Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

RUMORS E NEWS DEL 14 FEBBRAIO

JUVENTUS

Negli ultimi 12 mesi il titolo ha messo a segno  un progresso del 72%. La società ha collocato un bond unsecured a 5 anni da 175 milioni di euro, che offrirà un rendimento di 3,5%. Gli ordini hanno superato i 250 milioni. Il bond, scadenza febbraio 2024, è stato prezzato a reoffer 99,436 e stacca una cedola di 3,375%. In termini di rendimento, il titolo offre un premio di 384 punti base sopra il benchmark tedesco a 5 anni aprile 2024. 
L’importo finale dell’emissione, priva di rating e non convertibile, è leggermente superiore a quello atteso, pari a 150 milioni.  Al 30 giugno 2018 l’indebitamento finanziario netto della società era pari a 309,8 milioni. A fine dicembre il titolo è entrato a far parte dell’indice FtseMib che raggruppa le prime 40 blue chip di Piazza Affari

TELECOM

Due settimane Cdp ha rilanciato le trattative tra Tim e Open Fiber per una rete unica perche” “il tema delle reti di tlc e” strategico per lo sviluppo del Paese. Era opportuno che i vertici delle due aziende si aprissero al confronto. Ora lo stanno facendo. Vedremo come evolve la situazione e aspettiamo, rispettosi dell”autonomia di entrambe. Io sono un uomo di numeri e finora di numeri non si era ancora parlato. Adesso il confronto e” aperto”. Lo ha detto in un”intervista al Sole 24 Ore Fabrizio Palermo, a.d.del Gruppo Cdp, azionista di Tim con una quota del 5%. Alla domanda se l”incumbent possa sopravvivere senza la rete, il manager ha risposto che “di sicuro Tim rappresenta una eccellenza. Altrettanto importante, se ci sono le condizioni, e” la creazione di reti convergenti. Occorre giocare su tre fronti: la rete in rame, quella in fibra ottica e 5G. Nel soppesare vantaggi e svantaggi va tenuto conto di vari aspetti, compresi quelli occupazionali. Anche per questo e” intervenuto il legislatore decidendo forti incentivi perla rete unica Tim”. Palermo non ha risposto alla domanda se Cdp aumentera” la partecipazione in Tim mentre sulla elevata minusvalenza derivante dall”acquisto delle azioni Tim ha osservato come “non facciamo trading e non dobbiamo essere giudicati sull”andamento di singole operazioni. Siamo investitori di lungo periodo. Entrare nella partita delle reti tlc e” una scelta strategica per Cdp e per il Paese. Sono asset importanti per la crescita. I conti si faranno alla fine. Senza fretta. Ricordo che siamo l”unico soggetto in grado di finanziare iniziative a 30 anni, l”arco di tempo su cui siamo abituati a misurare i nostri interventi e” lungo”. La rete in rame e” nei bilanci di Tim per 12 miliardi ma, secondo alcuni analisti, vale 7-8 miliardi e secondo Palermo “il valore in se” e” soltanto uno dei pezzi del puzzle. Un film va giudicato perla storia che racconta, non per l”efficacia di singoli episodi. Anche in questo caso i conti vanno fatti alla fine”, ha concluso.

SALINI

Salini presenta un piano di salvataggio da 225 milioni per Astaldi . Dettagli nei precedenti pezzi. La performance da inizio anno aumenta a +38%, ma arriva da un -56% lo scorso anno. Modesto il 2017 a +7%, e ancora negativo l’anno prima a -25%. Il consenso pubblicato da Bloomberg esprime un target medio fondamentale a 1,92 euro. Per Websim-Intermonte è un Interessante, target 2 euro. 

RAI WAY

Durante un’intervista al Sole24Ore,  Fabrizio Palermo, amministratore delegato di  Cassa depositi e prestiti, ha escluso l’esistenza di un dossier sull’integrazione tra EI Towers (di cui Cdp è azionista indiretto attraverso F2i) e Rai Way, controllata dallo Stato. 

