Modus Operandi

Modus Operandi

Borsa Investimenti ha realizzato nel 2012 un rendimento del 58%. Nel 2013 ha realizzato un rendimento del 18,66%, nel 2014 il rendimento è stato del 10,91%.
Nel 2015 il rendimento è stato del 12,412%.In quattro anni del 100%, non con un metodo di analisi o grafica ma con un “modus operandi“.

Legge di Gresham

Legge di Gresham

Motti & aforismi

Motti & aforismi

Regole fondamentali di borsa

Regole fondamentali di borsa

Rumors e news dell’11 ottobre

Rumors e news dell’11 ottobre

ENI

L’accordo fra Eni BP e Noc annunciato alcuni giorni fa che consente di riprendere le attività esplorative in Libia è “storico in un momento in cui il Paese è in difficoltà”.Così lo ha definito l’AD, Claudio Descalzi, parlando a margine di un convegno organizzato da Ispi.”L’accordo con BP in Libia è importante ed è molto, molto buono, storico. Abbiamo acquisito circa 54.000 km quadri di onshore e offshore e l’onshore e offshore sono vicine alle nostre installazioni”, ha detto.Poi ha aggiunto: “E’ una ottima cosa in un momento in cui la Libia è in difficoltà, quindi investire e fare esplorazione e l’essere scelti da una società così importante depone a nostro favore sotto ttti i punti di vista”.

TELECOM

Tra tutti i dossier aperti sul tavolo, quello relativo alla valorizzazione di Persidera puo’ essere per Amos Genish il piu’ facile, o meglio il meno complicato da definire. E cosi’, secondo indiscrezioni di mercato, pare che Telecom Italia abbia tutta l’intenzione di accelerare sulla dismissione dell’asset infrastrutturale del quale controlla il 70%. Per questo motivo manager e consulenti dell’incumbent telefonico stanno cercando di trovare la soluzione per arrivare a definire il processo di dismissione entro fine mese. L’obiettivo di Telecom, scrive MF, e’ arrivare ad avviare la trattativa in esclusiva con una controparte proprio entro il 31 ottobre. Una linea di pensiero che pare essere condivisa anche dall’azionista di minoranza di Persidera, il gruppo Gedi (30%) pronto a uscire dal business dopo la dismissione delle attivita’ televisive (ReteA), avvenute anni fa. In questo momento sul tavolo dei venditori e dei loro advisor -Barclays per conto di Telecom e Lazard per Gedi – ci sono le offerte del fondo americano ISquare e di Rai Way . Proposte vincolanti che pero’ presentano caratteristiche differenti. Quella dell’investitore finanziario, che ha messo sul piatto una cifra vicina ai 250 milioni, riguarda l’intero perimetro di Persidera e, ovviamente, il 100% della societa’. Mentre la societa’ infrastrutturale che fa riferimento alla tv di Stato, “sottoposto ai soci di Persidera un’offerta vincolante, soggetta a talune condizioni, per l’acquisizione dell’infrastruttura di rete e delle relative attivita’ di tale societa’”, come emergeva da una nota diramata di recente.

MANOVRA

-Non c’e’ bisogno di aspettare la fine del mese per conoscere il responso delle agenzie di rating sulla manovra. Ieri, si legge su MF, Moody’s e Fitch hanno preannunciato la bocciatura. Il capo economista di Moody’s, Mark Zandi, in una intervista a La Stampa ha spiegato che “e’ logico aspettarsi che le preoccupazioni sull’Italia manifestate in questi giorni dai mercati si rifletteranno anche nelle prossime valutazioni delle agenzie di rating”. L’analista fa questa previsione partendo dai fatti: “Il giudizio dei mercati, come quello delle agenzie di rating, non si basa sulla politica, ma sui numeri, che sono dati oggettivi e uguali per tutti”. E giudica la manovra del governo italiano “un errore. come giocare d’azzardo con la salute economica e fiscale di lungo termine dell’Italia. Questo e’ un periodo in cui dovreste lavorare per ridurre il deficit di bilancio e abbassare il debito, perche’ l’economia globale cresce, e il resto dell’Europa va bene. Se fossi al vostro posto, userei l’opportunita’ per mettere in ordine la casa dal punto di vista fiscale, invece di allargare deficit e debito”

