate.  

La società ha da subito respinto le accuse. I termini del patteggiamento, riporta il Wall Street Journal, non sono noti.

ENI

Venerdì la società ha dichiarato che, in Libia “la situazione nei campi è sotto controllo e stiamo monitorando l’evolversi della situazione con molta attenzione. Eni non ha personale attualmente presente a Tripoli.”
Stamattina il petrolio è in forte tensione. Il Brent sale dello 0,4% e segna nuovi massimi da novembre a 70,60 dollari. Il Wti sale dello 0,5% a 63,33 dollari il barile. La scorsa settimana si è chiusa con un robusto progresso, che va dal +3% del Brent al +4,9% del Wti.L’incremento è determinato dalle crescenti tensioni in Libia, che fanno ipotizzare una riduzione dell’offerta di greggio sui mercati internazionali. 

FINCANTIERI

L’assemblea dei soci di Fincantieri ha approvato il bilancio d’esercizio 2018, oltre ad aver preso visione del bilancio consolidato, e la proposta di distribuzione di un dividendo di 0,01 euro per azione. 
Lo stacco della cedola e’ previsto per il 15 aprile, con record date il giorno successivo e pagamento il 17 aprile. 
I soci hanno poi eletto il nuovo consiglio di amministrazione, che rimarra’ in carica fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2021. Il Cda ha poi confermato Giampiero Massolo alla carica di Presidente e Giuseppe Bono come Amministratore Delegato. 
Quest’ultimo, nel corso dell’assemblea, ha sottolineato i buoni risultati raggiunti nell’ultimo anno, che vede un carico di lavoro complessivo raggiungere quota 34 miliardi. 
Il Ceo ha poi parlato dell’acquisizione di Stx France, confermando l’attesa per l’approvazione dell’Antitrust europea, e della ripresa della divisione Offshore, dove e’ allo studio la possibilita’ di creare prodotti nuovi e innovativi insieme a Eni. 
Infine, riguardo ai dividendi, Bono non ha escluso che questi possano aumentare in futuro, ma che una parte andra’ sempre riservata allo sviluppo futuro.

BANCO BPM

L’assemblea dei soci di Banco Bpm, riunitasi lo scorso 6 aprile con la partecipazione di 2800 soci rappresentanti circa il 35% del capitale sociale, ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2018, gia’ approvato dal cda in data 6 febbraio. 
Con riferimento al bilancio d’ esercizio al 31 dicembre 2018 di Banco BPM S.p.A. l’ assemblea dei soci ha deliberato la proposta di copertura della perdita, pari a 151.6 milioni, mediante l’ utilizzo di riserve di utili disponibili. 
I soci hanno dato via libera alle politiche di remunerazione e il piano di compensi basati su azioni di Banco BPM del sistema di incentivazione annuale destinato al personale del gruppo. 
L’assemblea ha quindi autorizzato l’acquisto di azioni ordinarie Banco Bpm per un ammontare massimo complessivo pari a 5 milioni di euro, finalizzata a dare attuazione alle politiche di remunerazione e incentivazione adottate dal gruppo.

PIERREL

Pierrel, attraverso la interamente controllata Pierrel Pharma, ha annunciato che il suo dispositivo diagnostico Goccles ha vinto la medaglia d’ argento nella sezione Diagnostica (categoria Medicale e Dentale) degli Edison Awards 2019 che riconoscono i migliori innovatori e le innovazioni di punta in arrivo da tutto il mondo. 
Ricordiamo che Goccles e’ uno speciale occhiale total Made in Italy, sviluppato e brevettato presso l’ Universita’ Cattolica di Roma, utilizzabile con fonti luminose non sofisticate, quali le lampade fotopolimerizzanti gia’ presenti in tutti gli studi odontoiatrici. Inoltre non e’ invasivo per il paziente e consente uno screening in soli 60 secondi. 
L’ osservazione della fluorescenza della mucosa permette l’individuazione di lesioni pre-cancerose e cancerose sospette a volte totalmente invisibili ad occhio nudo che appaiono come aree scure su uno sfondo verde. 
Fabio Velotti, amministratore unico di Pierrel Pharma, ha cosi’ commentato: Migliore tra i migliori, questo il senso del riconoscimento ricevuto da Goccles, lo scorso 5 aprile a Chicago. Ricevere un Edison Awards e’ una delle piu’ alte legittimazioni che un’azienda possa ottenere in nome dell’innovazione, poiche’ ad essere premiata e’ l’eccellenza nello sviluppo incentrato sull’uomo.”