REAL MADRID

-Dopo la Juventus , anche il Real Madrid si appresta a sbarcare sul mercato obbligazionario. Secondo indiscrezioni raccolte dalla stampa spagnola, scrive MF, il club presieduto da Florentino Perez si sta preparando a emettere un bond da 400 milioni di euro. Assistita dal fondo di investimento Key Capital Partners, la societa” starebbe attendendo l”assegnazione di un rating al suo debito prima di procedere al collocamento, curato dalle banche americane JpMorgan e Citigroup. L”emissione dovrebbe essere destinata principalmente al mercato Usa e dovrebbe servire a finanziare il faraonico e travagliato progetto di ristrutturazione dello stadio. I lavori per il Bernabeu del 21* secolo si sarebbero dovuti concludere nel 2020. Il fondo sovrano di Abu Dhabi (Ipic) si era offerto di sostenere per intero gli oneri di ristrutturazione in cambio di una sponsorizzazione ventennale, ma ha rotto il contratto dopo che alcune varianti hanno fatto aumentare i costi a 525 milioni di euro

ATLANTIA

Autostrade per l’Italia, controllata dal gruppo Atlantia, pagherà l’intera somma della demolizione e della ricostruzione del ponte di Genova, impegnando quasi 300 milioni di euro secondo il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.  
L’impegno finanziario ammonta a 290,9 milioni che “doverosamente tornano alla collettività”, scrive Toninelli su Twitter. 

FCA

Il Cda di Fs ha deliberato di avviare una trattativa con Delta Air Lines e Easyjet sul dossier Alitalia. E” quanto comunica il gruppo ferroviario in una nota diffusa ieri in serata, in cui si precisa che la decisione del Board e” avvenuta alla luce delle conferme di interesse pervenute da parte delle due compagnie ad essere partner industriali nell”operazione Alitalia.  
lab 

NEXI

-Il consiglio di amministrazione da” luce verde alla quotazione di Nexi, mentre la richiesta formale a Consob e Borsa e” ormai solo questione di ore. Scalda i motori, scrive MF, la principale operazione finanziaria italiana di questi primi mesi del 2019. Ieri il board e l”assemblea del gruppo milanese controllato dai fondi Advent, Bain e Clessidra e guidato da Paolo Bertoluzzo hanno approvato la documentazione prevista per l”ipo in vista della richiesta formale. L”idea sarebbe quella di sfruttare la finestra di aprile, giocando in anticipo rispetto alle elezioni europee che potrebbero creare una certa fibrillazione sul mercato. Se non ci saranno intoppi, l”ammissione agli scambi dovrebbe avvenire nella seconda meta” del mese e in tale direzione starebbero lavorando i molti advisor finanziari e legali coinvolti nell”operazione. La prima tappa sara” domani quando i vertici di Nexi presenteranno conti e strategia ad analisti, banker e investitori in un hotel del centro di Milano. Poi e” previsto un serrato roadshow che potrebbe concludersi entro la fine del mese. Sul mercato potrebbe finire circa il 35% della societa” in opvs. Le stime che circolano in questi giorni parlano di un enterprise value intorno a sette miliardi, pari a 14-15 volte l”ebitda e in linea con i multipli espressi dal settore dei sistemi di pagamento digitali. Basti pensare che l”anno scorso Adyen, la societa” di pagamenti olandese, ha raggiunto in poche settimane di negoziazione una capitalizzazione di 13 miliardi di euro. Come nel caso dell”americana Square, il rally borsistico era figlio non solo di un forte appeal speculativo ma anche di fondamentali economici solidi. Premesse che potrebbero valere anche per Nexi. Proprio ieri il cda del gruppo ha approvato i risultati civilistici del 2018 che vedrebbero un ebidta in crescita a doppia cifra a oltre 400 milioni, ricavi in aumento e costi in riduzione. Va precisato che quei numeri non fanno esattamente riferimento alla legal entity che andra” in borsa ad aprile perche” nel corso dello scorso anno sono subentrati alcuni importanti cambiamenti nel perimetro. 

