Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Rumors del 21 gennaio

Rumors del 21 gennaio

FCA

Tra poco piu” di due settimane, giovedi” 7 febbraio, Fca rendera” noto il proprio bilancio 2018 (il primo dopo 14 anni non vergato da Sergio Marchionne) e parlando al Salone dell”auto, in corso in questi giorni a Detroit, il ceo del Lingotto Mike Manley ha spiegato di essere “soddisfatto” dei risultati dell”esercizio che si e” appena concluso. Non aggiungendo pero” altri particolari. La pubblicazione del rendiconto d”altronde non solo permettera” di capire se la casa italo-statunitense abbia centrato o meno i target 2018 (ricavi tra 115 e 118 miliardi e utile netto a circa 5 miliardi), ma soprattutto se il management sia in linea con lo sviluppo del piano industriale al 2022 presentato il primo giugno da Marchionne nel centro tecnico di Balocco. Da quei giorni di fine primavera, infatti, scrive Milano Finanza, molto e” cambiato sotto il cielo del Lingotto. E non solo per la tragica scomparsa del manager dal maglione nero. Le tensioni geopolitiche internazionali (con le relative minacce sui dazi) hanno sicuramente reso piu” difficoltoso operare su scala mondiale soprattutto per una casa che per meta” e” statunitense (mercato da cui per altro arrivano gran parte dei guadagni del Lingotto e da cui dipende per lo piu” il titolo in borsa). Ma a questo si e” aggiunta da settembre l”introduzione della norma Wltp sulle immatricolazioni in Europa (molto stringente) che di fatto ha zavorrato il mercato del Vecchio continente per molte case (Fca inclusa). E, per restare in Italia, la possibile introduzione dell”ecotassa, che, stando alle parole del management del Lingotto, costringerebbe al casa automobilistica controllata dalla Exor degli Agnelli-Elkann a rivedere il piano da 5 miliardi per gli stabilimenti nazionali. In particolare alla vigilia della presentazione del bilancio, l”Europa e i brand di Fca operanti nel Vecchio continente (ovvero quelli apportati dalla vecchia Fiat ) sono quelli piu” sotto osservazione da parte degli addetti ai lavori.

POSTE

Il Sole24Ore torna a menzionare un possibile coinvolgimento di Poste nel salvataggio di Alitalia in cordata con i soci industriali Delta / Air France KLM e con Ferrovie dello Stato. Il ruolo di Poste sarebbe minore ma non è chiaro quale sarebbe il coinvolgimento finanziario e il razionale industriale / strategico della sua presenza.

BANCHE

Il prossimo consiglio direttivo della Bce, che si terra” giovedi” 24 gennaio, entrera” piu” nel dettaglio nella discussione di una misura che riguardera” da vicino le banche italiane. Si tratta, scrive Milano Finanza, di un nuovo giro di Tltro, ovvero di rifinanziamenti a lungo termine e a basso costo per gli istituti di credito, finalizzati ai prestiti a imprese e famiglie. Gli analisti di Barclays e Ubs ritengono che il via libera finale alla nuova operazione sara” dato dalla Bce alla successiva riunione del consiglio direttivo a marzo. Gia” il prossimo giovedi” gli economisti ascolteranno con attenzione le parole di Draghi in conferenza stampa: martedi” 15 gennaio il presidente Bce ha dato chiare indicazioni sulla necessita” di proseguire gli stimoli monetari, in una fase in cui la crescita rallenta in tutta Europa (ed e” anche venuto meno il sostegno alla crescita degli acquisti netti del Quantitative easing). Le nuove Tltro sono quindi considerate dagli analisti il prossimo passaggio nella strategia della Bce. Ed e” una prospettiva gradita alle banche, in particolare quelle italiane che hanno piu” difficolta” a raccogliere denaro sui mercati da meta” maggio, quando lo spread sovrano e” iniziato a salire. I gruppi italiani hanno preso in prestito con le Tltro quasi 250 miliardi, che rappresentano il 10% della raccolta. Percio” i nuovi rifinanziamenti Bce metterebbero in sicurezza una fetta importante dei bilanci, anche se le condizioni saranno probabilmente meno generose. Giuseppe Maraffino di Barclays ha osservato che, senza nuove Tltro, peggiorerebbero gli indici di liquidita” delle banche da giugno (a un anno cioe” dalle prime scadenze); inoltre l”aumento dei costi della raccolta rispetto a quelli garantiti dalla Bce causerebbe tassi dei prestiti piu” alti ai privati e provocherebbe una contrazione del credito. Questi effetti sarebbero ancora piu” evidenti in Italia. Si tratta di rischi che difficilmente la Bce vorra” correre, poiche” potrebbero danneggiare la trasmissione della politica monetaria all”economia.