ALITALIA

Il fallimento di WowAir, rimasta a terra la scorsa settimana, e” un”eccezione. Perche” se si scorre l”elenco delle compagnie aeree costrette a portare i libri in tribunali e gli aerei negli hangar, si scopre una strana coincidenza: i fallimenti avvengono soprattutto, se non addirittura esclusivamente, d”estate, o per meglio dire, dopo aver tirato le somme della stagione estiva. Cosi” e” stato per la vecchia Alitalia, fallita a fine agosto del 2008, mese fatale anche a Windjet. Epilogo di fine estate anche per AirBerlin, e l”elenco potrebbe continuare allargandosi a vettori meno noti come Primera (Danimarca) e Cobalt Air (Cipro), costrette ad arrendersi nell”ottobre scorso. Ma perche” questo periodo dell”anno puo” diventare letale per le compagnie aeree in difficolta”? Alla domanda ha trovato una risposta Andrea Giuricin, docente di economia del trasporto aereo all”universita” Bicocca di Milano, autore dello studio Perche” le compagnie aeree falliscono tutte d”estate?, realizzato per Ibl (Istituto Bruno Leoni). “La fine dell”estate e” quando termina il picco dei ricavi per una compagnia aerea, e al tempo stesso si pagano buona parte dei costi relativi al periodo”, spiega Giuricin. “Il fallimento di Wow Air rappresenta l”eccezione perche” la compagnia islandese era in difficolta” da tempo e stava cercando finanziatori. La settimana scorsa alla fine si e” deciso che non ci sarebbe stato futuro per l”azienda. WowAir non era nemmeno cosi” piccola”, osserva Giuricin, “dato che e” grande quasi il doppio di Air Italy in termini di passeggeri trasportati. Ma aveva un indicatore di perdite sul fatturato al 30 settembre del 2018 negativo di oltre sei punti percentuali nei primi nove mesi dell”anno. Si pensi che Alitalia, per ogni 100 euro di ricavi, registra costi operativi superiori a 113 euro al netto delle operazioni straordinarie”. Secondo lo studio, il settore aereo non sta andando male negli ultimi anni, e quasi tutte le grandi compagnie vedono margini positivi. “Alla luce dei dati disponibili”, calcola Giuricin, “si puo” stimare che Alitalia abbia incassato circa 750 milioni di euro relativi a viaggi durante il periodo estivo. Ma quanti soldi ha in cassa? Ormai circa 500 milioni di euro, quello che rimane dal prestito ponte. Questo significa che la compagnia ha gia” bruciato di fatto tutta la cassa (gran parte dei pagamenti relativi ai servizi si hanno dopo l”effettuazione del volo) e che e” gia” sotto di quasi 300 milioni di euro. Un buco enorme che rischia di venire fuori in tutta la sua tragicita” proprio a fine estate”. Non a caso i commissari straordinari di Alitalia, Daniele Discepolo, Enrico Laghi e Stefano Paleari, insistono sull”importanza di trovare in fretta una quadra alla vicenda, perche” il tempo stringe.

ASPI

Autostrade per l”Italia ha ricevuto comunicazione, lo scorso 5 aprile, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti della proroga al 3 maggio del termine di risposta nell”ambito del procedimento avviato a seguito del crollo di una sezione del viadotto Polcevera. Il Mit, informa una nota della societa”, ha precisato “quanto formulato nella lettera del 16 agosto 2018 in merito agli aspetti inerenti gli obblighi di custodia e manutenzione del viadotto e ha assegnato nuovo termine sino al 3 maggio 2019 per rispondere a tali ulteriori precisazioni”. 

EPRICE

ePrice ha annunciato di aver siglato un accordo con Carrefour Italia per la fornitura e il supporto all’ offerta di grandi elettrodomestici nei 50 ipermercati di quest’ultima situati in 11 regioni italiane. 
Paolo Ainio, presidente e amministratore delegato di ePrice, ha cosi’ commentato: “Siamo molto felici di poter inaugurare un nuovo canale commerciale con un player importante come Carrefour Italia. Quest’ iniziativa e’ in linea con la nostra strategia di servire sempre piu’ capillarmente il consumatore, generando sinergie con partner terzi sugli asset sviluppati da ePrice in questi anni.”