KI GROUP

Ki Group si lascia alle spalle un primo semestre 2018 con ricavi consolidati in calo del 12,4 per cento, scontando la continua crisi dei consumi dei canali erboristerie e specializzati, conseguenza del forte sviluppo degli assortimenti Bio all’ interno della Grande Distribuzione Organizzata. Contesto che ha spinto la societa’ ad avviare una serie di strategie volte all’ ingresso in tale canale, sviluppando collaborazioni con alcuni importanti operatori. Iniziative propedeutiche al raggiungimento dei target indicati nel Piano Industriale 2019-2021 che stima, al termine del periodo, ricavi per circa 48 milioni e un Ebitda di oltre 2,6 milioni. 
Indice:Il Conto Economico Breakdown Ricavi Andamento della capogruppo nei primi nove mesi del 2018Lo Stato Patrimoniale  RatioOutlookPunti di forzaPunti di debolezzaOpportunita’ Minacce Analisi tecnica 
Il gruppo, attivo nella produzione e distribuzione di prodotti biologici, biodinamici e naturali, mostra un rallentamento dei ricavi nei primi sei mesi dell’ anno rispetto al periodo di confronto del 2017, a cui fa da contrappeso un valore quadruplicato per la marginalita’ operativa.  
Un dato confermato anche nei primi nove mesi della societa’ Capogruppo, che rappresenta circa il 90% del volume d’ affari. Nel dettaglio i primi nove mesi del 2018 evidenziano ricavi pari a 27,2 milioni in calo del 13,2% con un Ebitda che supera quota 1 milione rispetto ai 258mila euro dei primi nove mesi del 2017. 
Il tutto in un mercato di riferimento che sconta la perdurante crisi del settore dei Canali Specializzati, impattati dal forte sviluppo degli assortimenti BIO nella Grande Distribuzione Organizzata e dal continuo calo dei prodotti a base soia.  
Contesto che ha spinto la capogruppo ad avviare una serie di strategie volte all’ ingresso nel canale della grande distribuzione, sviluppando collaborazioni con operatori di riferimento quali Conad, Esselunga e Auchan. 
Iniziative che dovrebbero consentire di raggiungere i target indicati nel piano industriale 2019- 2021 che indicano per fine periodo un giro d’ affari di circa 47,8 milioni e un margine operativo lordo di oltre 2,6 milioni. 
Ricordiamo che il gruppo ha recentemente concluso un aumento di capitale a pagamento e scindibile, offerto in opzione agli azionisti, per un importo massimo di un milione.   
Dal 10 settembre al 28 settembre 2018, sono stati esercitati complessivamente 2.519.750 diritti di opzione e sottoscritte 251.975 nuove azioni, pari a circa il 45,1% dell’ aumento di capitale, per un controvalore complessivo di 453.555 euro. 
Il Conto Economico  
Nei primi sei mesi del 2018 i ricavi consolidati si sono attestati a 21,2 milioni, in calo del 12,4% su base annua. Una riduzione da ricondurre prevalentemente alla capogruppo KI Group, che ha registrato ricavi in calo di 2,7 milioni rispetto al primo semestre 2017. A questo bisogna aggiungere contrazioni meno significative,da parte delle partecipate consolidate, come quella di OrganicOils Italia e Organic Food Retail. 
Nonostante la riduzione del giro d’ affari, l’ Ebitda del gruppo e’ stato pari a 329mila euro, in netto progresso rispetto ai 75mila euro del primo semestre 2017. Un risultato positivo da associare al minore impatto dei costi diretti connessi al fatturato e alla riduzione dei costi operativi da parte della capogruppo. 
Nel dettaglio della marginalita’ e’ possibile osservare, come indicato dalla Societa’, come il contributo della capogruppo all’ Ebitda, positivo per 0,9 milioni, sia stato negativamente influenzato per 0,6 milioni dalla performance negativa delle societa’ controllate. 
L’ Ebitda margin passa cosi’ dallo 0,3% all’ 1,6%, consentendo all’ Ebit, dopo aver spesato ammortamenti e svalutazioni, di mantenersi in positivo attestandosi a 106mila euro, contro un deficit di 197mila euro nei primi sei mesi del 2017. 
La gestione finanziaria, negativa per 78mila euro, e’ migliorata su base annua del 73,2 per cento. 
Il conto economico si e’ chiuso con una perdita netta di 202mila euro, contro un rosso di 708mila euro nel pari periodo del 2017. 

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