Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RATING E NEWS SU TELECOM

Mediobanca Securities (rating outperform, prezzo obiettivo a 0,76 euro) punta l”attenzione sulla presentazione pubblicata ieri da Vivendi, in cui i francesi “ribadiscono i propri timori sulla governance”. Nel dettaglio, Vivendi chiede ”la revoca di cinque amministratori nominati da Elliott e la nomina di cinque nuovi amministratori indipendenti altamente qualificati (quattro dei quali italiani e nessuno con l”ambizione di candidarsi alla carica di a.d.), con competenze di eccellenza e specifiche esperienze nel settore delle telecomunicazioni”. I francesi si sono detti poi pronti ”a supportare la fusione di Open Fiber con Tim nel caso in cui le condizioni siano corrette ed eque da un punto di vista operativo, finanziario e normativo e supervisionate da un Cda composto in maggioranza da amministratori indipendenti”. MB considera “la stabilita” del management e un Board unito e indipendente che sostenga una strategia chiara” due “fattori cruciali per l”equity story; sembra che siamo ancora lontani da tale scenario ed e” probabile ipotizzare che questo durera” fino alla prossima assemblea. Nel frattempo, considerato che manca meno di un mese (all”assise del 29 marzo, ndr), continuiamo a credere che gli attuali azionisti possano aumentare le loro quote in vista dell”assemblea (con Cdp ed Elliott che potenzialmente raggiungono una quota del 24% nel capitale, che si confronta con il 23,9% in mano a Vivendi)”. 

Equita Sim ha alzato i prezzi obiettivo su Tim da 0,55 a 0,6 euro e su Tim risp. da 0,48 a 0,52 euro, confermando le raccomandazioni buy. “Fondamentali non brillanti, ma vediamo valore dall”accordo con Vodafone”, sintetizzano gli analisti. Quanto al primo aspetto, le stime di Ebitda 2019-2021 vengono limate, con Equita che vede il primo semestre e in particolare il primo trimestre dell”anno “ancora sotto pressione”. D”altra parte, proseguono gli esperti, il titolo e” sostenuto “nelle prossime settimane dal posizionamento pre-assembleare, con Vivendi che nel weekend ha avviato la battaglia per le deleghe, pubblicando un documento a supporto di un nuovo ricambio del Cda”. Inoltre, per gli analisti “l”operazione con Vodafone crea valore sia a livello di Inwit (3% di impatto sul target) che a livello di Tim (4% di impatto grazie a risparmi di spese per investimenti annui nel range 50-100 mln)”. Terzo aspetto, nota Equita, “la rapidita” di esecuzione del deal con Vodafone lascia sperare che anche il negoziato con Open Fiber, per quanto piu” complesso, possa essere portato avanti con successo nei prossimi mesi”. Da segnalare infine per gli esperti “il messaggio molto forte del Ceo a supporto della conversione delle risparmio, su cui a sorpresa anche Vivendi apre, dichiarandosi a supporto di operazioni di semplificazione del capitale. Al momento non vediamo ancora le condizioni per una proposta in tal senso, a causa di un prezzo di recesso molto vicino ai prezzi di mercato, ma vediamo lo sconto mantenersi stretto, vista anche la proposta di pagamento di dividendo per le risparmio”.

 Banca Akros, che sul titolo ha una raccomandazione buy e un prezzo obiettivo a 0,77 euro, evidenzia come l”outlook a tre anni sul debito sia “in linea con le stime del consenso. Buoni sviluppi in termini di corporate action, sia nel mobile sia nel fisso”. Quanto ai conti del quarto trimestre 2018, sono stati “deboli come da attese”, conclude Akros. 

Jefferies conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 0,66 euro sul titolo. I dati del quarto trimestre 2018, ricordano gli analisti, erano attesi dopo i preliminari resi noti a gennaio. Quanto al piano, Jefferies punta l”attenzione “sull”enfasi sull”esecuzione e sulla riduzione del debito”. 