MOLMED

MolMed , biotech company focalizzata su ricerca, sviluppo, produzione e validazione clinica di terapie geniche e cellulari (note anche come Car-T) per la cura di cancro e malattie rare, potrebbe mettersi in luce in Borsa. Secondo Il Sole24Ore, entro gennaio saranno somministrate, ai pazienti con linfoma diffuso, i primi trattamenti a base di Car-T. In particolare, si tratta delle cure di Gilead Italia e Novartis.Per il momento, si tratta di somministrazione compassionevole della cura, rivolta a malati che versano in gravi condizioni e che non hanno “alternative terapeutiche”. Secondo Valentino Confalone, vice presidente di Gilead Italia, per la commercializzazione della terapia bisognerà attendere l’autunno. Ricordiamo che anche MolMed ha in pipeline un cura basata sul CAR-T, il CAR-CD44v6, un progetto di “immuno-gene therapy” “potenzialmente efficace contro molte neoplasie ematologiche e numerosi tumori epiteliali, attualmente in fase di sviluppo preclinico”.Le industrie e le istituzioni hanno l’obiettivo di realizzare un polo formato da centri specializzati sul Car-T, che rappresenta il quarto pilastro della lotta ai tumori, dopo la chemioterapia, radioterapia e chirurgia.
GENERALI
Francesco Gaetano Caltagirone ‘ non e’ interessato, non e’ disponibile e non ha mai neppure pensato ad un’ eventuale presidenza delle Assicurazioni Generali’ .
E’ quanto ha comunicato sabato scorso il gruppo Caltagirone e poi ripreso dalla stampa.
Quindi l’ imprenditore romano (attualmente vice presidente vicario), salito nei giorni al 4,83% del capitale della compagnia triestina, non si candidera’ alla presidenza.
Il prossimo 7 maggio si terra’ l’ assemblea che dovra’ eleggere il nuovo board, dato che quello attuale vedra’ esaurire il proprio mandato, che si concludera’ con l’ approvazione del bilancio 2018.
Le liste dovranno essere preparate al massimo entro inizio aprile. L’ elezione del cda dovra’ tenere conto dei nuovi equilibri che si sono creati nell’ assetto azionario di Generali, dove il peso dei principali soci italiani e’ arrivato al 25,26% (26,96% considerando l’ 1,7% del gruppo De Agostini).
Il tutto dopo che, come detto sopra, Caltagirone e’ salito al 4,83%, rafforzando la posizione di secondo azionista del Leone di Trieste, mentre Leonardo Del Vecchio si conferma saldamente al terzo posto dopo avere arrotondato la quota fino al 4,35 per cento. Entrambi sembrano proiettati a raggiungere il 5%, con Del Vecchio che peraltro lo ha recentemente dichiarato.
Nella definizione della lista non bisogna ovviamente dimenticare il primo socio (con il 13,04%) del Leone di Trieste, Mediobanca, che assumera’ comunque un ruolo decisivo nella partita.
Le indiscrezioni di stampa non escludono che Alberto Nagel, Ad della banca di piazzetta Cuccia, e gli stessi Del Vecchio e Caltagirone si incontrino per definire una lista comune. Non bisogna poi dimenticare Edizione, la holding della famiglia Benetton a cui fa capo il 3,04% di Generali.
Recenti rumor di stampa davano in pole position la conferma dell’ attuale presidente Gabriele Galateri, resa possibile dalla recente decisione del cda di cambiare lo statuto rimuovendo il vincolo dell’ eta’.
Tuttavia, lo scorso 14 dicembre i francesi di Vivendi hanno chiesto la revoca del cda di Tim e hanno inserito Galateri tra i cinque candidati. La questione, sempre secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe suscitato qualche perplessita’ tra i principali azionisti della compagnia triestina.
ADLER PELZER
