Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RUMORS DEL 4 MARZO

AZIONI CINESI

-Benefici sul debito in dollari, sia del settore pubblico che di quello privato, derivanti dal cambio di rotta della Federal Reserve in tema di tassi d”interesse americani e di drenaggio della liquidita” attraverso la riduzione dello stock di bond acquistati nella fasi di Quantitative easing. Stimoli all”economia provenienti da politiche monetarie e fiscali meno restrittive. Impatti positivi dal possibile accordo commerciale tra Usa e Cina, che potrebbe arrivare entro la fine di marzo. Recupero dei prezzi delle materie prime. Rimbalzo avviato da gran parte delle valute locali. Sono questi – scrive Milano Finanza – gli elementi che da inizio anno stanno giocando a favore dei mercati emergenti, richiamando progressivamente l”interesse degli investitori verso quella che, secondo molti osservatori, ha l”aria di diventare la meta piu” gettonata del 2019. La mossa di Msci. Ad aumentarne l”appealing ci ha pensato Msci: giovedi” 28 il leader internazionale nella produzione di indici azionari ha annunciato che nel corso del 2019, grazie ai passi avanti compiuti strutturalmente dai listini azionari cinesi, il tetto del 5% al peso totale delle azioni quotate sulle piazze di Shanghai e Shenzhen finora in vigore sugli indici Msci verra” progressivamente elevato del 5% in maggio, agosto e novembre fino ad arrivare a una soglia del 20%. L”impatto non e” da poco, visto che gli indici Msci, soprattutto se riferiti ad aree geografiche, sono il punto di riferimento internazionale per i relativi fondi d”investimento e gli Etf: Ubs stima in 67 miliardi di dollari il flusso aggiuntivo di risorse che per questo motivo giungera” sulle due piazze cinesi entro il prossimo novembre, fornendo quindi un grande impulso all”apprezzamento dell”indice Csi300 che ne sintetizza l”andamento in valuta locale. Gran parte di questi 67 miliardi di dollari, per l”esattezza 47,5 miliardi, arrivera” dal ribilanciamento delle posizioni dei fondi d”investimento (36,9 miliardi) e degli Etf (8,7 miliardi) sull”indice Msci Emerging Market, dove il peso delle azioni cinesi di classe A passera” dall”attuale 0,7% al 3,3%, mentre gli altri 19,5 miliardi di dollari arriveranno dai ribilanciamenti sugli indici Msci Acwi (12,4 miliardi) e Msci Asia (7 miliardi). Msci ha anche specificato che il tetto potra” ulteriormente elevarsi in futuro, fino a sparire, di pari passo con ulteriori guadagni di efficienza e di apertura da parte dei listini cinesi, per esempio con l”introduzione di contratti future e altri derivati accessibili da investitori esteri. 

GO INTERNET

Un articolo del 2 marzo su Il Sole24 Ore, sottolinea come i MegaHertz su cui la società ha la licenza fino al 2029 e compatibili con la nuova tecnologia 5G, potrebbero far gola a diversi operatori del settore telecomunicazioni.  
Go Internet possiede la licenza di una porzione di spettro a 40 MegaHertz sulla banda a 3,5 Gigahertz.  
In particolare, “a tutti i big italiani delle telecomunicazioni servirà banda per il 5G e tra le colline umbre c’è una piccola società che ha le preziose frequenze in pancia, non ha più un’azionista di controllo ed è a prezzi da saldo”.  
Infatti, oggi sarebbe non troppo difficile scalare la società. Un’Opa maggioritaria sulle azioni (50% più una), costerebbe 12 milioni di euro, cifra modesta che però permetterebbe di entrare in possesso delle frequenze.  
Quest’ultime, secondo gli analisti di Edison, valgono almeno 50 milioni.  

FCA

Il Ministero dei Trasporti ha reso noti i dati sulle nuove immatricolazioni in Italia nel mese di febbraio che evidenziano una contrazione generale del mercato del 2,42% a 177.825 veicoli rispetto a febbraio 2018. 
Piu’ marcato il calo per FCA le cui vendite sul suolo italiano sono diminuite di circa l’ 8,5% a 44.443 unita’, corrispondenti a una quota di mercato di circa il 25 per cento. 
A livello di singoli brand, riprende la corsa del segmento Chrysler/Jeep/Dodge che avanza del 37,58% a 9.449 veicoli, con una quota di mercato del 5,3 per cento. Ancora in progresso anche Lancia che registra vendite cresciute del 38,94% a 5.816 unita’. 
In calo le immatricolazioni per gli altri brand Fiat (-18,2% a 26.562 unita’), Alfa Romeo (-47,63% a 2.362 unita’) e Maserati a 254 veicoli.