JP Morgan ha incrementato la propria quota indiretta in Telecom Italia dal 5,932% al 6,781%, come riportato dalle comunicazioni di Consob sulle partecipazioni rilevanti. 
In particolare, la partecipazione e’ detenuta tramite le controllate J.P. Morgan Securities (6.230%), J.P. Morgan Securities e JPMorgan Chase Bank, National Association. 
Si tratta per lo 0,865% di diritti di voto riferibili ad azioni, per l’1,564% di posizione lunga con regolamento fisico e per il 4,352% di posizione lunga con regolamento in contanti. 
Per quanto riguarda la posizione lunga con regolamento fisico, lo 0,460% e’ riferito ad un’ opzione “call” con scadenza tra il 20/06/2019 ed il 18/12/2020, lo 0,016% ad un’ opzione “put” con scadenza 15/03/2019, lo 0,035% ad un prestito obbligazionario convertibile con scadenza 26/03/2022 e l’1,052% e’ riconducibile ad azioni oggetto di contratti di prestito titoli con possibilita’ di restituzione in qualsiasi momento che non prevedono data di scadenza. 
Infine, il dettaglio delle posizioni lunghe con regolamento in contanti e’ cosi’ suddiviso: il 3,829% e’ un’opzione “call/put” (facente parte di una transazione collar) con data di scadenza tra il 29/05/2020 e il 29/09/2020, mentre lo 0,523% fa riferimento ad “Equity swaps” con data di scadenza tra il 12/04/2018 e l’08/02/2023.

TELECOM RISP.

L”a.d. del gruppo, Luigi Gubitosi, ha affermato che “io sarei per la conversione delle azioni risparmio e faro” cio” che posso”

GUBITOSI

-I maligni dicono che, smaltito l”effetto dell”accordo sulle torri con Vodafone, i fondamentali di Tim non siano piaciuti cosi” tanto al mercato. Altri invece mettono in evidenza che i due grandi azionisti di Telecom Italia continuano a litigare. Fatto sta che ieri il titolo della societa” tlc ha vissuto una giornata di scambi ridotti e realizzi (le azioni avevano guadagnato il 18,5% nell”ultimo mese) chiudendo in calo dello 0,33% a 0,536 euro. L”andamento del titolo non riflette il tentativo di rasserenare gli animi da parte di Vivendi (che possiede quasi il 24%) che nelle ultime ore ha cambiato posizione su alcuni tabu”, mostrando un”apertura su temi fondamentali come la rete unica tra Tim e Open Fiber ma anche su dossier molto cari al mercato come la conversione delle azioni risparmio in ordinarie. Il problem resta la governance, con Vivendi che nella sua presentazione ha ribadito i suoi timori riferiti a Elliott e con il fondo Usa che ieri ha replicato per le rime. Fonti vicine a Elliott hanno sottolineato il fatto che una vittoria di Vivendi in assemblea provocherebbe un nuovo terremoto al vertice di Tim , con la rimozione delle deleghe al ceo Luigi Gubitosi e il ritorno del suo predecessore Amos Genish. Secondo il fondo Usa dal documento pubblicato da Vivendi emergerebbe “con grande chiarezza” l”intenzione di rimpiazzare Gubitosi con Genish, riportando in auge il piano DigiTim nonostante (sostengono sempre da Elliott) l”attuale ceo abbia fatto in 100 giorni piu” di quanto Genish in un anno. In realta” nel documento di Vivendi non si parla mai esplicitamente di avvicendamenti alla guida, ma per il fondo Usa sarebbe disseminato di attacchi all”attuale gestione e da questo trapelerebbe “con evidenza” l”intenzione di non confermare Gubitosi. Insomma, scrive MF, come era avvenuto per la precedente assemblea di maggio parte dello scontro tra i due grandi soci riguarda la figura dell”amministratore delegato. Allora il mercato era favorevole alla conferma di Genish, come oggi a quella di Gubitosi, perche” in generale gli investitori non vedono di buon occhio troppi avvicendamenti al vertice. A maggio Elliott aveva appoggiato e confermato Genish e oggi si batte per la conferma di Gubitosi. La litigiosita” infatti non aiuta il gruppo. Mediobanca ad esempio scrive che considera “la stabilita” del management e un board unito e indipendente che sostenga una strategia chiara” due “fattori cruciali per l”equity story”. Sembra che siamo ancora lontani, dicono gli analisti, “da tale scenario ed e” probabile ipotizzare che questo durera” fino alla prossima assemblea”. Non a caso in serata Vivendi ha voluto precisare di non avere “nulla contro Gubitosi, che sta cercando di costruire al meglio il suo piano industriale”. La vera divergenza “e” con Elliott, i suoi membri del cda e la sua idea di governance a proprio uso e consumo che non rispetta gli interessi di tutti gli azionisti”. 

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