-Il cantiere e” aperto e il gruppo Adler-Pelzer sta lavorando, pancia a terra, per farsi trovare pronto per la quotazione gia” entro la fine di quest”anno. Tutto dipendera”, ovviamente, dall”accoglienza dei mercati ma intanto la piu” grande azienda manifatturiera del Sud Italia, leader internazionale nella componentistica automotive, dal comfort acustico e termico all”arredamento interno, sta continuando a investire all”estero e a puntare forte sull”innovazione, come racconta a MF-Milano Finanza, Paolo Scudieri, presidente azionista di controllo del gruppo nato nel 1956 da un”intuizione del padre Achille. Un imprenditore tessile che, durante un viaggio in Germania, scopri” le enormi potenzialita” del poliuretano e delle sue applicazioni, inizialmente per usi domestici, dalle spugne all”imbottitura dei divani, e poi, con l”arrivo del figlio Paolo in azienda, nel 1985, il raggio d”azione venne esteso al settore automobilistico e pure a quello aereo e ai treni. Il grande salto c”e” stato con l”acquisizione della tedesca Pelzer, nel 2016, che Adler e” riuscita a rilanciare. Oggi Adler-Pelzer (che nel gruppo ha anche una linea di abbigliamento con il brand Abarth Tales e un polo di ristorazione, con il marchio eccellenze Campane), ha un fatturato aggregato di oltre 1,4 miliardi, e” presente in 23 Paesi ed e” il partner tecnologico dei principali produttori mondiali nei settori dell”automotive e all”aeronautica, da Ferrari a Porsche e Rolls Royce passando per AugustaWestland, Boing e Bombardier. “In tutti questi anni il gruppo non ha mai smesso puntare sull”innovazione, ora la nuova scommessa e” l”iniziativa Borgo 4.0 che nascera” per sperimentare auto intelligenti e nuovi motori ad idrogeno”, continua Scudieri, che nei giorni scorsi e” stato nominato anche presidente di Anfia, l”associazione nazionale filiera dell”industria automobilistica. Domanda. Come nascera” Borgo 4.0 e quali saranno i suoi obiettivi? Risposta. Un paesino dell”alta Irpinia sara” trasformato in un laboratorio per auto intelligenti, con progetti di ricerca e sviluppo che riguarderanno anche motori a idrogeno, telai e scocche in fibra di carbonio e materiale composito, che renderanno le macchine piu” leggere ed ecosostenibili. L”intenzione e” duplice. Da un lato sperimentare e innovare, dall”altro investire su aree di grande cultura del Paese, che negli ultimi anni hanno subito un profondo spopolamento. Gia” nel primo trimestre di quest”anno, autorizzazioni permettendo, e” previsto l”avvio di lavori per la costruzione delle infrastrutture, a partire dalle strade sulle quali verra” sperimentata la guida autonoma. D. Chi investira” sul progetto e quali sono le risorse a disposizione? R. previsto che la regione Campania investa 50 milioni e altrettanti saranno investiti dalle imprese aderenti ad Anfia, con Adler in prima fila. Saranno coinvolte le aziende automobilistiche ma pure quelle tecnologiche, come Stmicroelectronics e ad aderire all”iniziativa e” stato pure il governo israeliano, Paese all”avanguardia nella sperimentazione per la mobilita” del futuro. D. L”anno scorso nel capitale di Adler-Pelzer ha fatto il suo ingresso il fondo Fsi guidato da Maurizio Tamagnini rilevando il 28% delle azioni con un investimento complessivo di 200 milioni. Quante di quelle risorse sono state utilizzate per i nuovi investimenti? R. La gran parte di quelle risorse sono ancora intonse. Di quella somma abbiamo investito circa 70-80 milioni. L”anno scorso abbiamo aperto per esempio un nuovo stabilimento a Detroit con tecnologie all”avanguardia e sistemi digitali per il controllo della produzione ma stiano continuando a studiare nuovi dossier. D. Avete nuove operazioni in cantiere? R. Un”area che guardiamo con particolare interesse e” il Sud Est Asiatico. Dopo gli investimenti gia” effettuati in Cina, Corea e India contiamo di investire in Thailandia entro l”anno prossimo per sviluppare il business non solo nel settore automobilistico ma pure nel comparto aeronautico, dove gli spazi di crescita sono decisamente ampi. D. Con l”ingresso del fondo Fsi era stata prevista anche la quotazione a Piazza Affari della societa” entro un biennio. A che punto e” il piano per l”ipo? R. Noi stiamo lavorando per farci trovare pronti alla quotazione gia” antro la fine di quest”anno ma tutto dipendera” ovviamente dall”andamento delle Borse.