CNH

Rumors indicano interesse del gruppo cinese Geely per gli asset di IVECO, ma non ci sarebbe accordo sul prezzo. Cnh ha chiuso il 2018 con un utile netto adjusted di 1,117 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 651 milioni registrati nel 2017. L’Ebit adjuste delle attività industriali è aumentato di circa il 40% a 1,585 miliardi di dollari, con un margine del 5,7% (in crescita di 1,3 punti percentuali). L’Ebitda adjusted risulta pari a 2,671 miliardi di dollari, con un margine del 9,6% (in crescita di 1,1 punti percentuali). L’indebitamento netto industriale al 31 dicembre 2018 era di 0,6 miliardi di dollari, con una riduzione di un terzo rispetto al 31 dicembre 2017.Il Consiglio di Amministrazione intende proporre un dividendo di 0,18 euro per azione ordinaria, pari ad un aumento di circa il 30% rispetto al dividendo dell’anno precedente. 
Per il 2019 la societa’ stima ricavi netti delle attività industriali a circa 28 miliardi di dollari; un Risultato diluito per azione adjusted in crescita tra il 5% e il 10% rispetto all’anno precedente nell”intervallo tra 0,84 e 0,88 dollari per azione; un Indebitamento netto industriale a fine 2019 tra 0,4 e 0,2 miliardi di dollari. Il gruppo ha da poco lanciato una nuova struttura organizzativa per accelerare crescita e redditività a livello globale, focalizzata sui suoi cinque segmenti operativi globali: Agriculture, Commercial & Specialty Vehicles, Construction, Powertrain e Financial Services.

INTESA

“Lo sviluppo e” sostenibile o non puo” essere sviluppo”: lo afferma Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, in un”intervista a Giovani Minoli in onda questa sera su National Geographic (Sky) e anticipata da L”Economia del Corriere della Sera. “Noi abbiamo fissato un plafond di 5 miliardi per lo sviluppo sostenibile”, spiega Gros-Pietro, aggiungendo che “investiamo molto” nella sostenibilita” sociale: “abbiamo creato un fondo di 250 milioni, con il quale pensiamo di riuscire a finanziare 1,25 miliardi di crediti che possono ridare speranza alle persone in difficolta””, dando sostegno “alle situazione di massimo bisogno, quindi li dare pasti a chi non ne ha, dare posti letto, distribuire farmaci, pero” questi sono esempi estremi. Il ruolo centrale di una banca e” sostenere anche chi non si trova all”estremita” ma che ha bisogno di essere avviato a uno sviluppo dignitoso”. Secondo Gros-Pietro “la finanza deve prendere i risparmi di coloro che vogliono avere una sicurezza per il futuro e metterli a disposizione di coloro che sono in grado di investirli”. Gros-Pietro sottolinea inoltre che “Banca Prossima e” un esempio di avanguardia. Funziona in gran parte attraverso volontari che portano credito ai cosiddetti ”primi esclusi”, coloro che non avrebbero capacita” di credito perche” non sono in grado di fornire garanzie”. Infine, per quanto riguarda le imprese coinvolte dal crollo del ponte Morandi a Genova, Gros-Pietro spiega che “abbiamo fissato un plafond in modo da dare loro i crediti necessari per riavviare l”attivita” e per i cittadini coinvolti “abbiamo fatto di piu”. Per coloro che hanno perso la casa, abbiamo cancellato i debiti”. 

INTERPUMP

Interpump ha reso noto di aver effettuato lo scorso venerdi’, attraverso la controllata americana Muncie Power Products, il closing per l’acquisizione del 75% di Hydra Dyne Tech. 
Il corrispettivo dell’operazione, annunciata la scorsa settimana, e’ pari a 15,2 milioni con opzioni put e call per il trasferimento della quota di minoranza a partire dal 2023.