ACCORDO VOLKSWAGEN /BMW

–C”e” una fabbrica che produce beni e una che produce dati. Ma la catena di montaggio e” una sola. La fabbrica del futuro avra” un gemello digitale, nato dalle informazioni trasmesse da macchinari intelligenti e interconnessi. Il flusso informativo generato dall”impianto fisico servira” a quello virtuale per scovare errori, inefficienze, guasti nel sistema produttivo. Questa enorme mole di dati verra” immagazzinata e analizzata nel cloud: la fabbrica di domani sara” delocalizzata fra le nuvole. Robotica avanzata, Internet delle cose (IoT) e cloud sono i pilastri della smart factory, l”azienda intelligente. Il modello e” ancora incompiuto, ma gia” esistono applicazioni interessanti. “Solo negli ultimi anni queste tecnologie hanno raggiunto la maturita” necessaria, in termini di funzionalita” e prezzi, a varcare i cancelli della fabbrica”, spiega a Milano Finanza Jacopo Brunelli, managing director di Boston Consulting Group. “A livello globale l”adozione e” al 40-45%, ma si prevede che possa raddoppiare nel giro di tre anni”. Stando a un sondaggio di Bcg, per esempio, l”87% delle aziende italiane ha in piano di integrare la robotica avanzata nel processo produttivo entro il 2022. Intanto pero” il treno di industria 4.0 corre veloce e il biglietto per salire e” caro. “Per capacita” di investimento e di attrazione di talenti le grandi imprese hanno piu” possibilita” di agganciare la rivoluzione tecnologica”, osserva Brunelli. “Sotto questo aspetto le pmi italiane potrebbero essere svantaggiate. D”altro lato, le minori dimensioni consentono flessibilita” e velocita” di risposta al cambiamento superiori”. Grazie agli incentivi del Piano Nazionale Industria 4.0. molte aziende italiane hanno abbracciato l”innovazione: basti pensare che, secondo i dati dell”Osservatorio del Politecnico di Milano, nel 2017 il mercato Industria 4.0 valeva quasi 2,4 miliardi di euro, il 30% in piu” dell”anno precedente. Una crescita proseguita nel 2018 e solo parzialmente rallentata nei primi mesi di quest”anno a causa della frenata economica. “In Italia quasi un”azienda medio-grande su tre ha iniziato a lavorare su questa trasformazione con piu” di un progetto”, calcola Giovanni Miragliotta, direttore dell”Osservatorio. “Tuttavia, mentre in Germania governo e industria si muovono all”unisono verso la piattaforma manifatturiera del futuro, in Italia non esiste ancora un sistema unico e coerente”. Le eccellenze infatti non mancano (Brembo, Ansaldo, Toyota Material Handling, solo per citarne alcune), ma per sfruttare al massimo la smart factory e” indispensabile una filiera allineata. ” importante che i capofiliera sappiano portare tutta la catena del valore a modernizzarsi e ad adottare queste tecnologie”, avverte Brunelli. La grande industria deve insomma fungere da locomotiva e trainare il vagone dei fornitori verso l”industria 4.0. Di recente Volkswagen e Bmw hanno fatto il primo passo in questa direzione. La casa di Wolfsburg ha siglato un accordo con Amazon Web Services per portare i dati di macchinari, impianti e sistemi di tutti i 122 stabilimenti sul cloud. Col tempo VW integrera” in un”unica piattaforma aperta le informazioni provenienti da fornitori, partner logistici e commerciali. Con la costruzione di una piattaforma simile su Azure, il cloud di Microsoft, Bmw si pone lo stesso obiettivo: accelerare lo sviluppo di fabbriche intelligenti. Creando comunita” interindustriali le due case tedesche mirano cosi” a migliorare l”efficienza non solo delle proprie fabbriche, ma dell”intera filiera produttiva. E, stante lo stretto legame esistente con l”industria dell”auto tedesca, questo impulso non potra” che trasferirsi sulla componentistica italiana. 

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