CARIGE

Banca Carige, nel prendere atto del downgrade di Fitch (da B a CCC+), ritiene doveroso precisare che nelle interlocuzioni con i Regulators non e’ mai stato espresso alcun riferimento a una eventuale possibilita’ di fallimento. E’ quanto comunica l’istituto di credito ligure in una nota in cui si precisa che il Cet1, indice che misura la solvibilita’ della Banca, e’ in linea con i requisiti previsti dalla Vigilanza. Secondo il management l’agenzia di rating non ha tenuto conto dei progressi realizzati dopo l’assemblea degli azionisti in tema di governance e di sostegno finanziario degli azionisti. Si riserva quindi valutazioni sull’operato di Fitch. Infine ieri si e’ tenuto il programmato incontro con la Bce, che e’ stato “costruttivo in ottica di percorso per il rispetto dei requisiti sull’Overall Capital Requirement 2018” e si sono analizzate le prospettive future anche in vista della valutazione di possibili alleanze.

CREVAL

Denis Dumont si avvia verso un en plein nell’assemblea straordinaria del Credito Valtellinese che si terra’ domani a Milano. Secondo i dati raccolti nelle ultime ore dai proxy advisor, la lista dell’imprenditore francese (oggi azionista della ex popolare al 5,8% con la holding Dgfd) potrebbe ottenere l’appoggio di circa il 40% della compagine sociale con un capitale votante atteso sopra il 60%. I voti, scrive MF, dovrebbero arrivare dai grandi hedge fund entrati in Creval con l’ultimo aumento di capitale da 700 milioni, chiuso all’inizio di quest’anno. Tra gli altri si fanno i nomi dell’americano Steadfast Capital Management e dell’inglese Hosking Partners che guarderebbero con favore non solo al ricambio al vertice, ma anche a una possibile accelerazione sul versante m&a. La proposta di Dumont sarebbe gradita anche all’Algebris di Davide Serra, sempre molto attenta alla corporate governance delle societa’ in cui investe. All’assemblea partecipera’ anche il Cre’dit Agricole che ha comunicato la propria adesione solo nella giornata di ieri. La banca francese entrata nel capitale nei mesi scorsi nell’ambito di un accordo industriale di ampio respiro e’ un protagonista determinante dell’equity story di Creval

ESSELUNGA

Esselunga riapre il cantiere della quotazione in Borsa. La scorsa settimana si sarebbe riunito il consiglio della societa’ di grande distribuzione presieduto da Vincenzo Mariconda che ha dato il via alle grandi manovre finalizzate all’approdo in piazza Affari nel 2019. Lo scrive Il Messaggero aggiungendo che nelle more della scelta delle banche e dei consulenti legali, Esselunga, controllata al 100% da Supermarketis italiani si sarebbe dotata di un advisor. La scelta sarebbe ricaduta sulla Zaoui & co, una boutique basata a Londra, facente capo ai fratelli fondatori nel 2013 Michael e Yo l Zaoui, entrambi banchieri d’affari con esperienze diversificate. I fratelli Zaoui avvieranno i contatti con gli istituti. In agenda ci sono Intesa Sanpaolo, Unicredit, Credit Suisse, Mediobanca, Goldman Sachs. Per quanto concerne gli studi legali, in ballo lo studio Mariconda, Lombardi Segni e associati, Grimaldi studio legale, White e Case. Difficilmente dovrebbe esserci Citi che pure ha avuto un ruolo chiave a luglio 2017 nel bridge to bond di durata due anni, da 900 milioni organizzato assieme a Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bnp Paribas, poi rifinanziato da un prestito obbligazionario che ebbe una domanda di 9,1 miliardi. Zaoui potrebbero riprendere a valutare l’interesse manifestato da grandi colossi internazionali come Walmart. Nella partita potrebbero entrare anche Cvc e Blackstone che si erano gia’ fatti avanti. Adesso le valutazioni potrebbe essere piu’ alte dei 7,3 miliardi dei cinesi.