DAZN

Manca solo Apple, che pero” sembra stia arrivando, dopodiche” tutte le grandi aziende cosiddette over-the-top (Ott) avranno iniziato la loro conquista del mercato dello streaming tv. Il futuro e” questo e prima o poi la tv free e la pay tradizionale dovranno ripensare i loro modelli di business, si legge su Milano Finanza. La sensazione e” che il cambiamento in corso in Italia sia comunque graduale, anche se piu” veloce di quanto si pensasse qualche anno fa. Guardando al dato aggregato tra abbonati della pay tv tradizionale (come Sky o Mediaset Premium) e quelli degli Ott (come Netflix o Amazon Prime Video), il numero complessivo e” passato dai 6,8 milioni del 2015 ai 10,5 milioni del 2018 con una crescita media aggregata del 16% annuo. Gli ott pero” stanno conquistando il mercato a un ritmo molto sostenuto e non a caso a fine 2018 per la prima volta in Italia si sono registrati piu” sottoscrittori streaming (5,5 milioni) rispetto a quelli della pay tv tradizionale (5 milioni). In altre parole, nel periodo 2015-2018 il numero di utenti ott e” aumentato a un tasso medio annuo del 100%, mentre quelli della pay tv sono scesi del 7%. Il trend e” legato anche all”effetto-Dazn, che con circa 1,2 milioni di clienti detiene gia” il 22% del mercato. La piattaforma di streaming sportivo, che fa capo a Perform, acquistando diritti per la trasmissione di tre partite di calcio di serie A ogni weekend ha di fatto spostato un buon numero di clienti da Mediaset Premium all”online. Guardando i dati, nel 2016 il numero di abbonati streaming complessivo era di 1,3 milioni, con quote di mercato divise fra Netflix (35%), TimVision (30%), Infinity (15%), Now Tv (15%) e con Amazon Prime che non arrivava nemmeno al 2%. Due anni dopo il numero complessivo di abbonati e” cresciuto fino ai citati 5,5 milioni.

CAVALLI

-Il 2018 firmato da Roberto Cavalli, secondo quanto risulta a MFF, si sarebbe chiuso con una salita dei ricavi a oltre 160 milioni, cioe” in aumento del 5% rispetto ai 152,4 milioni del 2017. A far da contraltare sarebbe invece il risultato operativo, peggiorato a -35 milioni di euro. Numeri che rispecchiano solo in parte gli obiettivi annunciati da Gian Giacomo Ferraris lo scorso anno (vedere MFF del 23 marzo 2018) quando, alla crescita del volume d”affari, annunciava anche un ritorno alla redditivita” operativa proprio nei 12 mesi appena conclusi. Ma quel che preoccupa di piu” sarebbero le stime sul 2019, che per la griffe doveva essere l”anno buono per un bilancio in nero. I dati riportati sull”information memorandum fatto circolare dall”advisor Rothschild per la vendita della griffe e visionato da MFF raccontano una leggera contrazione del fatturato, a 155 milioni di euro, un margine operativo lordo negativo per 20 milioni e soprattutto un risultato operativo in peggioramento a -45 milioni. Il tutto mentre in questi giorni il fondo Clessidra, che da fine 2014 ne controlla il 90% delle quote (il 10% e” ancora nelle mani dello stilista fondatore) per un investimento di 340-350 milioni, sulla base di un enterprise value di 380-390 milioni di euro (vedere MFF del 18 dicembre 2014), avrebbe deciso di dare un”accelerata al processo di way out, che le ultime voci darebbe in chiusura entro una decina di giorni, anche a fronte di eventuali nuovi aumenti di capitale di alcune decine milioni di euro gia” finanziati necessari per alimentare il processo di rilancio e soprattutto ripianare le perdite 