ESSILOR LUXOTTICA
EssilorLuxottica ha comunicato la conclusione (venerdi’ 18 gennaio) del periodo per la presentazione delle richieste di vendita da parte dei possessori delle 32.487.842 azioni residue Luxottica Group. L’ operazione rappresenta un’ integrazione all’ offerta pubblica di scambio obbligatoria promossa da Essilorluxottica sulle azioni di Luxottica Group s.p.a.
Sulla base dei risultati provvisori e’ emerso che durante suddetto periodo sono state presentate richieste di vendita relative a complessive 20.560.964 azioni residue. Queste ultime corrispondono al 4,238% del capitale sociale di Luxottica Group e il 63,288% delle azioni residue ancora in circolazione dopo la precedente OPS. Tra queste 14.313.208 azioni residue, i relativi titolari hanno richiesto il corrispettivo di 0,4613 azioni ordinarie di EssilorLuxottica di nuova emissione con valore nominale di 0,18 euro ciascuna, ammesse alle negoziazioni su Euronext Paris per ogni azione residua. Invece, per le rimanenti 6.247.756 azioni residue, i rispettivi titolari hanno richiesto il corrispettivo di 51,64474423 euro per ciascuna.
Durante il sopracitato periodo EssilorLuxottica non ha acquistato alcun’azione di Luxottica al di fuori della procedura di adempimento dell’ obbligo di acquisto.
Pertanto, tenuto conto sia delle 20.560.964 azioni residue, oggetto di richieste di vendita nell’ ambito della procedura di adempimento dell’ obbligo di acquisto, sia delle 446.635.269 azioni ordinarie di Luxottica, gia’ detenute direttamente dall’ offerente prima dell’ inizio del periodo in questione, EssilorLuxottica deterra’ direttamente complessive 467.196.233 azioni ordinarie di Luxottica, pari al 96,29% del capitale sociale, a cui occorre sommare 6.071.922 azioni proprie detenute attualmente da Luxottica. La partecipazione complessivamente detenuta da EssilorLuxottica nel capitale sociale di Luxottica e’ quindi pari al 97,542% del capitale sociale aggiornato.
Il corrispettivo dovuto ai titolari delle azioni residue oggetto di richieste di vendita sara’ versato agli azionisti richiedenti il 25 gennaio 2019, a fronte del contestuale trasferimento ad EssilorLuxottica del diritto di proprieta’ sulle azioni Luxottica.
Il raggiungimento di possesso di una quota di azioni superiore al 95% determina la formazione dei presupposti di legge per l’ esercizio del diritto di acquisto e l’ adempimento dell’ obbligo di acquisto da parte dell’offerente, ai sensi dell’ articolo 108, primo comma del TUF, della quota residuale.
EssilorLuxottica esercitera’ il diritto di acquisto e, contestualmente, adempiera’ all’ obbligo di acquisto nei confronti dei rimanenti azionisti di Luxottica che ne facciano richiesta mediante apposita procedura congiunta che sara’ concordata con Consob e Borsa Italiana.
La procedura congiunta riguardera’ la totalita’ delle azioni ordinarie Luxottica non possedute da EssilorLuxottica ancora in circolazione. La procedura e’ simile a quella fin qui prodotta e consentira’ di scambiare 0,4613 azioni EssilorLuxottica per ogni azione Luxottica, a meno che, nel corso della procedura congiunta, non presentino una richiesta di vendita richiedendo di ricevere invece il corrispettivo di 51,64474423 euro.
Si tratta dell’ ultima occasione per ricevere un corrispettivo in contanti. Si precisa che agli azionisti titolari di azioni residue, che non presenteranno alcuna richiesta di vendita nell’ ambito della procedura congiunta, sara’ corrisposto esclusivamente il corrispettivo in azioni.
Infine, va segnalato che al termine della procedura congiunta la fase successiva sara’ quella del Delisting delle azioni di Luxottica dal mercato maggiore di Borsa italiana.

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