OLD WILD WEST

Puo’ essere l’operazione di m&a piu’ importante della seconda meta’ del 2018. E sara’ certamente quella piu’ significativa del settore retail in ambito alimentare. Perche’ l’asta per l’acquisizione del gruppo Cigierre di Udine e’ entrata nel vivo e proprio in queste settimane si stanno definendo le offerte da parte dei soggetti interessati. Sul piatto, scrive MF, c’e’ il dossier relativo alla societa’ che controlla i marchi Old Wild West, American Graffiti, Pizzikotto, Weiner Haus e Shi: un polo della ristorazione che fa perno su una rete di oltre 300 ristoranti tra Italia, Francia, Svizzera e Belgio. A tirare le fila di questo processo e’ il fondo di private equity Bc Partners che, a tre anni e mezzo dall’acquisizione di Cigierre (all’epoca valutata complessivamente 310 milioni), ha deciso di valorizzare l’asset, la prima catena retail del mercato nazionale, e sfruttare il momento di mercato, visto che il business del food e della ristorazione veloce sta vivendo una stagione di sviluppo e crescita a ritmi sostenuti. A gestire il processo di vendita sono gli advisor Rothschild e Jp Morgan che, dopo aver inviato ai potenziali compratori gli info-memorandum, attendono a stretto giro di posta le prime manifestazioni di interesse. Ovviamente questo dossier e’ finito sul tavolo di altri fondi d’investimento, mentre non paiono interessati, per ora, al gruppo Cigierre i gruppi industriali, anche internazionali, del comparto. In particolare, sono sei i player interessati a farsi avanti per l’Old Wild West e gli altri brand della societa’ friulana presieduta da Nikolaos Stathopoulos.

PITECO

Piteco, player di riferimento nel settore del software finanziario, ha sottoscritto il contratto preliminare per l’ acquisizione del 56% di Myrios. Come previsto dagli accordi, la sottoscrizione del contratto definitivo (closing) e’ prevista per lunedi’ 15 ottobre 2018, con la contestuale corresponsione della prima parte di prezzo, pari a 6,9 milioni oltre alla posizione finanziaria netta alla data del closing.
La seconda e la terza parte del prezzo verranno corrisposte secondo un meccanismo di ‘ earn out’ in occasione rispettivamente dell’ approvazione del bilancio 2018 e del bilancio 2019, secondo una formula che tiene conto della crescita dell’ Ebitda di Myrios.
Nel corso dell’ esercizio chiuso al 31 dicembre 2017, Myrios ha registrato ricavi pari a 2,8 milioni (+27% a/a), un Ebitda di 1,5 milioni (55% dei ricavi) e un utile netto di esercizio pari a 1,1 milioni (40% dei ricavi). Inoltre, ha chiuso l’ esercizio 2017 con una posizione finanziaria netta positiva (cassa) per 0,5 milioni.
Myrios e’ attiva nella progettazione e realizzazione di soluzioni informatiche ad alto valore aggiunto dedicate al settore finanza di banche, assicurazioni, industria e pubblica amministrazione. Il modello di business, basato sulla licenza del software a ‘ canone d’ uso’ e sulla consulenza metodologica e funzionale, garantisce elevata visibilita’ dei ricavi per effetto del portafoglio clienti gia’ acquisito.
Sono in fase di finalizzazione le negoziazioni con ICCREA BancaImpresa per la sottoscrizione di un finanziamento chirografario per un importo pari a 7 milioni volto a finanziarie la prima parte del prezzo dell’ acquisizione che verra’ corrisposta al closing.
Piteco e i soci di Myrios sottoscriveranno alla data del closing un patto parasociale relativo alla disciplina degli assetti proprietari e alla governance di Myrios. Nel contesto del patto e’ prevista anche un’ opzione put per il restante 44% del capitale sociale in favore dei soci di Myrios – esercitabile nel periodo intercorrente tra l’ approvazione del bilancio al 31 dicembre 2020 e l’ approvazione del bilancio al 31 dicembre 2024. Il prezzo di esercizio verra’ corrisposto per una quota almeno pari al 50% tramite l’ assegnazione di azioni Piteco

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