TAV

Sulla linea Torino-Lione corre la crisi piu” pericolosa per il governo. Per capire i veri conti della Tav, ClassCnbc (tv di Class E. che assieme a DowJones & Co. controlla questa agenzia) ha messo a confronto il professor Marco Ponti, coordinatore del gruppo di ricerca che ha condotto l”analisi costi-benefici sulla Tav, e il professor Roberto Zucchetti, economista dei trasporti, per quattro anni consigliere del Commissario Straordinario del governo per la Torino-Lione. Domanda. Professore, chi vi ha chiesto una nuova analisi riferita solo ai costi per l”Italia? stato il presidente del Consiglio? Ponti. Conte non chiede i conti. Era gia” sul tavolo l”ipotesi di fare un”analisi sovranista. E non e” stato il presidente del Consiglio. D. Perche” parla di analisi sovranista? Ponti. La logica di partenza era molto anti-sovranista: siamo partiti dal verificare se i costi per i contribuenti fossero compensati dai benefici per la collettivita”, guardando non solo all”Italia, ma a tutti i potenziali beneficiari coinvolti. D. Ora avete cambiato rotta. Ponti. Con l”integrazione abbiamo analizzato il dettaglio di quanto valesse l”opera solo per l”Italia. I risultati dal punto di visto economico restano negativi, ma di circa la meta” (da 7 a 3,5 miliardi, ndr). D. Pero”, se si considerano le penali (1,7 miliardi), i costi di adeguamento del tunnel del Frejus (stima di 1,5 miliardi), i costi di messa in sicurezza delle opere gia” realizzate (circa 400 milioni), il saldo passa da negativo a positivo. Ora l”analisi promuove la Tav. Ponti. Si”, ma il mio giudizio non cambia, non e” conveniente per la collettivita”. D. Cosa dovrebbe fare ora il governo? Zucchetti. La decisione non e” se fare un nuovo pezzo di ferrovia. Dobbiamo decidere se vogliamo rompere un trattato internazionale con la Francia e un accordo con l”Europa. Non siamo all”inizio dell”opera, siamo molto avanti. Prima di aprire un contenzioso miliardario dovremmo avere ragioni molto solide. Ebbene, l”analisi costi benefici non ci permette affatto di affrontare un tale rischio. D. Lo scopo della Tav e” ridurre il traffico su strada e le emissioni. Secondo la vostra analisi, tuttavia, se la Tav raggiunge il suo obiettivo, crea un danno economico alla collettivita”, in quanto si perdono il gettito di accise e i pedaggi. Ma se non si fa, smog e traffico resteranno. Ponti. Abbiamo analizzato il complesso degli effetti, e il risultato e” negativo perche” lo Stato perde uno strafulmine di soldi e le Autostrade ne perdono molti. Abbiamo valorizzato i benefici ambientali secondo i criteri definiti dall”Europa al piu” alto livello, ma le tariffe dei pedaggi e le accise sono talmente alte nel nostro Paese che il conto non torna. Quello che perde lo Stato supera i benefici ambientali. Zucchetti. Dissento su tutto. Non avete utilizzato ne” il metodo del ministero dei Trasporti ne” il metodo europeo, ma ne avete mischiati diversi. Il meccanismo di calcolo delle accise, per esempio, e” sbagliato. Pensiamo che non si possa prendere una decisione cosi” importante sulla base di un”analisi sbagliata. D. Il ministro Giovanni Tria ha ribadito che l”Italia sulla Tav si gioca la credibilita” internazionale. Zucchetti. Perdere la credibilita” e” un costo gravissimo, specie quando si ridiscutono i contratti. Il punto e” che adesso serve una decisione politica, con la P maiuscola. L”analisi costi benefici non e” l”ultima parola sulla scelta. Ponti. Certo che no! Ma almeno ora si discute sui numeri, dopo vent”anni di decisioni del Principe. D. La Mini-Tav sara” la via d”uscita? Zucchetti. La parola Mini-Tav e” come la parola sovranista. O me la spiegano o, altrimenti, per me e” il progetto di oggi, con in meno la stazione di Susa, e in piu” maggiore rumore e traffico nella bassa valle. D. Ma a Conte serve un compromesso. Zucchetti. La tratta internazionale, il tunnel di 57 km, si fara” come previsto. Potremmo togliere qualche elemento, come la stazione di Susa. Ma per la Val di Susa essere a quattro ore da Parigi sarebbe un affare. D. Si potrebbero risparmiare 1,7 miliardi riducendo la tratta italiana? l”ipotesi della Lega. Ponti. Probabilmente si”. D. Toninelli non vuole piu” sentir parlare di Tav. Zucchetti. pronto un decreto che costituisce una struttura di missione presso la presidenza del Consiglio che prendera” le decisioni sui grandi investimenti pubblici. Siamo di fronte a una svolta. Le decisioni saliranno dal ministero fino alla presidenza del Consiglio, e si aprira” uno scenario completamente nuovo. Ponti. Glielo spiego io lo scenario. Significa che saro” probabilmente licenziato dal sesto ministro dei Trasporti di cui sono stato consulente. E sono sempre stato licenziato perche” ho detto “cerchiamo di evitare gli sprechi. D. Alla fine la Tav si fara”? Ponti. Secondo la mia esperienza, quelli sono soldi mal spesi per l”opera intera. Se consideriamo solo i conti finanziari italiani i saldi possono diventare positivi, ma quelli economici, rapporto tra costo per i contribuenti e benefici pubblici, restano negativi. Zucchetti. Si fara”. Tutto questo e” servito a creare un grande polverone per cercare di ritardare una decisione che invece i nostri partner europei ci chiedono. A differenza di Ponti io sono convinto, sulla base di analisi, che siano soldi spesi bene.  
red/fch 

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